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I MIGRANTI SONO UN PRETESTO: LA GUERRA TRA MELONI E SANCHEZ È SOLO POLITICA – LA DUCETTA INSISTE CON LA LINEA DELL’INTRANSIGENZA E ASPETTA CHE SIA LA SPAGNA A CEDERE: L’ITALIA POTREBBE TENERE SOSPESO SCHENGEN FINO A SETTEMBRE – L’EUROPA PROVA A MEDIARE TRA LE RIPICCHE DI ROMA E MADRID: “I CONTROLLI ALLE FRONTIERE INTERNE SONO UNA FERITA PROFONDA NELL'UNITÀ DELL'EUROPA, CONVINTA CHE L'IMMIGRAZIONE ILLEGALE SIA UNA SFIDA COMUNE DA AFFRONTARE INSIEME. LA FIDUCIA TRA GLI STATI MEMBRI È LA NOSTRA RISORSA PIÙ PREZIOSA”

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Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. È il celebre motto reso immortale da John Belushi in Animal House a ispirare la strategia di Giorgia Meloni nella crisi diplomatica con Pedro Sanchez.

 

In stretto contatto con i ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e degli Esteri Antonio Tajani dalle spiagge della Maddalena dove è in vacanza con la figlia Ginevra, la presidente del Consiglio chiede di seguire con attenzione l'andamento dei flussi in entrata e uscita dalla Spagna, ma senza arretrare di un millimetro.

 

Anzi, semmai serve più intransigenza: poiché quella di Madrid è «una ritorsione» contro Roma — è il senso del premier-pensiero — se la Moncloa vuole l'escalation sarà Chigi a guidarla. A ogni azione corrisponderà una reazione finché non saranno loro a cedere.

 

migranti a ceuta 2

Allontanando l'ipotesi, su cui la Farnesina sottotraccia stava già lavorando, di accorciare lo stop a Schengen intorno a Ferragosto. A meno che non intervenga una sorta di "disarmo" bilaterale. Tentato ieri, ma con esiti ancora incerti, dal commissario Brummer.

 

[...] Azione e reazione, dunque. A pesare, due considerazioni. La prima: mentre sospendere Schengen e reintrodurre i controlli sui cittadini extra-Ue aveva una sua ratio dopo i fatti di Ceuta, estenderli anche ai comunitari in tutti i porti e gli aeroporti, come ha fatto Sanchez, è una misura «sproporzionata e ingiustificata», spiegabile solo con «le difficoltà che lui ha nel suo Paese».

 

pedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse

Tanto più alla luce dell'informativa — e qui interviene la seconda considerazione — arrivata fresca fresca dal Viminale: in meno di 48 ore sono stati fermati e respinti al nostro confine 15 extracomunitari irregolari provenienti dalla Spagna — raccontano — persone cioè prive dei documenti necessari per entrare in Italia. Fieno nella cascina della linea oltranzista, che potrebbe fungere da alibi perfetto: se da qui a metà agosto si ripeteranno episodi analoghi, sarà la prova che il governo Meloni aveva ragione e si andrà dritti al primo settembre, senza alcun ripensamento. Ma è una valutazione che si farà a ridosso di Ferragosto. Non prima. La pressione dell'Unione europea, che sta facendo di tutto per far rientrare la crisi, non può essere ignorata.

 

FRANCIA O SPAGNA, PURCHE SE LAGNA - MEME BY EMILIANO CARLI

Il commissario per gli Affari interni lo ha detto chiaro: la reciproca mossa italo-spagnola, volta a controllare cittadini di Paesi terzi, rappresenta una ferita profonda nell'unità dell'Europa, convinta che l'immigrazione illegale sia una «sfida comune da affrontare insieme», non un terreno di battaglia tra capitali di colore politico diverso. «La fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa», insiste Magnus Brunner nella telefonata — diffusa alla stampa — ai ministri dell'Interno dei due Paesi, Grande-Marlaska e Piantedosi. Un'interlocuzione che fa ben sperare Bruxelles, preoccupata per l'esito di uno scontro che rischia di allargarsi.

 

«Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei», ha provato a stemperare l'austriaco. Consapevole che minare l'accordo di Schengen sarebbe un colpo mortale al cuore dell'Europa. Per questo serve battere, anche, sul rafforzamento delle frontiere esterne, Ceuta compresa. A patto che Giorgia e Pedro smettano di farsi la guerra. Che va oltre i migranti, è tutta politica.

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