TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO…
ILARIA SALIS, CACCIA LI SORDI! - IL CONTO CORRENTE DELL’EURODEPUTATA SINISTRATA È STATO PIGNORATO PER IL MANCATO PAGAMENTO DELLE SPESE LEGALI PER IL CASO DEI DUE EX COLLABORATORI NON PAGATI – LA SOMMA CONTESTATA SAREBBE DI CIRCA 7MILA EURO. LA “CACCIATRICE DI NAZISTI” È STATA CONDANNATA A PAGARE UN RISARCIMENTO DI 300MILA EURO A DUE SUOI ASSISTENTI LICENZIATI SENZA GIUSTA CAUSA - SALIS HA PRESENTATO APPELLO E HA TENTATO DI BLOCCARE L’ESECUZIONE DELLA SENTENZA, MA LE DUE RICHIESTE SONO STATE RESPINTE, CON UN’ULTERIORE CONDANNA ALLE SPESE…
(LaPresse) - Il conto corrente dell’eurodeputata Ilaria Salis pignorato per il mancato pagamento delle spese legali per la vicenda dei due ex collaboratori che aveva licenziato. E' quanto riferisce il Giornale che scrive di un pignoramento "presso terzi" del conto dell'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.
La somma contestata sarebbe di circa 7 mila euro, secondo la ricostruzione del quotidiano. Il pignoramento riguarderebbe il conto sul quale confluiscono anche le somme percepite da Ilaria Salis come parlamentare europea.
"Prima licenzia, senza preavviso e senza giusta causa, due assistenti parlamentari che aveva assunto appena un anno fa: e viene condannata a risarcirli" con circa 300 mila euro - scrive Luca Fazzo sul quotidiano -. Adesso Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, ne combina un’altra: cerca di non pagare il risarcimento ai due, perde la causa, viene condannata a risarcire le spese legali.
Non paga neanche quelle. Risultato: gli avvocati degli ex dipendenti hanno fatto scattare il pignoramento 'presso terzi' dei beni della Salis. Significa che a venire pignorato sarà il conto corrente bancario intestato" alla Salis, cioè "il conto dove approda anche lo stipendio da eurodeputata. Pochi spiccioli, circa 7mila euro".
Il processo principale, quello intentato contro l’eurodeputata dai suoi ex collaboratori Valentina Dadda e Francois Gelmetti, intanto va avanti per la sua strada. "In primo grado la Salis ha ricevuto una batosta: 150mila euro da risarcire a ciascuno dei due licenziati, ovvero la cifra che avrebbero percepito se fossero rimasti al suo servizio, come da accordi, fino alla fine del mandato parlamentare", scrive Il Giornale.
"La Salis ha fatto appello, sostenendo di non avere mai saputo della causa intentata contro di lei, nonostante gli atti le fossero stati notificati nella sua residenza milanese", riporta il quotidiano.
"L’appello - si legge sul sito del quotidiano - è fissato per il mese prossimo. Ma intanto la Salis non è rimasta con le mani in mano: prima dell’estate ha avviato due procedimenti civili per bloccare l’esecuzione della sentenza e gli atti di precetto con cui i due ex potevano andare all’incasso. L’udienza si è tenuta (strano ma vero) in agosto, e all’euronorevole non è andata benissimo: respinte entrambe le richieste e condanna a risarcire le spese legali".
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