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L’AYATOLLAH HA LE MANI SPORCHE DI SANGUE – CONTINUA LA REPRESSIONE A TEHERAN: LA PREMIO NOBEL IRANIANA, NARGES MOHAMMADI, GIÀ ARRESTATA A DICEMBRE, È STATA CONDANNATA AD ALTRI SETTE ANNI DI PRIGIONE "PER RADUNO E COLLUSIONE CONTRO LA SICUREZZA NAZIONALE" E "PROPAGANDA CONTRO LO STATO" – MOHAMMADI SOFFRE DI PROBLEMI DI CUORE E DI PRESSIONE. LA FAMIGLIA NON RICEVE SUE TELEFONATE DALLO SCORSO 14 DICEMBRE – ARRESTATI ANCHE TRE POLITICI, COLPEVOLI DI AVERE CRITICATO I MASSACRI DEL REGIME…

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Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”

 

Narges Mohammadi

La Repubblica islamica non si ferma nella repressione del dissenso, anche minimo, dopo che le proteste di gennaio sono state silenziate nel sangue, con migliaia di morti.

 

La premio Nobel Narges Mohammadi, che era stata arrestata a dicembre perché partecipava alla commemorazione di un attivista morto in circostanze poco chiare, è stata condannata ad altri sei anni di prigione "per raduno e collusione contro la sicurezza nazionale", a un ulteriore anno e mezzo per "propaganda contro lo Stato" e ad altri due anni di esilio nella città di Khusf e al divieto di espatriare. La famiglia non riceve sue telefonate dal 14 dicembre. […]

 

proteste iran.

Mohammadi soffre di problemi di cuore e di pressione. Nella breve telefonata con il legale ha raccontato di essere stata trasferita in ospedale solo tre giorni fa, ma di essere stata subito riportata nel centro di detenzione dell'intelligence a Mashhad nonostante non avesse terminato le cure.

 

La nuova condanna è arrivata dopo che la Nobel si è rifiutata di farsi processare da un tribunale rivoluzionario, disconoscendone la legittimità. «Con queste nuove accuse, Narges Mohammadi è stata condannata a un totale di oltre 44 anni di carcere a vita.

Attualmente rischia più di 17 anni di reclusione attiva, oltre alle 154 frustate riportate dalle sue precedenti condanne», denuncia la famiglia molto preoccupata per le sue condizioni di salute.

 

NARGES MOHAMMADI

[…] . Oltre 40mila persone sono state arrestate durante e dopo le manifestazioni di gennaio, e ieri l'apparato di sicurezza ha avviato vere e proprie purghe contro il fronte riformista, una coalizione di partiti interni alle istituzioni della Repubblica islamica, che hanno sostenuto la campagna elettorale del presidente Pezeshkian.

 

La leader del Fronte, Azar Mansoori e altri due personaggi di spicco, Ebrahim Asgharzadeh e Mohsen Aminzadeh, sono stati arrestati perché hanno osato criticare la repressione delle manifestazioni e chiedere una commissione di indagine indipendente, invocando riforme sostanziali nel sistema.  […]

 

proteste in iran 2

Il capo della magistratura, il falco Mohseni Eje'i, è stato chiaro: «Coloro che rilasciano dichiarazioni contro la Repubblica Islamica dall'interno si fanno portavoce delle voci del regime sionista e dell'America». Vietato parlare.

proteste in iran 3Narges Mohammadi