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ALLA FACCIA DEI PUTINIANI D’ITALIA: I RUSSI IN ITALIA, CHE VOTANO ALL’AMBASCIATA DI MOSCA A ROMA PER IL RINNOVO DELLA DUMA, SI SCHIERANO CONTRO PUTIN! - “PERCHÉ ESSERE QUI? PERCHÉ NON ABBIAMO TANTE POSSIBILITÀ LEGALI PER DIRE DI FERMARE LA GUERRA IN UCRAINA. MA NON MI FIDO DEI RISULTATI: POTRANNO SCRIVERE QUALSIASI COSA”. C’È CHI HA CON SÉ UN CARTELLO DELL'ASSOCIAZIONE “RUSSIAN FOR FREEDOM AND DEMOCRACY” CHE RECITA: “PACE, UNA SCELTA CHE IN RUSSIA NON VI SARÀ CONCESSA” - UNO STUDENTE SPIEGA: “È UNA CHANCE PER CAMBIARE UN GOVERNO CHE NON CI RAPPRESENTA. SONO VENUTO QUI A MEZZOGIORNO PERCHÉ QUESTO È STATO L'APPELLO DI CHI È CONTRO PUTIN..."

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Gabriele Santoro per l’Ansa  

 

VLADIMIR PUTIN.

Ottimisti o scettici, pacifisti o 'patriottici', sospettosi o apertamente militanti, i russi d'Italia che entrano nell'ambasciata di Mosca a Roma a votare per il rinnovo della Duma almeno su una cosa concordano: per un verso o per l'altro, votare è importante. Anche se "questo voto non cambierà davvero le cose", ammette Darya, 41 anni, un lavoro nel settore informatico. E allora perché essere qui?

 

"Perché siamo ancora cittadini russi e non abbiamo tante possibilità legali per dire di fermare la guerra. Ma non mi fido dei risultati: potranno scrivere qualsiasi cosa". In ogni caso "qualunque voto che non sia per Russia Unita (il partito di Putin) darà l'idea che il movimento di protesta cresce".

 

vladimir putin a pesca in siberia 3

Secondo Anastasia, architetto di 30 anni, da 20 a Roma, chi protesta vota "i liberali, o i comunisti: Yabloko non c'è più". Il partito della 'Mela' (è la traduzione italiana del nome), sostanzialmente escluso dalla corsa elettorale dalla Corte Suprema qualche settimana fa, era l'unica formazione apertamente pacifista, e la sua assenza si fa notare. "Sulla scheda ci sono i simboli dei partiti coi numeri: 1, 3, 4, 5... Il 2 non c'è" racconta Lyuba, 48 anni, badante.

 

Ha con sé un cartello dell'associazione 'Russian for Freedom and Democracy' che recita "Pace, una scelta che in Russia non vi sarà concessa". È insieme a un gruppo di attiviste, tra cui Anna Koshkina, 35 anni, cantante lirica e "orgogliosamente attivista LGBT+", che ha portato al seggio un cesto di mele verdi proprio per alludere al partito escluso. "Ci hanno fotocopiato i passaporti, lo hanno fatto solo a noi" sostengono, e ora "tornare nel nostro paese è pericoloso, perché già alla frontiera ci possono arrestare".

 

Paura? "Votare è importante anche perché vederci tutti insieme ci dà forza e coraggio". Tutti insieme, ma non moltissimi, a quanto pare: tutti raccontano che nel 2024, per le Presidenziali, c'era molta più affluenza. Oggi non si fa certo la fila, e la polizia italiana, che ha cinturato con le transenne un paio di strade limitrofe, si limita a veder passare una persona ogni tanto.

 

putin koala

"Sono convinto - spiega però l'ambasciatore Alexey Paramonov - che tutti i nostri connazionali che oggi vivono sul territorio italiano parteciperanno al voto. E non necessariamente di persona. Esistono, infatti, anche altre modalità di voto. In Italia, un Paese il cui governo aderisce alla politica generalmente ostile dell'Ue e della Nato, votare significa anche dare una risposta alle forze antirusse locali".

 

Dal piccolo exit poll ai piedi dell'ambasciata sembra emergere un dato: attivisti militanti a parte, più aumenta l'età più aumenta l'apprezzamento per Putin, ma anche la circospezione nel parlare con la stampa. I giovani sono i più espliciti: Ivan (nome di fantasia), 23 anni, è appena arrivato a Roma come studente: "È una chance per cambiare, in qualche modo, un governo che non ci rappresenta. Sono venuto qui a mezzogiorno perché questo è stato l'appello di chi è contro Putin per mandare un messaggio".

 

Alexey Paramonov - presentazione del libro Dalla deterrenza alla coercizione - ambasciata russa a roma

La maggioranza dei russi, lui invece ne è certo, "è contro il regime e la sua guerra di aggressione". La sua ragazza, anche lei russa ma a Roma già da un po', saluta in italiano: "Ciao, vogliamo tutti la pace". E poi c'è la coppia sui 60 anni, aria da turisti, lei con un foulard i cui colori - chissà se è un caso - ricordano quelli della bandiera che sventola sul tetto dell'ambasciata: "Votiamo perché siamo patriottici. La pace? Certo che vogliamo la pace. Anche Putin la vuole".