matteo salvini pedro sanchez

L’AGENDA SANCHEZ DI MATTEO SALVINI – IL SEGRETARIO DELLA LEGA RICICCIA LA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE (SENZA CHIAMARLA TALE), SUL MODELLO DEL GOVERNO SPAGNOLO, NEMICO NUMERO UNO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI SUI MIGRANTI – L’ANNUNCIO È ORMAI UN GRANDE CLASSICO DELL’ESTATE, MA NESSUNO CI FA PIÙ PESO, TANTO CHE LE AZIONI DEL SETTORE NON SI SONO MOSSE, SEGNO CHE IL MERCATO NON DÀ PIÙ PESO ALLE PAROLE DEL MINISTRO DEI TRASPORTI – I PRECEDENTI: NEL 2023 FU UN MEZZO DISASTRO, LA TASSA DIVENNE UN REGALO ALLE BANCHE. POI IL GOVERNO HA USATO IL PUGNO DURO, SALVO RAGGIUNGERE CON GLI ISTITUTI ACCORDICCHI ININFLUENTI PER LE CASSE DELLO STATO...

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Estratto dell'articolo di Mariarosaria Marchesano per “il Foglio”

 

matteo salvini felpe 4

Puntuale come un orologio svizzero, anche in questa estate torrida Matteo Salvini ha preannunciato un prelievo sugli utili delle banche.

 

Magari dal ministro delle Infrastrutture ci si attende che sia impegnato in questi giorni ad arginare i danni della siccità e a prevenire quelli delle probabili alluvioni. E invece ha letto […] le semestrali delle prime due banche italiane (al secolo, Intesa Sanpaolo e Unicredit) constatando che hanno registrato 12 miliardi di utili.

 

[…] Salvini ha evitato di parlare di extra profitti perché si sarà persuaso che il termine è privo di significato. E però è stato anche più diretto e circostanziato di altre volte: “Chiederemo […] un contributo pari al 5 per cento degli utili per tre anni e lo chiederemo non a tutte le banche ma alle prime dieci”.

 

tassa sugli extraprofitti delle banche

Che si tratti di propaganda o dell’arrivo di una nuova misura per far quadrare i conti della manovra economica, si può dire che sta diventando una consuetudine che il sistema bancario nazionale finanzi la politica fiscale del governo Meloni.

 

E l’annuncio in piena estate è un’occasione troppo ghiotta per incassare un tagliando elettorale. La prima volta, nel 2023, è stato un disastro perché la cosiddetta tassa sugli “extraprofitti” si trasformò in un regalo alle banche. Poi nei due anni successivi il governo ha usato il pugno duro, salvo raggiungere con gli istituti accordi che prevedono il versamento anticipato di imposte differite (che verranno poi recuperati) e un mezzo punto di Irap in più da versare nelle casse dello stato. E adesso siamo al quarto anno.

 

GIORGIA MELONI - TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE - VIGNETTA DI GIANNELLI

Le risorse – ha spiegato il ministro delle Infrastrutture – potrebbero essere usate per la sicurezza: “Vorremmo raddoppiare i militari di Strade sicure”. Quindi le banche italiane, con i loro profitti, dovrebbero sostenere l’idea di sicurezza che questo esecutivo ha dell’Italia e non, per esempio, qualcosa di più neutro, politicamente parlando, come la crescita economica.

 

C’è da dire che Salvini ha parlato a nome della Lega e non del governo, quindi per adesso si tratta della proposta di un partito della maggioranza e non di un provvedimento, ma tanto è bastato per mettere in fibrillazione il mondo bancario  […].

 

Se fosse davvero possibile un prelievo forzato del 5 per cento degli utili degli istituti di credito italiani sulla base di un decreto dell’esecutivo, ieri ci sarebbe stato il crollo dei titoli in Borsa, com’è accaduto l’estate di tre anni fa al solo annuncio. Invece le azioni del settore non si sono praticamente mosse, segno o che il mercato non ha dato troppo peso alle parole di Salvini, o che attende una norma circostanziata per ragionare sul possibile impatto sui bilanci.

 

matteo salvini felpe 1

Sul fronte dell’associazione delle banche, guidata da Antonio Patuelli, si registra un clima di attesa e nessuna posizione ufficiale […].

 

[…] La Lega intende chiedere, e Salvini dice di essere convinto che l’intera maggioranza “ci accompagnerà”, un contributo triennale alle prime 10 banche italiane, escludendo le piccole il che equivale a creare una discriminazione nel settore, la cui sostenibilità sul piano giuridico è tutta da verificare.

 

PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI

Ma tant’è e se sui migranti la Spagna non è un paese da imitare, sulle banche è un modello a cui ispirarsi. “Del governo Sanchez – ha osservato il leader della Lega – non condivido nulla tranne l’intervento economico che hanno fatto sulle banche. Se volessimo partire da quanto fa la Spagna (qui l’aliquota è stata portata al 7 per cento per le banche più grandi, ndr) e ti accontenti di un 5 per cento all’anno…”.

 

Salvini ha sottolineato che parte di questi utili “deriva da garanzie dello Stato e quindi dei cittadini” e dalla “differenza fra interessi attivi e passivi”. La palla adesso passa al governo e al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lo scorso anno definì “doveroso” il contributo alla manovra da parte delle banche.

antonio patuellipedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse