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“L’ESCALATION RUSSA? NO, È EQUAMENTE DISTRIBUITA DA ENTRAMBE LE PARTI” – IL FILOPUTINIANO GIUSEPPE CONTE A “DIMARTEDI’” INSISTE SUL NO ALL’INVIO DI ARMI A KIEV. “NOI DOVREMO CAMBIARE COMPLETAMENTE LA NOSTRA POLITICA ESTERA. COSA STIAMO MANDANDO ALL’UCRAINA SE NON ABBIAMO NEMMENO I SOLDI PER LA UNIVERSITÀ E L’ISTRUZIONE? SE MANDIAMO LE ARMI IN CHE COSA CARATTERIZZIAMO IL NOSTRO ESSERE PROGRESSISTI? - ALLA KERMESSE PENTASTELLATA “NOVA” CI SARA' IL VOTO DELLA BASE M5S PER LEGITTIMARE LA LINEA SU KIEV…
Matteo Pucciarelli per repubblica.it - Estratti
Per dare forza ai punti programmatici del M5S da portare sul tavolo della coalizione di centrosinistra, durante la due giorni di Nova a Milano questo fine settimana, ci sarà anche una votazione della base. Una sorta di mandato, oppure più votazioni, punto per punto, non è stato ancora deciso nel dettaglio.
Giuseppe Conte Vladimir Putin 2
Una legittimazione scontata sul piano degli esiti finali, anche perché i temi e le proposte messe nero su bianco saranno l’esito del percorso di ascolto e assemblee territoriali avviate a giugno e dove il 44 per cento dei partecipanti, in realtà, non era neanche iscritta al Movimento. Ma sarà un voto che politicamente servirà a Giuseppe Conte per rafforzarsi di fronte agli alleati.
Nel centrosinistra c’è molta attesa per capire quale sarà il punto di caduta sul tema degli aiuti all’Ucraina. Ieri l’ex presidente del Consiglio è tornato sull’argomento a Di Martedì: «C’è una escalation equamente distribuita da entrambe le parti. Noi dovremo cambiare completamente la nostra politica estera per restituire dignità all’Italia e all’Europa.
Cosa stiamo mandando all’Ucraina se non abbiamo nemmeno i soldi per la università e l’istruzione? Le armi le abbiamo mandate, come abbiamo aiutato la popolazione ucraina? Se mandiamo le armi in che cosa caratterizziamo il nostro essere progressisti?».
Aggiunge Conte: «Oggi ormai sta prevalendo la legge del più forte, non c’è più neppure un orizzonte di sicurezza e di pace, ma solo del riarmo che crea un’illusione di sicurezza perché ci sta facendo rotolare in guerra. Allora dico, fino ad adesso la vostra scommessa per la vittoria militare l’avete fatta, è fallita.
Adesso dateci un mandato per cambiare». È una posizione sulla quale non c’è alcuna discussione interna, ampiamente condivisa. «L’invio di armi sta solo gettando benzina sul fuoco di un conflitto che miete vittime. Se gli italiani decideranno di dare fiducia al campo progressista, il campo progressista dovrà andare contro quello che sta facendo il governo sul riarmo», ribadisce il vicepresidente dei 5 Stelle, Michele Gubitosa, parlando al Giornale Radio.
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Sabato pomeriggio il dibattito sul tema della pace sarà sviluppato dall’economista americano Jeffrey Sachs, dal giornalista Alberto Negri, dalla presidente del progressista Center for International Policy Nancy Okail, dalla storica Farian Sabahi e da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati (sulla sua possibile candidatura alle prossime Politiche si parla parecchio da tempo, sia nel Movimento che nei rossoverdi). Non si vuole appiattire il confronto sulle guerra in corso e sul come fermarle solo sul tema russo-ucraino, dove peraltro l’unico degli invitati con una posizione marcata sulla faccenda è Sachs, secondo il quale l’aggressione di Putin è stata provocata, pur non essendo giustificata, dalla politica statunitense di espansione della Nato.
L’appuntamento di Milano, come detto, avrà in contemporanea la consultazione degli iscritti, aperta in realtà sin da venerdì alle 14 per poi venire chiusa domenica, sempre alle 14.
VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE
nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli
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