matteo salvini roberto vannacci

L’ERA DELLA LEGA DI SALVINI E’ FINITA – IL SIMBOLO DEL FALLIMENTO DEL CARROCCIO E’ VIGEVANO CON UNA TRIPLA DEBACLE: PERDE IL SINDACO; NON VA NEANCHE AL BALLOTTAGGIO; VEDE GLI SCISSIONISTI DI "FUTURO NAZIONALE" AFFERMARSI COME SECONDO PARTITO DELLA COALIZIONE, DOPO FORZA ITALIA - DA MANTOVA A LEGNANO, DA BOLLATE A SEGRATE, LA LEGA SPROFONDA. E’ ALLARME ROSSO IN VIA BELLERIO: “A MILANO OGGI VALIAMO IL 4 PER CENTO” - LUCA SFORZINI, DIRIGENTE DEL PARTITO DI VANNACCI, FA IL MARAMALDO: “AL CARROCCIO È RIMASTA SOLO LA GESTIONE DEL POTERE, NON HANNO NEMMENO UN VOTO D’OPINIONE. E...”

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Matteo Pucciarelli per repubblica.it - Estratti

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

Nella piazza rinascimentale del centro di Vigevano, quella che a sorpresa Roberto Vannacci riempì lo scorso 17 maggio, il gran visir di Futuro nazionale del territorio, Luca Sforzini, se la gode: «Eravamo qui seduti al bar, due mesi fa, e con Furio Suvilla ci prendemmo un caffè insieme: prima decise di costituire il gruppo in Consiglio comunale con due eletti, poi lo abbiamo sostenuto da candidato sindaco. Alla Lega è rimasta solo la gestione del potere, non hanno nemmeno un voto d’opinione. E non rilevano più l’area del disgusto».

 

Succede di non rappresentare più “il disgusto”, quando si amministra una città per 26 anni e il giochino del partito “di lotta e di governo” si rompe. Vigevano, secondo centro della provincia di Pavia, 60 mila abitanti (...) è il teatro di una tripla débâcle per il Carroccio: perde il sindaco, che era Andrea Ceffa; non va neanche al ballottaggio con Riccardo Ghia, assessore uscente, gioielliere e nuovo candidato leghista; vede gli scissionisti di Fn affermarsi come secondo partito della coalizione, dopo FI. Ma come ci si è arrivati? «Sono mancati i voti di FdI, e ci fosse stata anche FI, è matematica, saremmo andati al ballottaggio», si lamenta Ghia.

 

 

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

Ma rispetto al 2020, sono di sicuro spariti i consensi leghisti, col partito sceso dal 27 per cento al 9,6. L’uscente Ceffa invece parla di una combinazione di fattori: l’exploit di Vannacci, unico leader nazionale che qui s’è fatto vedere, e la polemica sui due candidati musulmani nella lista leghista. Il futurista Suvilla, ufficio elettorale di fronte al municipio, pronuncia la sua sentenza: «Ormai la Lega governava come il Pd. Sicurezza, nulla. Cura del territorio, nulla… Io facevo opposizione da destra, ora vediamo il da farsi. La coerenza però conta», ragiona.

 

Tradotto: Fn forse non siglerà alcun accordo col candidato azzurro per il secondo turno.

giorgia meloni matteo salvini

 

Ma per entrare meglio nel dettaglio, la colpa sta finendo tutta addosso al consigliere regionale e segretario cittadino Andrea Sala, che aveva messo in lista il portavoce della comunità islamica di Vigevano Hussein Ibrahim e Hagar Haggag, studentessa. Entrambi non avevano mai fatto politica e si erano presentati con post social dove citavano Allah. Un suicidio, quando si ha un certo tipo di elettorato. Su come sia stato possibile, a via Bellerio si risponde a taccuini chiusi: «Questa faccenda ci ha fatto perdere almeno 10 punti percentuali, mentre i due si sono portati dietro 79 preferenze. Evidentemente qualcuno voleva prepararsi la campagna elettorale delle regionali con un accordo con la comunità musulmana...».

 

Le candidature furono poi rinnegate dalla segreteria regionale e anche da Matteo Salvini e ora arriva il commissariamento del Carroccio. «Beh, non me ne sono occupato direttamente, ma questo è stato un doppio cartellino rosso, sia politico che popolare. Quando non si fanno scelte coerenti, finisce così», ammette Angelo Ciocca, eurodeputato fino al 2024, ras delle preferenze nella zona.

 

La vicenda dei musulmani in lista è solo una parte della storia, perché negli ultimi anni la Lega locale è stata attraversata da una guerra senza esclusione di colpi tra Ceffa e lo stesso Ciocca.

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

 

Una storiaccia finita in tribunale, la cosiddetta “congiura di Sant’Andrea”: 

 

(...)

 

Che però è generale, se si guarda la Lombardia, ex motore ideologico e granaio del consenso. Legnano, altra città simbolo: dal 15,5 del 2020 al 6 per cento; Mantova, dal 9,6 al 4,4; Corsico, dal 12,8 al 3,8; Somma Lombarda, dal 20,8 al 7,5; Segrate, pezzo di casa Mediaset, dall’8,7 per cento al 2,6; Bollate, dal 16,8 al 9 per cento. Numeri da allarme rosso per Massimiliano Romeo, il segretario della Lega Lombarda che era stato eletto per riportare un po’ di spirito nordista laddove era nato tutto.

 

La cura al momento non sta funzionando e per il futuro, con questi numeri, si prevede un’ecatombe di eletti per il Parlamento soprattutto al nord, ragione che fa guardare un pezzo di apparato con sempre maggior interesse a Vannacci. «A Milano oggi valiamo il 4 per cento», ammette sconsolato un lumbard. Messa così il peggio, forse, deve ancora arrivare.

MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO MATTEO SALVINI - FESTIVAL DELL ECONOMIA DI TRENTO