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BIG TECH, IL CAVALLO DI TROIA DEI CINESI - OPENAI E GOOGLE HANNO VENDUTO SOTTOBANCO SERVIZI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE AD ALIBABA, BAIDU E TENCENT - LE AZIENDE AMERICANE AGGIRANO I DIVIETI DI VENDITA IMPOSTI DA WASHINGTON VENDENDO SERVIZI ALLE FILIALI DEI COLOSSI CINESI PRESENTI A SINGAPORE - PUR DI FARE PROFITTI, I GIGANTI TECNOLOGICI USA SE NE FOTTONO DEGLI ENORMI RISCHI PER LA SICUREZZA NAZIONALE: NON SOLO PER LO SPIONAGGIO INDUSTRIALE SUI PRODOTTI VENDUTI, MA SOPRATTUTTO PER LA FUSIONE TRA SISTEMI MILITARI E CIVILI CINESI (A PECHINO LE AZIENDE SONO OBBLIGATE A CEDERE LE INNOVAZIONI ALL'ESERCITO) - L'IA AVANZATA POTREBBE ESSERE UTILIZZATA PER SVILUPPARE ARMI AUTONOME E PER LA CYBERGUERRA...
Estratto dall’articolo di Nicola Borzi per “il Fatto Quotidiano”
Mentre Usa e Cina competono sulla supremazia tecnologica, con il Pentagono e il Dipartimento del Commercio di Washington che cercano di frenare la tecnologia cinese, i colossi della Silicon Valley continuano a fornire sottobanco strumenti IA a entità finite nella lista nera statunitense.
Il Financial Times ha scoperto che Google e OpenAi hanno venduto i propri modelli di punta a sussidiarie di Singapore di giganti cinesi come Alibaba, Baidu e Tencent. È una falla clamorosa nella strategia degli Stati Uniti contro Pechino.
Il meccanismo è la triangolazione commerciale. Grazie alla presenza di filiali a Singapore e Hong Kong, le aziende cinesi sono riuscite ad accedere a servizi di intelligenza artificiale tramite Api (interfacce software) che consentono l’uso remoto dei modelli. OpenAI ha ammesso di aver sospeso l’accesso ad Alibaba solo dopo aver rilevato casi di “distillazione”, una tecnica in cui gli sviluppatori cinesi usano i risultati dei modelli IA Usa per addestrare e migliorare i propri.
Per gli Stati Uniti, il rischio per la sicurezza nazionale è enorme. Washington teme la fusione tra sistemi militari e civili cinesi, che obbliga le aziende private a cedere le proprie innovazioni all’Esercito di Pechino. L’IA avanzata potrebbe essere usata per lo sviluppo di armi autonome, per la cyberguerra, per calcoli crittografici avanzati e per infrastrutture di comando e controllo militari. Le restrizioni Usa seguono una strategia avviata tra il 2022 e l’inizio del 2025.
La svolta è del 7 ottobre 2022, seguita da un inasprimento a ottobre 2023 fino al pacchetto definitivo emanato in extremis dall’amministrazione Biden il 13 gennaio 2025.
A guidare queste regole sono stati i Dipartimenti del Commercio e del Tesoro Usa. Le regole vietano la vendita di tecnologie di punta sia sull’hardware che sul software non solo a entità cinesi, ma anche a sussidiarie estere per evitare triangolazioni. Gli analisti sono divisi sulla strategia Usa.
C’è chi ha definito queste politiche “strategicamente incoerenti e inapplicabili”, sostenendo che le scappatoie creano un falso senso di sicurezza e permettono alla Cina di colmare il divario tecnologico. [...]
Pechino ha risposto su due fronti. Sul piano legale e diplomatico, il ministero del Commercio cinese ha condannato la “giurisdizione extraterritoriale” di Washington, mentre Alibaba ha citato in giudizio il Pentagono per essere stata inserita nella lista nera militare definendo la designazione “arbitraria”. [...]
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