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IGNAZIO VISCO SI AUTOASSOLVE DA OGNI CRITICA: LA VIGILANZA DI BANKITALIA NON C'ENTRA NIENTE CON LE CRISI BANCARIE; TANTOMENO CON QUELLA DELLE QUATTRO BANCHE FALLITE - STRIZZA L'OCCHIO A RENZI SULLE RIFORME MA ASSEGNA ALLA BCE DI DRAGHI IL MERITO DELLA CRESCITA DEL PIL

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IGNAZIO VISCO RELAZIONE 2016 IGNAZIO VISCO RELAZIONE 2016

 

"Sor delegato mio, nun so' un bojaccia". Davanti all'assemblea della Banca d'Italia, Ignazio Visco si autoassolve da ogni critica sulle crisi bancarie; strizza l'occhio a Renzi sulle riforme; ma assegna alla Bce il merito della crescita del pil.

 

Luigi Federico Signorini, Salvatore Rossi, Ignazio Visco, Vincenzo La Via, Fabio Panetta, Valeria SannucciLuigi Federico Signorini, Salvatore Rossi, Ignazio Visco, Vincenzo La Via, Fabio Panetta, Valeria Sannucci

"Nun so' un bojaccia". La Vigilanza di Bankitalia non c'entra niente con le crisi bancarie; tantomeno con quella delle quattro banche fallite. "Ogni anno registriamo 200 irregolarità", dice il governatore. "Ma non ci possiamo sostituire ai vertici bancari... La Vigilanza non ha compiti di autorità giudiziaria". Insomma, è colpa della magistratura se procede a rilento e le banche saltano come tappi. Peccato che alla Banca d'Italia la legge assegni il compito di gestire la stabilità del sistema.

 

Colpa della UE. Ha cambiato le regole sulle banche troppo in fretta, dice Visco. Per questo rilancia l'idea di ripristinare il "salvataggio" pubblico. Anche in deroga al "Bail in". Una direttiva europea negoziata per conto dell'Italia da Fabrizio Saccomanni quand'era ministro dell'Economia. Ed ora criticata apertamente dal governatore. Saccomanni è direttore emerito di Bankitalia.

IGNAZIO VISCO RELAZIONE 2016IGNAZIO VISCO RELAZIONE 2016

 

Nubi fosche sulle banche. Il governatore esprime "timori" sulle prospettive del sistema bancario europeo. A causa - dice - della crisi economica, del mancato completamento dell'Unione bancaria europea, dell'instabilità politica e della finanza pubblica.

 

Stellone Bce. Finora solo la Banca centrale europea ci ha salvato dal tracollo. Con la sua politica monetaria espansiva ha permesso al pil italiano di aumentare di oltre mezzo punto. Considerato che la crescita è ferma all'uno per cento, vuol dire che Draghi ha fatto metà del lavoro di Padoan.

 

Nonostante tutto, Visco dà una lisciata di pelo a Renzi: buono il jobs act, anche se a favorire la crescita dell'occupazione sono stati più gli sgravi fiscali che la liberalizzazione del mercato del lavoro.

ignazio viscoignazio visco

 

Nel suo fervore di ufficio studi, poi, il governatore fa una mini gaffe. Rivela, per esempio, che la Bce ha lanciato il programma di acquisti di titoli pubblici pari al 9,4 per cento del pil europeo. Nello stesso periodo, Regno Unito e Stati Uniti hanno fatto programmi analoghi per il 20 per cento dei rispettivi pil; ed il Giappone per il 60 per cento.

 

Visco chiude ricordando Altiero Spinelli e le sue frasi contro le "autarchie economiche". Altra lisciata a Renzi, che dice di rilanciare lo spirito di Ventotene. "Matte' nun so' un bojaccia"

 

PS

ignazio visco mario draghiignazio visco mario draghiDANIELE FRANCO DANIELE FRANCO

Ignazio Visco chiede anche più investimenti e riduzione delle tasse sul lavoro. Scelte politiche, certo. Ma che devono essere "bollinate" dai tecnici. E chi è l' uomo che al ministero dell'Economia deve "bollinare" le scelte politiche? Guarda caso si chiama Daniele Franco e viene proprio dalla Banca d'Italia. Il quale, prima di prendere ogni decisione di bilancio, chiama i suoi amici in Via Nazionale.