DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE…
NO GUERRA, NO PARTY PER NETANYAHU - PER IL PREMIER ISRAELIANO, L'ACCORDO DI PACE TRA USA E IRAN È "PESSIMO" - "BIBI" HA UN PROBLEMA POLITICO ENORME: OLTRE A NON AVER TOCCATO PALLA DURANTE LE TRATTATIVE, È PREOCCUPATO PER SÉ, PER LA TENUTA DEL GOVERNO E PER LE ELEZIONI D’AUTUNNO (RISCHIA UNA BATOSTA) - LA SOLUZIONE DIPLOMATICA, CHE LASCIA IN PIEDI IL REGIME DI TEHERAN E PUNTA AL COMPROMESSO SUL NUCLEARE, NON È LA "VITTORIA TOTALE" CHE AVEVA PROMESSO AGLI ISRAELIANI E CHE POTEVA GIOCARSI ALLE URNE...
IRAN: NETANYAHU ESPRIME A TRUMP PREOCCUPAZIONE PER RINVIO SU NUCLEARE E TREGUA LIBANO
VIGNETTA ELLEKAPPA - NETANYAHU TIENE AL GUINZAGLIO TRUMP
(LaPresse) - Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha espresso al presidente Usa Donald Trump preoccupazione su due punti specifici dell'accordo in fase di definizione con l'Iran, cioè il rinvio dei negoziati sul nucleare a un secondo momento e il fatto che il cessate il fuoco in Iran sarebbe collegato a quello in Libano. È quanto riporta l'emittente israeliana Kan, citando fonti.
Secondo Axios, il memorandum di intesa di cui si sta discutendo nelle ultime ore introdurrebbe una proroga del cessate il fuoco di 60 giorni e conterrebbe una clausola che porrebbe fine ai combattimenti anche in Libano.
"Netanyahu ritiene, così come l’establishment della sicurezza israeliana, che gli iraniani stiano prendendo tempo e che tra altri 60 giorni il problema dell’intransigenza iraniana riemergerà", riferisce Kan, citando una fonte secondo cui il rinvio dei negoziati sul nucleare implica che "la possibilità di un attacco all’Iran nel prossimo futuro, per cui il primo ministro Netanyahu ha insistito, è fuori discussione".
LA NOMINA DI MOJTABA KHAMENEI A GUIDA SUPREMA VISTA DA GIANNELLI
Sempre secondo l'emittente israeliana, il fatto che l'Iran avrebbe acconsentito a spostare le scorte di uranio altamente arricchito fuori dal suo territorio sarebbe per Israele un punto molto importante.
NETANYAHU SENZA VOCE IN CAPITOLO: “QUESTO È UN PESSIMO ACCORDO”
Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci per "la Repubblica"
Netanyahu è preoccupato. Per sé, per la tenuta del governo che ancora guida e per le elezioni d’autunno. Perché se il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran si compone davvero delle condizioni anticipate nelle ultime ore, e se Trump sceglierà di accettarlo rinunciando a riprendere i bombardamenti, per il premier israeliano si pone un problema politico enorme.
La fretta con cui ieri sera ha convocato un vertice della coalizione a cui hanno partecipato i responsabili della sicurezza nazionale per discutere del «pessimo accordo», come lo hanno descritto fonti governative a Channel 12 e al sito Axios, ne è la prova.
DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI
Netanyahu è preoccupato, dunque. Molto. La soluzione diplomatica, che lascia in piedi il regime di Teheran con i suoi missili a lunga distanza e punta al compromesso sul nucleare, non è la «vittoria totale» che aveva promesso agli israeliani e che poteva giocarsi alle urne.
Una soluzione transitata sopra la sua testa, oltretutto, e che di lui restituisce l’immagine evocata da un articolo del New York Times, che ieri riferiva, citando due fonti della Difesa israeliana, di come il presidente americano negli ultimi tempi abbia tagliato fuori «quasi del tutto» lo Stato ebraico dal negoziato.
«Da co-pilota di Trump a mero passeggero in classe economica», è il titolo dell’articolo, che ha fatto molto rumore, perché ha dato corpo al sospetto di molti, ossia che il rapporto tra i due leader non sia più quello di febbraio, l’inizio della fallimentare campagna militare contro la Repubblica islamica, quando Netanyahu è riuscito a convincere il tycoon che tagliare la testa al regime, uccidendo Khamenei e i capi dei pasdaran, sarebbe bastato a farlo crollare come un castello di carte, scommettendo, erroneamente, sull’insurrezione popolare e sull’aiuto da parte dei curdi iraniani.
benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3
Niente di tutto questo è avvenuto. Trump si è ritrovato impantanato in Medio Oriente, in più con la grana dello Stretto di Hormuz che ha generato la più grave crisi energetica degli ultimi anni, e infatti ha cambiato atteggiamento. «Netanyahu fa quello che gli dico io», ha detto non più tardi di qualche giorno fa, ed è stato il primo segnale. [...]
Netanyahu, però, è sempre Netanyahu, sottovalutarlo è un errore. In queste ore — scrive Axios — è al telefono con Trump, lo sta esortando a non accettare l’accordo e a riprendere la guerra. Come la storia recente insegna, sa convincerlo. «Non credo che sia stato veramente tagliato fuori dalla trattativa», dice a Repubblica Ely Karmon, analista politico e ricercatore all’Istituto internazionale per l’antiterrorismo dell’Università Reichman. [...]
DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE…
DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO -…
DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE…
FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELL…
FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL…
DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO…