DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA…
L’ETERNO RITORNO DI “ROMA LADRONA” – L’EX MINISTRO DC, CALOGERO MANNINO, COMMENTA CON UNA BUONA DOSE DI VELENO LA FAIDA INTERNA ALLA LEGA E STRONCA LA BATTAGLIA DEI GOVERNATORI DEL NORD PER UN RITORNO ALLE ORIGINI DEL CARROCCIO: “I QUATTRO CAVALIERI DELLA SECESSIONE (APOCALISSE) DICHIARANO OSTILITÀ A SALVINI. IL LORO PUNTO È LA SECESSIONE MORBIDA. SONO POLITICI POTENTI, HANNO GESTITO INVESTIMENTI PUBBLICI IN QUANTITÀ STRAORDINARIE – RIMANE IL FATTO CHE L'ATTACCO AL SISTEMA POLITICO COSTITUZIONALE DEL 1992, DEL QUALE LA LEGA DI BOSSI FU SOGGETTO RILEVANTE, CONTINUA AD ESERCITARE GLI EFFETTI DELLA DISGREGAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO…”
(Adnkronos) - ''Quel che avviene, in questo momento, all'interno della Lega non può non interessarci come cittadini che seguono, sia pure al di fuori di un impegno politico partitico, la vicenda politica quotidiana. E la seguono senza dismettere la memoria delle origini della Lega''. Lo dichiara Calogero Mannino, più volte ministro nei governi guidati dalla Democrazia Cristiana e più volte parlamentare della Repubblica italiana.
''Per riprenderla brevemente - osserva Mannino - bisogna tornare alla seconda metà degli anni '80, quando nelle Valli lombardo-venete serpeggiava un malumore contro Roma ladrona, per fissare la radice centrale della motivazione leghista. Gli anni '80 - per la storia - sono gli ultimi anni in cui l'economia italiana cresce al ritmo del 3% annuo di incremento del PIL e proprio le regioni settentrionali sono le destinatarie di questa crescita per via degli investimenti pubblici che lo Stato compie al limite dell'equilibrio del bilancio.
Maurizio Fugatti Luca Zaia Attilio Fontana Massimiliano Fedriga
Questo, peraltro, sottoposto ad uno stress fortissimo per via della spesa previdenziale e sanitaria. Anche questa fortemente collocata nelle regioni settentrionali. Ma la Lega contesta il Mezzogiorno o, meglio, gli uomini e le donne che in dimensione elevata si trasferiscono al Nord. Il paradosso è che il capo emergente della Lega è sposato con una donna nata in Calabria.
Un forte movimento di psicologia di massa trova base in questo che diverrà la spinta ad un autentico separatismo. Il capitolo della Liga Veneta con il carro armato di cartone è una scena da film tragicomico, come in fondo è stata la cinematografia comica dei due decenni precedenti, ma con ben altra dignità artistica. In sostanza la caratterizzazione maggiore è stata quella di un movimento populista con l'obiettivo della secessione.
ZAIA - GIORGETTI - FONTANA - CALDEROLI - SALVINI - FEDRIGA
Vi è stato il teorico ufficiale, il prof. Gianfranco Miglio, sul quale il confronto storico non ha mai raggiunto chiaro compimento. Il dubbio «ma per chi lavora Miglio?» non è mai stato sciolto. Ha originato il neo che la Lega ha nei diversi volti che ha assunto da Bossi e Maroni, che dal primo docente si distingue per riferimenti. Basti ricordare il battesimo come Ministro degli Interni con l'officiante Capo della Polizia del tempo.
Per giungere a Salvini, ripetutamente ritenuto vicino alla Russia di Putin. Quindi il 'neo' della Lega non è piccolino. Il primo problema per noi osservatori è questo. Banalizzato: la Lega sta per Putin. Salvini ha tentato di non drammatizzare questa domanda, si dichiara contro le armi a Kiev ma lascia fare alla Meloni. Che trova questa ambiguità comodamente gestibile. Se Roma non è puntuale negli aiuti a Kiev sta bene anche a Trump, che vuole Kiev debole per indurla a trattare l'armistizio con
la Russia''.
LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI
''Adesso la scena interna alla Lega si movimenta - prosegue Mannino -. I quattro cavalieri della Secessione (Apocalisse) dichiarano ostilità a Salvini. Il loro punto è la secessione morbida, per la quale peraltro possono contare sul silenzioso sostegno dell'abile Ministro delle Riforme. Abile e silenzioso. Ma i quattro Presidenti ed ex, sulla politica estera della Lega, cioè sugli equivoci addensati su Salvini, stanno muti.
C'è un solo tema: la Lega è del Nord, è secessionista 'de facto'. I quattro sono politici potenti, hanno gestito investimenti pubblici in quantità straordinarie anche con prove spettacolari come le Olimpiadi invernali, tutto un fatto straordinario come la realizzazione della pista di bob.
UMBERTO BOSSI CON MATTEO SALVINI A PONTIDA NEL 1990
Però i quattro attaccano Salvini perché vuole il partito nazionale e l'attaccano ancor di più perché vuole il Ponte sullo Stretto. La mobilitazione di base può essere forte. Perché (ed il fatto è paradossale) Salvini vuole una politica nazionale, ha fatto anche il bel colpo di Vannacci ed adesso i quattro Presidenti non gli contestano Vannacci ma ne ripropongono in modo più sottile, conferme alle tradizioni della diplomazia veneziana, che ha fornito alla letteratura prima che alla storia episodi assai gustosi, il tema di Vannacci con ben altre forme''.
''Tutto questo - conclude Mannino - deve interessare non soltanto i curiosi della politica, ma penso tutta l'opinione pubblica ed i partiti. La logica «si rompano le corna tra di loro» (lotta tra cervi alpini) può darci un sorriso cinico.
Poi rimane il fatto che l'attacco al sistema politico costituzionale del 1992, del quale la Lega di Bossi fu soggetto rilevante soprattutto nelle piazze ed in quella davanti alla Procura di Milano, particolarmente evidente, continua ad esercitare gli effetti della disgregazione del sistema politico italiano. I curiosi della politica non tifiamo, però non rinunciamo ad 'intelligere'''.
DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA…
DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA…
DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I…
DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO…
DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO…
DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI,…