DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI…
LA PENSIONE E’ UNA COSA SERIA – L’EX PRESIDENTE DELL’INPS TITO BOERI BACCHETTA LA FEDELISSIMA DI ELLY SCHLEIN, CHIARA BRAGA, CHE HA PROPOSTO DI “ABOLIRE IL MECCANISMO AUTOMATICO DI ADEGUAMENTO ALLA SPERANZA DI VITA" PER L'ACCESSO ALLA PENSIONE: “AI VERTICI DEL PD C'È CHI RITIENE CHE IL MODO MIGLIORE PER CONTRASTARE IL POPULISMO SIA INGAGGIARE UNA SFIDA CON L'AVVERSARIO SU CHI FA PIÙ PROMESSE CHE NON POTRÀ MANTENERE. NON CI SI RENDE CONTO CHE, COSÌ FACENDO, SI RIDA CREDIBILITÀ A CHI HA GIÀ ABBONDANTEMENTE PERSO LA FACCIA..." (CIOE' SALVINI, CHE VOLEVA ABOLIRE LA LEGGE FORNERO) - DELLA SERIE: AL POPULISMO SOVRANISTA SI OPPONE IL POPULISMO SINISTRELLO...
Estratto del’articolo di Tito Boeri per “la Repubblica”
Ai vertici del Partito Democratico c'è chi ritiene che il modo migliore per contrastare il populismo sia ingaggiare una sfida con l'avversario su chi fa più promesse che non potrà mantenere. Non ci si rende conto che, così facendo, si rida credibilità a chi ha già abbondantemente perso la faccia.
Una mozione presentata dal capogruppo alla Camera per il Partito democratico, Chiara Braga, assieme ad Alleanza verdi sinistra e Movimento 5 stelle chiede al governo di "abolire il meccanismo automatico di adeguamento alla speranza di vita" per l'accesso alla pensione e di "escludere ogni ulteriore incentivo alla previdenza privata e ai fondi integrativi come surrogato del welfare pubblico".
Nel preambolo si sostiene che, essendo ormai il nostro sistema pensionistico passato al regime contributivo, l'abolizione dell'adeguamento automatico non avrà alcun effetto sulla spesa pensionistica. Non sappiamo da cosa gli estensori della mozione abbiano tratto questa ferrea convinzione. Se si vive più a lungo, le pensioni, come tutte le rendite vitalizie, vengono erogate mediamente per un maggior numero di mesi.
Il blocco dell'adeguamento comporta perciò un ulteriore incremento del numero di pensioni da pagare proprio mentre il calo più rapido del previsto delle nascite comporta un forte declino delle persone che possono, con i loro contributi, pagare le pensioni. Quindi o si pagano pensioni più basse o si aumentano i contributi se non si vuole ulteriormente incrementare il debito pubblico.
[…] Sarebbe bastato leggere i documenti di monitoraggio della spesa pensionistica della Ragioneria dello Stato per rendersi conto che l'abolizione dell'adeguamento porterebbe nei prossimi 20 anni a un aumento del debito pubblico di 15 punti di pil (attorno ai 350 miliardi ai prezzi attuali) e di 450 miliardi nel caso in cui al blocco dell'adeguamento si dovesse accompagnare anche il mancato adeguamento delle prestazioni.
La mozione chiede al governo di fare di più per proteggere i salari dall'inflazione. Giusto, perché la mancata sterilizzazione del fiscal drag da parte del governo Meloni è costata ai lavoratori 25 miliardi di tasse in più solo parzialmente restituiti con la revisione delle aliquote Irpef. Ma il fiscal drag è un danno irrisorio al cospetto dei 450 miliardi di tasse aggiuntive scaricate sui lavoratori in caso di abolizione dell'adeguamento.
La richiesta poi di non incentivare la previdenza integrativa è un attacco frontale ai sindacati che giustamente hanno molto investito in questi anni nel secondo pilastro. Come noto, il sistema pensionistico italiano poggia su due pilastri: il primo pilastro, pubblico e a contribuzione obbligatoria, e il secondo, privato, a contribuzione volontaria.
Nel pilastro pubblico i contributi oggi versati vengono utilizzati per pagare le pensioni agli attuali pensionati. Nel pilastro privato i contributi dei lavoratori vengono investiti nei mercati dei capitali e il montante così accumulato nel corso del tempo viene trasformato in rendite vitalizie (erogate fin quando la persona è in vita) quando il lavoratore va in pensione. Il pilastro pubblico offre rendimenti in base all'andamento dell'economia italiana.
Se l'economia continua a crescere a tassi dello "zero virgola", i contributi versati al pubblico offrono rendimenti negativi tenendo conto dell'inflazione. Il pilastro privato può, invece, investire in tutto il mondo beneficiando della performance di aree del pianeta che continuano a crescere a tassi sostenuti. Oggi la quasi totalità degli accantonamenti previdenziali dei lavoratori italiani è nel pilastro pubblico.
Per un semplice principio di diversificazione è fondamentale incentivare una maggiore rilevanza del pilastro privato. Ed è l'unico modo con cui le giovani generazioni possono pensare di far fronte all'inevitabile minore generosità delle pensioni pubbliche.
La mozione propone infine di introdurre una "pensione di garanzia per i giovani". Peccato che le proposte che vi vengono formulate garantiscano, queste sì, ai giovani tasse molto più alte e una pensione da fame.
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