giuseppe conte nova 2026

CONTE, PUNTO DI RIFERIMENTO FORTISSIMO DELL’ULTRA-SINISTRA IN-GAZATA (E' QUESTO L'ALLEATO CON IL PD SI ILLUDE DI GOVERNARE?) – CON L’EVENTO “NOVA”, L’EVENTO CON CUI I 5 STELLE PRENDONO LE GRANDI DECISIONI, IL M5S SI SPOSTA DEFINITIVAMENTE SU POSIZIONI DI ULTRASINISTRA: NO AL RIARMO E ALLE SPESE MILITARI, NO AL SOSTEGNO ALL’UCRAINA, TASSE ALLE MULTINAZIONALI E AI SUPER RICCHI, STANGATE ALLE RENDITE FINANZIARIE, NO AL NUCLARE, NO AL PONTE SULLO STRETTO – SUPER OSPITE FRANCESCA ALBANESE: “ADESSO C’È L’ULTIMA INFAMIA DEL DDL ANTISEMITISMO CHE NON SOLO NON PROTEGGE GLI EBREI, ANZI LI ISOLA E CREA UNA SORTA DI ECCEZIONE A LORO FAVORE” – AI MEDIA RIMPROVERA ANCHE IL CONCETTO DI “GUERRA IBRIDA” E INVOCA ”UNA NUOVA TERZA INTERNAZIONALE, L’UNIONE DELLE FORZE PROGRESSISTE”

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Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

À gauche! À gauche! Mai così a sinistra, mai così nitidi su parole d’ordine che da tempo nel mainstream risuonano poco. La due giorni milanese di Nova, l’evento con cui i 5 Stelle prendono le grandi decisioni, due anni fa aveva sancito l’approdo nel campo progressista. Ora, quella scelta, si radicalizza.

 

GIUSEPPE CONTE A NOVA

Gli ospiti sono di livello internazionale e il salone del World Join Center li applaude fragorosi: offrono gli spunti e in qualche caso le basi scientifiche di quello che i militanti a cinque stelle sentono e si sentono dire dalla loro classe politica. E il programma che oggi verrà approvato è basato proprio sulle idee diffuse a livello internazionale proprio dai relatori. Non è detto però che la nitidezza e l’antipolitichese ascoltato ieri sarà lo stesso quando il campo largo dovrà trovare il punto di caduta, oggi ancora lontano, sulle guerre in corso. Anche se ieri Giuseppe Conte è stato chiaro: «No alle armi e al riarmo».

 

FRANCESCA ALBANESE A NOVA

Da queste parti nessuno fa gli scongiuri a sentire la parola «tasse». La prima ovazione la strappa l’economista indiana Jayati Ghosh, sari elegantissimo, docente all’università Massachusetts Amherst, che si indigna: le multinazionali «spostano i profitti generati in Italia, Francia e Spagna nei paradisi fiscali».

 

E incalza: «Dovete pagare le tasse, come tutte le aziende domestiche». L’idea è che la tassa sia la quota parte dei profitti globali, «come già avviene negli Stati Uniti». Ghosh si stupisce: «Dicono che non si può fare, che i ricchi andranno via. Sappiamo che qualcuno se ne va, ma sono molto pochi».

 

E comunque, si può «pensare a una tassa di uscita dal Paese». Altra ovazione quando Ghosh sottolinea che «anche in Italia, il patrimonio privato ha avuto un boom mentre la ricchezza pubblica ha una qualità sempre più bassa. Questo non succede per caso, il pubblico trasferisce risorse al privato. E tutto questo si traduce in meno servizi». Chiara Appendino si illumina: «Io sono sempre stata d’accordo a tassare i paperoni».

 

NOVA 2026 DEL M5S - GLI OSPITI

Finché si parla di tassare le multinazionali, probabilmente sono d’accordo in tanti. Una musica che per molti potrebbe essere meno accattivante la suona il prorettore del Politecnico di Milano Giuliano Noci: «Bisogna spostare il prelievo dal lavoro dipendente alla rendita da capitale». […]

 

[…] James Kenneth Galbraith, economista arci nemico dei «predatori ricchi» e simbolo dell’«altra economia» […] sfila sul palco milanese. […] entra dritto sul riarmo, con serrate domande che non dispiaceranno a Mosca: «Per quale ragione fate tutto questo? Vi aspettate che l’esercito russo arrivi attraverso le Alpi come Annibale? State pianificando di inviare l’esercito italiano in Ucraina? Di unirvi a una spedizione di forze congiunte per togliere Kaliningrad alla Russia? Ve lo sconsiglio...».

 

FRANCESCA ALBANESE A NOVA

Una cosa è certa: se Nova diventasse il programma della coalizione progressista, cambierebbe la traiettoria italiana sulla difesa europea e sulle spese militari. La più attesa era Francesca Albanese. Che parte forte: «Adesso c’è l’ultima infamia del ddl antisemitismo che non solo non protegge gli ebrei, anzi li isola e crea una sorta di eccezione a loro favore». E perché «la critica a uno Stato dovrebbe essere ridotta ad antisemitismo?».

 

Ma la relatrice speciale dell’Onu sui territori occupati non si limita alla questione mediorientale. Parla dell’Ue, che si presenta come democrazia innocua, ma «non lo è» e ai media rimprovera anche il concetto di «guerra ibrida». Fino al sovracuto: «Servirebbe una nuova Terza internazionale, l’unione delle forze progressiste».

 

Ma l’elenco degli ospiti è molto più lungo. Ci sono l’economista Jeremy Rifkin e il geologo Mario Tozzi che prende di mira il Ponte sullo Stretto […] E poi Matteo Flora che parla di Intelligenza artificiale, il fisico Valerio Rossi Albertini («cercano di farci credere che il nucleare sia una panacea, ma non è vero»), l’attrice Loredana Cannata, il premiatissimo regista americano Eugene Jarecki che a un tratto si mette a parlare in italiano: «Non voglio parlare in Italia la lingua dell’Impero».

FRANCESCA ALBANESE A NOVA