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Matteo Basile per “Il Giornale”
La frase del comico americano Jack Benny che andava fortissimo negli anni '60, «gli scout sono dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini» non fa più ridere.
E se qualcuno mai la trovasse divertente, ora sorriderebbe a denti stretti. Già perché non è più tempo di ironie e prese in giro verso scout e scoutismo. Essere o essere stato uno di quelli che indossa calzoni corti, calzettoni di lana e porta al collo un foulard ora è maledettamente di moda.
Innanzitutto perché sulla poltrona di presidente del Consiglio siede uno, Matteo Renzi, che dello scoutismo militante ha fatto una bandiera e un titolo di pregio. Per lui, indossare la divisa da scout in gioventù è stato un antipasto del suo impegno politico. Ma oltre Renzi sono tanti gli ex scout che siedono in Parlamento o in posizioni strategiche importanti. Si va dal ministro della Difesa Roberta Pinotti («Mi sento ancora scout, è stata un'esperienza importantissima») alla presidente della Camera Laura Boldrini, passando per gli ex ministri Enrico Giovannini e Giovanna Melandri fino al grillino Vito Crimi, solo per citarne alcuni.
Ma guai a parlare di lobby scout. «Valori condivisi», la risposta di tutti. Fatto sta che quella divisa che tanto facilmente finiva nel mirino dei critici, è stata sdoganata in pieno e, anzi, diventa motivo di vanto. Se poi si aggiunge il crollo di consenso dei partiti e l'inevitabile declino delle kermesse tipiche della stagione estiva, dalle feste dell'Unità al meeting di CL a Rimini, ecco che il successo dello scoutismo diventa irrefrenabile. E così il maxi raduno scout, la Route nazionale Agesci, in programma nella tenuta di San Rossore in provincia di Pisa da oggi sino a domenica, diventa una splendida passerella per chi alle classiche vacanze all'insegna del disimpegno, ha sempre preferito campi, bivacchi, tende e scarpinate unite a una forte partecipazione spirituale e religiosa.
C'era una volta il noiosissimo e tecnicissimo «intervento-dibattito-cine forum» nell'umido tendone della festa dell'Unità. Ora, tutti a San Rossore. Qui si radunano oltre 30mila ragazzi arrivati da tutta Italia e i politici sono pronti a presenziare. Domani è prevista la partecipazione del ministro Pinotti e, forse, anche del presidente del Senato Pietro Grasso; sabato sarà il turno di Laura Boldrini. Domenica, cerimonia di chiusura presieduta dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, e intervento del premier Renzi.
In ordine sparso poi ci saranno anche il capo del Corpo Forestale Cesare Patrone, la direttrice nazionale di Legambiente Rossella Moroni, Rita Borsellino, don Luigi Ciotti presidente dell'associazione antimafia «Libera».
Il tema portante della quattro giorni scout sarà il coraggio nelle sue diverse accezioni e nelle sue applicazioni pratica. In un'epoca in cui, specie in politica, prevalgono i pavidi in stile don Abbondio, rassegnati a mantenere uno status quo stagnante e senza prospettive, una buona infusione di coraggio ai politici scout pronti alla passerella non farà certo male.
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