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L’EUROPA DIVENTA FINALMENTE GRANDE – GIAMPIERO MASSOLO E LA CADUTA DELLE “ILLUSIONI” SULL’UE: “INTANTO È VENUTA MENO QUELLA DEGLI 'ASSI PREFERENZIALI': ALLA CRISI DI QUELLO FRANCO-TEDESCO È SUBENTRATO IL MULTI-ALLINEAMENTO" (CON TANTI SALUTI ALLA "RELAZIONE SPECIALE" MERZ-MELONI) - "VIENE MENO L’ALIBI DELL’UNANIMITÀ: IL MODO DI ANDARE AVANTI SI TROVA, SE C’È LA VOLONTÀ POLITICA. E METTE IL METODO COMUNITARIO E LE ISTITUZIONI EUROPEE IN MODALITÀ DI ATTESA: NON È DETTO CHE I VOLENTEROSI DI OGGI SIANO DISPOSTI DOMANI A CEDERE ULTERIORI PORZIONI DI SOVRANITÀ…”

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Estratto dell'articolo di Giampello Massolo per il “Corriere della Sera”

 

EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO

Si dice che l’Europa evolve sulla spinta delle crisi. A Bruxelles e a Monaco — tra le picconate di Trump e il ricatto dell’export cinese — si profila l’Europa del possibile. […]

 

Si prende atto con più realismo dei limiti all’autonomia, cadono alcune illusioni, si consolida il metodo delle geometrie variabili.

 

I limiti anzitutto: una governance farraginosa, una crescita lenta, una perdurante dipendenza securitaria dagli Usa, una disposizione a usare il bazooka anti coercizione ancora da dimostrare, una dose di cautela ad assumersi il rischio Cina. Sono noti. Nessuno degli intervenuti se ne è mostrato inconsapevole.

 

DONALD TRUMP CONTRO L EUROPA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Le illusioni. Intanto è venuta meno quella degli «assi preferenziali»: alla crisi di quello franco-tedesco è subentrato il multi allineamento. Fatto salvo il ruolo trainante dei Paesi maggiori, ciascuno mostra di voler stare con gli altri a seconda della reciproca convenienza […].

 

Poi l’illusione dei toccasana economici: semplificazione, riforme, protezioni sono apparsi come gli ingredienti complementari di un inevitabile mix di misure. Anche il debito comune potrà riproporsi se ci saranno progetti europei convincenti.

 

E ancora sulla sicurezza: la conferma che non ci sono alternative alla Nato.

 

Si converge insomma malgrado le differenze di accenti.

 

Il metodo infine. Quello di progredire con chi ci sta.

 

merz meloni

Fa venire meno l’alibi dell’unanimità: il modo di andare avanti si trova, se c’è la volontà politica. E mette il metodo comunitario e le istituzioni europee — a parte un ruolo della Commissione sempre più necessario — in modalità di attesa: non è detto che i volenterosi di oggi (anche Paesi non Ue) siano disposti domani a cedere ulteriori porzioni di sovranità.

 

Sarà un tema da affrontare a tempo debito. Ne emerge un’Europa più pragmatica: in mano come sempre ai governi, consapevole di dover trattenere gli Usa sul Continente ma impegnata a sviluppare una certa autonomia, pronta ad alzare il profilo sui dazi ma non protezionista a priori, flessibile sul piano delle regole ma non al punto da rinnegare la propria identità. Incoraggiante ma a rischio: occorrerà adoperarsi perché questa possibile Europa non torni quella del minimo denominatore.

EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACOVOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - FRIEDRICH MERZ - EMMANUEL MACRON - emmanuel macron friedrich merz. foto lapresse FOTO DI GRUPPO AL G7 DI KAnanaskis IN CANADAEMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE. GIORGIA MELONI (DI SPALLE) PARLA CON ORBAN E MERZ INSIEME ALLA SEGRETARIA PATRIZIA SCURTI