DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN…
OLTRE AGLI INSULTI, LA GUERRA DI TRUMP A PAPA LEONE INCLUDE INTRIGHI E SOTTERFUGI (E QUALSIASI INFORMAZIONE COMPROMETTENTE) - DA ANNI LA CIA HA SPIE CHE LAVORANO ALL'INTERNO DEL GOVERNO E DEL CORPO DIPLOMATICO DELLA SANTA SEDE - LA NSA INTERCETTA LE COMUNICAZIONI VATICANE, OPERANDO ANCHE ATTRAVERSO UN SERVIZIO CONGIUNTO NSA/CIA DENOMINATO "SPECIAL COLLECTION SERVICE'' - L'FBI INDAGA SUI CRIMINI COMMESSI CONTRO E DAL VATICANO - PERSINO L'ESERCITO USA HA UN CODICE LINGUISTICO SPECIFICO PER LO STATO PONTIFICIO - IL DURO DISCORSO DEL PAPA DELLO SCORSO DICEMBRE AI VERTICI DELL'INTELLIGENCE ITALIANA: ‘’IN DIVERSI PAESI LA CHIESA È VITTIMA DI SERVIZI SEGRETI CHE AGISCONO PER INTIMIDIRE, MANIPOLARE, RICATTARE O SCREDITARE POLITICI, GIORNALISTI O ESPONENTI DELLA SOCIETÀ CIVILE'' - DAGOREPORT: I RAPPORTI IN CRISI DI FIDUCIA TRA L'INTELLIGENCE TRUMPIANA E QUELLA EUROPEA - IL RUOLO ATTIVISSIMO DELLE NUNZIATURE, DELLE MISSIONI E SERVIZI DI VOLONTARIATO, COME RETE GLOBALE DELL'INFORMAZIONE ECCLESIALE...
Ken Klippenstein
https://www.kenklippenstein.com/p/us-spies-on-the-vatican?triedRedirect=true
Quando Trump dichiarò che Papa Leone era "terribile per la politica estera", la comunità dell'intelligence statunitense interpretò le dichiarazioni del presidente come una direttiva per dare priorità allo spionaggio del Vaticano.
È così da anni, mi dicono le fonti. La CIA ha spie che lavorano all'interno della burocrazia della Santa Sede. La NSA e la CIA cercano di intercettare telecomunicazioni, email e messaggi di testo. L'FBI indaga sui crimini commessi contro e dal Vaticano.
cia central intelligence agency
Il Dipartimento di Stato segue da vicino i retroscena della diplomazia e della politica papale. Tutte queste agenzie collaborano con gli uffici di politica estera, intelligence e forze dell'ordine del Vaticano.
"Papa Leone è DEBOLE sulla criminalità e pessimo in politica estera", ha affermato Trump in un post sui social media del 12 aprile. Trump ha poi citato diverse lamentele specifiche in materia di politica estera, tra cui le critiche del Papa alla guerra con l'Iran e il rapimento del leader venezuelano Nicolas Maduro.
Trump ha dichiarato: “Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che inviava enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, peggio ancora, svuotava le sue prigioni, compresi assassini, spacciatori e criminali, nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti…”
La tensione tra il Vaticano e la Casa Bianca non è una novità, ma storicamente si è manifestata attraverso intermediari, dichiarazioni politiche o silenzi eloquenti. L'attacco pubblico di Trump contro Papa Leone ha dipinto il capo della Chiesa cattolica romana, nato in America, come una minaccia per gli interessi statunitensi. Si tratta di una definizione senza precedenti.
Il primo indizio dell'interesse del governo per questo argomento mi è arrivato da un recente annuncio di lavoro di OSE International, una delle principali società che fanno parte della Cia con sede a Reston, in Virginia.
giorgia meloni con salvini, tajani, mantovano e scurti in udienza da papa leone xiv
L'azienda cerca una persona che parli italiano per lavorare per un "cliente del governo degli Stati Uniti" non specificato, con il compito di "monitorare i social media, fornire traduzioni e tenersi aggiornati sugli eventi di attualità" su argomenti che includono la "religione".
Si tratta di un lavoro da collaboratore esterno piuttosto innocuo e, sebbene non richieda un nulla osta di sicurezza, tra i requisiti preferenziali è indicata "l'esperienza a supporto della comunità dell'intelligence".
Ma questo mi ha fatto riflettere: cosa fanno esattamente gli Stati Uniti per spiare il Papa e il Vaticano? Dopo alcune ricerche, ho scoperto il quadro di una relazione di lunga data – e discretamente estesa – tra l'apparato di sicurezza nazionale statunitense e il Vaticano.
donald trump in versione papale - immagine generata dall ia
Si tratta di una vera e propria cooperazione diplomatica, di contrasto alla criminalità e persino informatica, che funge al contempo da copertura per la raccolta di informazioni.
Documenti dell'FBI in mio possesso mostrano che la prima amministrazione Trump cercò di rafforzare il coordinamento con i servizi segreti italiani e i funzionari vaticani su questioni come la sicurezza informatica, i reati finanziari, la tratta di esseri umani, il furto di opere d'arte e altri problemi.
Un progetto specifico prevedeva di aiutare il Vaticano a contrastare attivamente le intrusioni informatiche nelle sue reti. L'FBI fornisce inoltre regolarmente informazioni sulle minacce al Papa durante i suoi viaggi (anche se non è chiaro se tale collaborazione sia ancora in corso).
La CIA è rappresentata presso l'ambasciata statunitense in Vaticano e da anni si infiltra (o tenta di infiltrarsi) nel governo vaticano e nel corpo diplomatico. La NSA intercetta le comunicazioni vaticane, operando sia in modo indipendente che attraverso un servizio congiunto NSA/CIA denominato "Special Collection Service".
papa leone xiv - alfredo mantovano
Nel frattempo, secondo un altro documento che ho esaminato, il Dipartimento di Stato mantiene un bollettino informativo quotidiano incentrato sul Vaticano, distribuito ai diplomatici di tutto il mondo.
L'Ufficio di intelligence e ricerca del Dipartimento ha analisti dedicati alla produzione di valutazioni riservate sugli affari vaticani, una funzione che, visto il clima attuale, difficilmente verrà interrotta.
Persino l'esercito statunitense ha un codice linguistico specifico per il Vaticano, che ne indica la distinta capacità linguistica. "QLE" designa il latino ecclesiastico – il registro liturgico preferito dal Vaticano – distinguendolo dal latino classico ("LAT"), utilizzato principalmente per documenti storici e legali. È un piccolo dettaglio, ma significativo: l'apparato di sicurezza nazionale è meticoloso, e lo è da tempo nei confronti del Vaticano.
L'attacco di Trump contro Papa Leone non ha creato questo meccanismo di spionaggio sul Vaticano, ma lo ha semplicemente indirizzato in una nuova direzione, etichettando lo stesso Papa Leone (cittadino statunitense, tra l'altro) come una minaccia per l'America.
La raccolta di informazioni raramente è un interruttore che si aziona con un semplice gesto; è piuttosto una manopola che viene regolata a seconda di dove la leadership di Washington vuole concentrare i propri sforzi. Pur non rientrando tra le priorità ufficiali, Trump ha chiarito di voler sapere tutto (e qualsiasi informazione compromettente) su Leone.
marco rubio e jd vance ricevuti da papa leone xiv
C'è anche una dimensione geopolitica da sottolineare. Papa Leone si è affermato come una delle poche figure globali disposte a sfidare pubblicamente l'amministrazione Trump su più fronti contemporaneamente: il conflitto con l'Iran, l'applicazione delle leggi sull'immigrazione, il Venezuela, persino l'etica e la cultura.
Questo lo rende non solo un leader religioso agli occhi di Washington, ma anche un protagonista politico con una piattaforma globale e un'autorità morale che rivaleggia con quella di molti capi di Stato.
La comunità dell'intelligence potrà anche lamentarsi in privato, ma in definitiva esiste per informare il presidente, non per raccogliere informazioni per i propri interessi. Nessuno vuole essere quello che deve rispondere a una domanda di Trump (o di JD Vance) dicendo che gli Stati Uniti non hanno "alcuna attività al riguardo".
Il Vaticano, dal canto suo, non è affatto ingenuo al riguardo. La Santa Sede possiede un proprio apparato di intelligence: discreto, dai metodi tradizionali e molto attento alle correnti politiche che la circondano.
papa leone xiv con emmanuel macron
Con una mossa insolita per un Papa, lo scorso dicembre Leone si è rivolto direttamente ai vertici dell'intelligence italiana, in un discorso che ha avuto un peso ben maggiore di quanto il contesto diplomatico lasciasse intendere.
Ha iniziato ringraziandoli – esprimendo gratitudine per l'impegno profuso dall'intelligence italiana nella protezione del Vaticano – per poi soffermarsi sugli abusi di cui è stato testimone, tra cui i ricatti.
«In diversi Paesi», ha affermato Leone, «la Chiesa è vittima di servizi segreti che agiscono per scopi nefasti, opprimendone la libertà».
PAPA LEONE XIV CON LA MAZZA DA BASEBALL
Ha delineato un quadro di riferimento per quello che dovrebbe essere un lavoro di spionaggio legittimo: proporzionato al bene comune, rispettoso della vita privata e familiare, della libertà di coscienza e del diritto a un giusto processo.
Le attività dei servizi segreti, ha affermato, "devono essere regolate da leggi debitamente promulgate e pubblicate, soggette al controllo e alla supervisione della magistratura, e i loro bilanci devono essere soggetti a controlli pubblici e trasparenti".
Leone ha proseguito: “È necessaria una rigorosa vigilanza per garantire che le informazioni riservate non vengano utilizzate per intimidire, manipolare, ricattare o screditare politici, giornalisti o altri attori della società civile. Tutto ciò vale anche per la sfera ecclesiale”.
In altre parole, ciò a cui stiamo assistendo non è lo spionaggio americano ai danni di un'istituzione ignara. Si tratta piuttosto di due veterani che si studiano a vicenda: uno con una piattaforma morale globale, l'altro con una capacità di intercettazione di segnali che abbraccia tutto il mondo.
La sicurezza nazionale è ovunque intorno a noi. Persino tra i banchi di chiesa.
DAGOREPORT
Nel corso del tempo l'intelligence dello Stato pontificio, nel suo piccolo, ha sempre avuto un filo diretto con i servizi italiani, sia con l'Aisi (sicurezza interna), sia con l'Aise (spionaggio estero), come del resto con gli omologhi britannici (M16 e M15) e americani (Cia ed Fbi).
EMMANUEL MACRON AL MEETING PER LA PACE ORGANIZZATO DA SANT EGIDIO A PARIGI
Due anni fa, con lo sbarco a Washington dell'amministrazione Trump, il rapporto di fiducia si è incrinato: gli stati che hanno rifiutato di appecoronarsi ''baciando il culo'' (copy Donald) al presidente demente degli Stati Uniti, a partire dall'Europa di Starmer e Macron, Sanchez e buon ultima la trumpetta Meloni, lo scambio di informazioni e quant'altro, che dal dopoguerra in poi ha legato e collegato i rispettivi servizi di intelligence, pur nell'impossibilità di interrompersi ha subito un netto affievolimento.
Per Trump e la sua "Animal House", l'arrivo dell'americano Robert Prevost sul trono di Pietro rappresenta oggi davvero la minaccia più irriducibile e temuta alla sua follia da Nerone col ciuffo laccato perchè Papa Leone, "pastore" di un miliardo e 700 milioni di cattolici in ogni angolo del mondo, ha immediatamente cambiato la narrazione religiosa e geopolitica della Chiesa romana.
Rispetto al pontificato tutto chiacchiere e matè del predecessore argentino Bergoglio, la missione di Leone si è distinta subito per accenti decisamente più pragmatici e politicamente più incisivi che hanno ribaltando i consueti e generici Angelus di pace, amore e spirito santo in espliciti attacchi alla tirannia e alla criminalità dei vari Trump, Putin e Netanyahu nello loro opera di riempire i cimiteri di mezzo mondo.
MEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIV
La missione ecclesiale dei Pontefici che, nei secoli, ha sempre avuto al suo fianco l'intelligence diplomatico delle nunziature, delle missioni e servizi di volontariato dislocati in ogni angolo del mondo. Una rete di informazione ecclesiale, dotata anche di mezzi tecnologici che, con Leone sotto attacco dall'infernale Trump a colpi di ignobili insulti, che mai come ora sta assumendo un ruolo attivissimo (essì: non solo le preghiere, anche le informazioni salvano l'anima...)
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