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DALLA PUGLIA ROSSA AL ROMANZO GIALLO – L’EX GOVERNATORE MICHELE EMILIANO, IN ATTESA DI CAPIRE SE DOVRÀ TORNARE A FARE IL MAGISTRATO O SE OTTERRÀ UNA POLTRONA IN AMBITO POLITICO, HA SCRITTO UN ROMANZO GIALLO, “L’ALBA DI SAN NICOLA”: “SE NON MI AVESSERO MESSO A RIPOSO FORZATO, NON L’AVREI FINITO” – IL CSM GLI HA NUOVAMENTE NEGATO IL VIA LIBERA ALL’INCARICO DA 130 MILA EURO DI CONSULENTE GIURIDICO DI ANTONIO DECARO, MA POTREBBE ACCONSENTIRE A UNA SUA CONSULENZA ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO – MA EMILIANO NON NASCONDE CHE IL SUO OBIETTIVO SONO LE POLITICHE 2027: “SE IL PD DECIDESSE DI CANDIDARMI, SAREI FELICE” – LA STILETTATA AL SUO SUCCESSORE DECARO: “DICE A TUTTI CHE SOFFRE LA MIA PRESENZA…”
1. MA QUALE TOGA, EMILIANO PUNTA ROMA
Estratto dell’articolo di Fabrizio Boschi per “La Verità”
michele emiliano antonio decaro
Un personaggio in cerca d’autore. Per dirla alla Luigi Pirandello. L’ex presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sembra un’anima in pena. A 66 anni non sa cosa fare della sua vita. Ritorno in magistratura? Consulente? Ancora politica? Giardinetti?
Dal rapporto burrascoso con il governatore della Puglia e suo ex pupillo, Antonio Decaro, a un ritorno in toga, Emiliano va a ruota libera in un’intervista rilasciata a Telenorba.
[…]
«Il presidente Decaro mi ha chiesto di dargli una mano come consulente», spiega Emiliano, «io gli ho detto: “Sono disposto a darti consulenze pure telefoniche gratuitamente”, però evidentemente voleva darmi il segno della sua vicinanza. Io avevo detto che era una costruzione un po’ ardita, ma lui ha voluto andare avanti.
michele emiliano - l'alba di san nicola
Dopodiché il Pd ha chiesto alla commissione sugli incidenti del lavoro di inserirmi come consulente. Ma se io dovessi scegliere, non vedrei l’ora di rimettermi la toga, di andare a fare il pubblico ministero in una Procura».
La legge attuale impedisce ai magistrati che hanno fatto politica di rientrare negli uffici giudiziari, ma a lui questa legge non si applica essendo andato in aspettativa prima. «Temo solo che la Procura dove rischio di andare sarebbe un po’ perseguitata dai giornalisti», aggiunge. Ecco la scusa.
«Sto cercando di evitare di rientrare in servizio proprio per evitare questo. Dopodiché, se mi costringono a rientrare, sarò felicissimo perché chi nasce magistrato muore magistrato».
Ma non esita a dire anche che «se il Pd decidesse di candidarmi» alle Politiche 2027 «sarei felice», perché «la politica obiettivamente è la bacchetta magica che se funziona, cambia tutto, come al contrario se non funziona fa un disastro».
A Emiliano ha cambiato davvero tutto.
Quindi? «Non è che uno per sopravvivere deve fare politica per forza», insiste. «Mi rendo conto però che se qualcuno mi chiedesse di fare il deputato farebbe una cosa intelligente perché ho una certa esperienza. Se non me lo chiedesse perché sono troppo ingombrante a me la vita non me la cambiano».
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Emiliano manda poi una serie di messaggi a Decaro, delfino che si è smarcato dal suo mentore. «Antonio è reo confesso: lo dice chiaramente a tutti che soffre la mia presenza, ma questo lo capisco». Tuttavia, gli tende la mano: «Io, comunque, qualunque cosa dovesse fare Antonio, sono dalla sua parte e lo sosterrò in tutte le maniere perché ovviamente, come diceva mia madre, l’ho fatto io, non è che lo posso distruggere».
Nel corso dell’intervista, Emiliano ha anche presentato il suo romanzo noir, L’Alba di San Nicola, raccontandone la genesi: «Se non mi avessero messo a riposo forzato, probabilmente non l’avrei finito. È stato un momento per riorganizzare la propria vita».
Anche se per il momento la vita di Emiliano assomiglia di più a un giallo.
2. CSM, SU EMILIANO NO ALLA REGIONE L’APERTURA SULLA CONSULENZA IN PARLAMENTO
Estratto dell’articolo di Cla.B. per il “Corriere della Sera”
michele emiliano antonio decaro
Per Michele Emiliano addio alla consulenza da 130 mila euro in Regione, così come gli aveva proposto Antonio Decaro, suo successore alla guida della Puglia e «figlio politico». Ma dal Csm lasciano aperto un (ampio) spiraglio affinché Emiliano, rimanendo «fuori ruolo», diventi consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.
Dovrebbe essere questa la via d’uscita per Emiliano, che così eviterebbe di indossare di nuovo la toga dopo 22 anni, cioè da quando è diventato prima sindaco di Bari e poi governatore pugliese. Ieri la Terza commissione del Csm ha di nuovo bocciato il «lodo Decaro». Ma è probabile che il plenum del Csm, previo assenso del medesimo Emiliano, gli conceda il prolungamento dell’aspettativa come consulente parlamentare.
antonio decaro - michele emiliano - foto lapresse
Un intermezzo breve, visto che nel 2027 Emiliano si dovrebbe candidare alle Politiche. Questa prospettiva è il naufragio della soluzione ideata da Decaro. [...]
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