FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E…
L’IRAN E I SUOI PADRONCINI SI PREPARANO: LA GUERRA POTREBBE RIPRENDERE PRESTO – IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO IRANIANO, MOHAMMED GHALIBAF, VOLA IN CINA A RICEVERE GLI ORDINI DA XI JINPING: SUL TAVOLO SEMPRE I SOLITI DUE TEMI, ARMI E PETROLIO. PECHINO È IL PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO IRANIANO E A FORNIRE COMPONENTI ESSENZIALI PER L’ARSENALE MISSILISTICO E LE SUE DIFESE AEREE. È MERITO DELLA TECNOLOGIA CINESE SE TEHERAN HA RESISTITO AI BOMBARDAMENTI ISRAELO-AMERICANO – GLI IRANIANI, GRAZIE ALL’AIUTO CINESE, CONTANO RICOSTRUIRE I PROPRI ARSENALI ENTRO NOVEMBRE: ALLA SCADENZA DELLA TREGUA, IL 19 AGOSTO, GLI USA NON AVRANNO RIPRISTINATO LE SCORTE DI PATRIOT E THAAD…
Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per "la Stampa"
Il negoziatore capo iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf vola in Cina e snobba Steve Witkoff, in missione in Qatar per riallacciare il filo dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Una scelta che spiega bene il livello dei rapporti fra i due Paesi, dopo le speranze accese a Islamabad e in Svizzera.
Ghalibaf, presidente del […] Parlamento di Teheran, è un vecchio falco pragmatico, come il defunto Ali Larijani, ma è sotto pressione dalla nuova ala ultraradicale, guidata dal capo dei Pasdaran Ahmad Vahidi.
Gode però, per ora, dell'appoggio della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei. La linea è quella dello scetticismo senza rottura definitiva. Si prende tempo, si lascia aperta la porta a un accordo definitivo, vero. Ma ci si prepara anche al peggio. Una necessità che vale per tutte e due le parti, l'Iran e gli Stati Uniti. E che si compone di due parole: petrolio e armi.
Ghalibaf, veterano della guerra contro l'Iraq negli anni Ottanta, pilota di jet ed ex comandante dell'aviazione della Guardie rivoluzionarie, già sindaco di Teheran, un Phd in geopolitica, ha ben presente i due livelli dove si formano i rapporti di forza. Quello materiale, quanti missili, droni, aerei, navi, carburante hai a disposizione. E quello simbolico, dell'immagine, della comunicazione, della reputazione.
[…] Ghalibaf, e il gruppo più intellettuale ai vertici della Repubblica islamica, sono consapevoli di aver infranto la reputazione americana. Ma temono che il Pentagono voglia ricostruirla, e in fretta.
I colloqui per un trattato di pace vanno avanti. Ma anche i preparativi per un terzo round nella Terza guerra del Golfo. La missione in Cina serve anche a questo. Sul tavolo, al di là delle dichiarazioni di rito, ci sono due argomenti: armi e petrolio. Di entrambe non si può parlare in chiaro.
Ma nessuno nega che Pechino abbia continuato a comprare il greggio iraniano e a fornire componenti essenziali per il suo arsenale missilistico e le sue difese aeree. Se i cieli iraniani non sono diventati viali per le passeggiate dei cacciabombardieri americani e israeliani è grazie ai sistemi radar, di rilevazione agli infrarossi, ai dati forniti dai satelliti.
Tutte cose impossibili senza l'aiuto cinese.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
[…] Ghalibaf va a Pechino a chiedere che questo sostegno continui. E che in questi mesi arrivi materiale per rafforzare le difese aeree. Mette sul piatto il greggio. Negli oltre cento giorni di blocco di Hormuz la Cina ha continuato a comprare quello iraniano, sottobanco.
Ora può acquistarlo liberamente, le sanzioni sono sospese. Deve ricostruire le sue gigantesche riserve strategiche che ha saccheggiato, mantenere un afflusso sufficiente alle proprie raffinerie e contribuire a non far esplodere i prezzi. Ma anche Teheran deve ricostruire la sua riserva strategica. Galleggiante.
Ai terminali dell'isola di Kharg le petroliere vengono caricate a ritmi forsennati. Per poi inviarle al largo, fuori da un possibile nuovo blocco dei porti da parte degli americani. Teheran ha programmato di creare una flotta con 180 milioni di barili. Basteranno per continuare a vendere petrolio per tre mesi e tenere a galla anche le finanze.
Gli iraniani contano di avere fino a novembre per ricostituire i propri arsenali di missili e petrolio. C'è una doppia valutazione. Gli americani hanno consumato metà dei vettori antimissile come Patriot e Thaad nei 39 giorni di guerra guerreggiata. E quasi metà dei missili da crociera Tomahawk e delle bombe guidate Jassm.
Sono convinti che alla scadenza della tregua il 19 agosto il Pentagono non avrà ancora ripristinato livelli sufficienti per una nuova campagna sostenuta di bombardamenti. E quindi Donald Trump vorrà prolungare i negoziati, a quel punto oltre l'inizio di novembre, quando si vota nelle elezioni di MidTerm. Ci sono almeno quattro mesi davanti.
[…] Per prendere tempo Teheran farà leva sul fattore Libano. Benjamin Netanyahu ha ottenuto un accordo molto favorevole su quel fronte, e in parte si è rifatto della sconfitta nel Golfo, dove non soltanto non c'è stato il crollo del regime iraniano, ma il suo rafforzamento. I Pasdaran, guidati dal super falco Vahidi, non vogliono concedergliela. […]
ALI LARIJANI XI JINPING
Mohammad Ghalibaf Shehbaz Sharif
GLI STATI UNITI ATTACCANO NELL’OCEANO INDIANO UNA NAVE PARTITA DALLA CINA E DIRETTA IN IRAN
Benjamin Netanyahu
donald trump - isola di Kharg in iran
Steve Witkoff e Benjamin Netanyahu
FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E…
DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA,…
FLASH! – A PROPOSITO DI DESTRA E QUIRINALE: AVVISATE MELONI CHE NEL DICEMBRE 1971 GIORGIO ALMIRANTE,…
"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE…
FLASH! - QUANDO MELONI DICHIARA: “UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI DESTRA POTREBBE NON ESSERE PIÙ…
DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE…