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NICOLA MANCINO E GIORGIO NAPOLITANO jpeg
1. TRATTATIVA STATO-MAFIA, VIA LIBERA DELLA PROCURA: “RIINA E BAGARALLA IN VIDEOCOLLEGAMENTO DURANTE LA DEPOSIZIONE DI NAPOLITANO”
La procura di Palermo, in una memoria depositata alla Corte d’Assise, ha dato parere favorevole alla partecipazione dei boss Totò Riina e Leoluca Bagarella e dell’ex ministro Nicola mancino alla deposizione, al Quirinale, del Capo dello Stato al processo sulla trattativa Stato-Mafia. I capimafia, qualora la Corte accogliesse la loro istanza di assistere alla deposizione, parteciperebbero in videoconferenza dal carcere, mentre Mancino potrebbe assistere dal Quirinale.
Secondo i pm, infatti, la possibilità di partecipare all’udienza, seppure con le forme della videoconferenza, sarebbe prevista dalla norma richiamata dalla Corte d’Assise per lo svolgimento dell’udienza al Quirinale, cioè l’articolo che disciplina l’audizione del teste sentito a domicilio. Inoltre - per la procura - alla luce dei principi generali che consentono all’imputato di partecipare al processo, un’eventuale esclusione, a fronte di una precisa istanza, potrebbe determinare una nullità processuale. Da qui il parere favorevole della procura.
LA SEDE DELLA PROCURA DI PALERMO
2. STATO-MAFIA, MANCINO CHIEDE DI ASSISTERE ALL'AUDIZIONE DI NAPOLITANO
(LaPresse) - La necessità della deposizione del presidente della Repubblica era stata ribadita dai giudici corso dell'udienza del 25 settembre: la Corte si era pronunciata sulla richiesta da parte di alcuni avvocati di revocare la deposizione di Napolitano in virtù della lettera inviata dal Colle al collegio giudicante in cui il presidente della Repubblica spiegava di non avere nulla da aggiungere in merito all'oggetto del processo.
La richiesta di Mancino fa seguito a quella formulata dai due boss corleonesi, che nel corso dell'udienza del 2 ottobre, in collegamento video, avevano preso la parola per chiedere formalmente di assistere alla deposizione del Capo dello Stato. A questo punto anche sulla richiesta di Mancino, come per quella di Riina e Bagarella, si esprimerà la Corte presieduta da Alfredo Montalto.
La necessità della deposizione del presidente della Repubblica era stata ribadita dai giudici corso dell'udienza del 25 settembre: la Corte si era pronunciata sulla richiesta da parte di alcuni avvocati di revocare la deposizione di Napolitano in virtù della lettera inviata dal Colle al collegio giudicante in cui il presidente della Repubblica spiegava di non avere nulla da aggiungere in merito all'oggetto del processo.
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