franco coppi

"LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE NON CAMBIA NULLA. AI MIEI COLLEGHI CHIEDO: QUALI VANTAGGI PORTERÀ?" - L'AVVOCATISSIMO FRANCO COPPI, CHE DIFESE BERLUSCONI, SPIEGA I MOTIVI PER CUI VOTERÀ "NO" ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: "IN TUTTA LA MIA CARRIERA NON SONO MAI ENTRATO IN AULA PENSANDO CHE IL GIUDICE AVREBBE DATO RAGIONE AL PM A PRESCINDERE. NON CREDO CHE LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE CAMBIERÀ LE COSE" - "CIÒ CHE GARANTISCE UNA SENTENZA GIUSTA NON È L’ASSETTO ORGANIZZATIVO, MA L’ONESTÀ INTELLETTUALE DEL MAGISTRATO"

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Da https://calabria7.news/

 

FRANCO COPPI GIULIA BONGIORNO

La campagna sul referendum sulla giustizia entra nel vivo e registra un intervento che pesa. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, l’avvocato Franco Coppi, tra i più noti penalisti italiani, ha ribadito il suo No alla riforma Nordio, contestando l’efficacia della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Le sue parole sono arrivate nel corso di un incontro pubblico organizzato dal Movimento 5 Stelle in Campidoglio, alla presenza del leader Giuseppe Conte e del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio.

 

Coppi va dritto al punto: “Ancora aspetto una dimostrazione concreta dei vantaggi che deriverebbero dalla separazione. Vorrei sentire un elenco chiaro: uno, due, tre, quattro”. Secondo il penalista, la riforma non inciderebbe sulla qualità delle decisioni giudiziarie. “In tutta la mia carriera non sono mai entrato in aula pensando che il giudice avrebbe dato ragione al pm a prescindere. E non credo che la separazione cambierà le cose”.

 

FRANCO COPPI

Per Coppi, parlare di riforma della giustizia sarebbe improprio: “Qui si interviene sulla magistratura, non sul sistema giustizia nel suo complesso. E non è solo separazione delle carriere: si punta a creare due magistrature autonome e distinte”.

 

L’avvocato smonta l’impianto della riforma con un ragionamento pragmatico: ciò che garantisce una sentenza giusta non è l’assetto organizzativo, ma l’onestà intellettuale del singolo magistrato. Con il suo stile diretto, Coppi osserva che un giudice inadeguato non diventerà migliore solo perché separato dal pubblico ministero. Allo stesso modo, un giudice corretto continuerà a valutare con equilibrio le tesi dell’accusa e della difesa. Il nodo, dunque, non sarebbe istituzionale ma professionale.

franco coppi difende pietro genovese 1

 

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è previsto per il 22 e 23 marzo e rappresenta uno dei passaggi chiave dell’agenda del governo. Le parole di Coppi si inseriscono in un dibattito sempre più acceso, dove la separazione delle carriere viene presentata dall’esecutivo come strumento di riequilibrio del sistema, mentre una parte del mondo giuridico la considera inefficace o addirittura fuorviante.

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