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LA PENSIONE PER LA LEGA E’ UNA OSSESSIONE – IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO CLAUDIO DURIGON VUOLE PERMETTERE L’USCITA ANTICIPATA DAL LAVORO A 64 ANNI, MA CON UN TAGLIO DELL’ASSEGNO FINO AL 30% - SORGI: “A PARTE L'APPROSSIMAZIONE DELLA PROPOSTA DURIGON, BASTEREBBE RICORDARE IL FALLIMENTO DELLA "QUOTA 100", LA SOMMA TRA ETÀ E ANNI DI CONTRIBUTI CHE AVREBBE DOVUTO APRIRE LA STRADA AI 62 ANNI PER USCIRE DAL LAVORO, CHE POI SUBÌ LA CORREZIONE A 101, 102, 103. FINCHÉ NON DIVENNE UNA CHIMERA E LO STESSO SALVINI RINUNCIÒ A FARNE UNO SLOGAN DELLA PROPRIA CAMPAGNA, PER DEDICARSI AL SOGNO DEL PONTE SULLO STRETTO. ANCHE QUELLO, È NOTO CON QUALI RISULTATI…”

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Marcello Sorgi per la Stampa – Estratti

 

matteo salvini claudio durigon (2)

Saranno almeno quattro anni, tanti quanti ne ha il governo che si accinge a celebrare il record di stabilità, che la Lega, per bocca del suo segretario e vicepresidente del consiglio Salvini, si accosta alla scadenza della sessione di bilancio ponendo il problema di una riduzione dell'età della pensione. E ne esce, a discussione conclusa, anche con l'inflessibile ministro leghista dell'Economia Giorgetti, con un aumento della stessa età.

 

Giunta ormai ai 67 anni della vituperata riforma Fornero, presentata ormai 15 anni fa tra le lacrime dall'allora ministra del Lavoro del governo Monti, e da allora sottoposta a ogni tipo di attacchi.

 

(...)

 

Tra un criterio e l'altro (l'età è solo un dato formale, prima che il neo pensionato incassi la sua prima pensione trascorrono mesi) si arriverà così l'anno prossimo e alla scadenza elettorale del 2027 a portare a 68 anni, in media, il limite per l'entrata in quiescenza. Si sa. Non c'è altra strada. Sebbene sia un prezzo alto da pagare, non il solo, per Meloni e il centrodestra.

 

giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse

Ma ora, al posto di Salvini, o forse per preparargli il percorso, si riaffaccia il suo vicesegretario Durigon, uomo di lunga esperienza sindacale a riproporre la pensione a 64 anni. La tesi di Durigon è semplice: poiché il divario tra il costo delle pensioni erogate e le tasse pagate dai pensionati non è poi così alto, basterebbe aumentare il numero degli aventi diritto, portando indietro l'età pensionabile appunto fino ai 64 anni, per ottenere un bilanciamento del sistema. Così, a occhio.

 

Ma a parte l'approssimazione della proposta del vicesegretario del Carroccio, basterebbe ricordare il fallimento, in un passato recente, della "quota 100", la somma tra età e anni di contributi che avrebbe dovuto aprire la strada ai 62 anni per uscire dal lavoro, che poi subì la correzione a 101, 102, 103. Finché non divenne una chimera e lo stesso Salvini rinunciò a farne uno slogan della propria campagna, per dedicarsi al sogno del Ponte sullo Stretto.Anche quello, è noto con quali risultati.

 

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