FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO…
L'ELEVATO È TORNATO SULLA TERRA - GRILLO NON ASPETTAVA ALTRO: A NAPOLI SI È RIPRESO IL MOVIMENTO ED È TORNATO IL CAPO POLITICO CHE METTE PACE TRA LE ANIME SCHIZOFRENICHE DEL M5S. L'ALLEANZA CON SALVINI, CHE DETESTA PIÙ DI TUTTI, LO AVEVA SPINTO A ECLISSARSI - ORA L'OBIETTIVO È TRASFORMARE IL M5S IN UN PARTITO, CON RADICI ISTITUZIONALI. HA ''PERDONATO'' DI MAIO, HA RIABBRACCIATO TUTTI. TRANNE DIBBA… - CON RENZI NESSUN RAPPORTO: L'UNICO INTERLOCUTORE È IL PD DI ZINGARETTI
DAGONEWS
Beppe Grillo non aspettava altro: il governo col Pd lo ha spinto a tornare in pista, prima con l'endorsement al Conte-bis e all'accordo con gli odiati ''pidioti'', poi con la sceneggiata del Joker della festa a 5 Stelle. Si è ripreso il ruolo di capo politico, che aveva fragorosamente abbandonato quando il suo Luigino e Casaleggio jr si erano buttati tra le braccia del leghista Salvini. Da allora era praticamente sparito, ora invece è tornato e ha un solo obiettivo: trasformare il M5S in un partito.
BEPPE GRILLO A NAPOLI ITALIA 5 STELLE
È l'opposto di quello che ha sempre detto? Non importa: aveva anche giurato che il Movimento non si sarebbe mai alleato con nessuno, e invece ha capito che per sopravvivere alla stagione del governo, bisogna mettere radici nello Stato. Pur di non lasciare il potere a Salvini ha ribaltato il Movimento delle origini e lo ha messo nei binari delle Ursule e dei Mattarella. Di Maio ha recepito il messaggio forte e chiaro e ha ricalibrato il messaggio: il M5S sarà ''ago della bilancia per molti anni''.
Un progetto che sembra deprimente (ti candidi a fare l'eterno gregario) ma che è solo realista. La maggioranza relativa o assoluta non la vedranno più, ma sono riusciti ad arrestare l'inesorabile tracollo nei consensi portando a casa qualche provvedimento populista come il taglio dei parlamentari e difendendo fino alla fine Quota 100, anche dagli attacchi degli alleati renziani.
BEPPE GRILLO RIABBRACCIA TUTTI A NAPOLI
Beppone a Napoli ha ''perdonato'' Di Maio per aver fatto troppo di testa sua e aver democristianizzato i 5 Stelle (alla fine di fatto gli ha dato ragione), ha abbracciato tutti i grillini della prima ora, è tornato a fare il padre, ha cercato di riunire le anime e le correnti che si detestano. L'unico che ormai è un satellite fuori dall'orbita del Fondatore è Dibba, che resta pur sempre un ''fascista di sinistra'' uscito da Roma Nord.
Come affrontare Renzi? Semplice: non si affronta. I rapporti con l'ex Rottamatore li deve tenere Zingaretti, che è l'unico interlocutore (insieme a Franceschini) per i grillini. Che non devono creare alcun legame con il fiorentino, che è capace di tutto.
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