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ECCO I GRANDI RECORD DI GIORGIA MELONI: L’UNIONE EUROPEA TAGLIA LE STIME DEL PIL ITALIANO AL +0,5% NEL 2026, RISPETTO AL +0,8 DELLE SCORSE PREVISIONI ECONOMICHE AUTUNNALI. UNO DEI DATI PEGGIORI D’EUROPA, DOVE LA MEDIA È DELL’1,1% - LA CRESCITA DEI CONSUMI RALLENTA A CAUSA DELLA PERDITA DI POTERE D'ACQUISTO E LE ESPORTAZIONI NETTE INCIDONO NEGATIVAMENTE SULLA CRESCITA  – IL DEFICIT ITALIANO RESTERÀ SOTTO LA SOGLIA DEL 3% DEL PIL NEL 2026, DOPO AVER SFORATO AL 3,1% NEL 2025 -

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PIL: UE TAGLIA STIME ITALIA A +0,5% NEL 2026, FANALINO DI CODA NEL 2027

GIORGIA MELONI E IL POLSO DEL PAESE - VIGNETTA BY MANNELLI

(LaPresse) - La Commissione europea rivede al ribasso le stime del Pil per l'Italia al +0,5% nel 2026, rispetto al +0,8% delle scorse previsioni economiche autunnali. E' quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili pubblicate oggi dall'Esecutivo Ue.

 

Per il 2027 il Pil è atteso ancora in calo al +0,6% rispetto alla stima precedente del +0,9%, registrando il dato di crescita più basso in Ue. Si prevede che il Pil reale crescerà dello 0,5% nel 2026, come nel 2025, sostenuto dagli investimenti incentivati dal Pnrr.

 

La crescita dei consumi rallenta a causa della perdita di potere d'acquisto e le esportazioni nette incidono negativamente sulla crescita. Nel 2027, la produzione dovrebbe crescere dello 0,6%, sostenuta dalla ripresa del commercio globale e dalla normalizzazione dei prezzi.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse 2

UE: DEFICIT ITALIA SOTTO IL 3% NEL 2026, STABILE AL 2,9% NEL 2027

(LaPresse) - Il deficit italiano nel 2026 risale rispetto alle scorse previsioni autunnali ma resta sotto la soglia del 3%. Stando alle stime primaverili della Commissione europea, si attesta al 2,9% in lieve aumento sul 2,8% di quelle precedenti.

 

Nel 2027 il dato è atteso stabile al 2,9% sempre in aumento rispetto al 2,6% delle scorse previsioni. Nel 2026, osserva la Commissione europea, si prevede una leggera riduzione del deficit, al 2,9% del Pil. La spesa per interessi dovrebbe aumentare di 0,3 punti percentuali del Pil, a causa dell'aumento dei rendimenti, in particolare dei titoli indicizzati all'inflazione.

 

ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse

Si prevede un aumento delle entrate fiscali in linea con il Pil nominale. Il bilancio 2026 ha introdotto modifiche alla tassazione sul reddito, tra cui un'ulteriore riduzione del cuneo fiscale sul lavoro per i redditi medi, che sarà interamente compensata da aumenti delle imposte per gli istituti finanziari e le compagnie assicurative.

 

Sul fronte della spesa, la riduzione dei sussidi agli investimenti è parzialmente compensata da ulteriori investimenti pubblici, rafforzati dai fondi del Recovery fund, e dalla spesa corrente primaria. Le misure di sostegno al settore energetico introdotte prima del 4 maggio 2026 – pari allo 0,06% del Pil – sono state interamente finanziate da risparmi di bilancio.

 

Si prevede che il deficit rimanga stabile nel 2027, ipotizzando l'assenza di cambiamenti di politica economica. Si prevede che gli effetti ritardati di un'inflazione più elevata spingeranno al rialzo la spesa corrente, in particolare quella pensionistica, mentre la graduale eliminazione dei progetti relativi al Fondo di ripresa e resilienza (Rrf) porterà a una riduzione della spesa in conto capitale.

ursula von der leyen giorgia meloni