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L’ONDA NERA RISCHIA DI TRAVOLGERE ANCHE LA SVEZIA! DOMANI SI VOTA NEL PAESE SCANDINAVO, I SOCIALISTI DI MAGDALENA ANDERSSON SONO IN VANTAGGIO MA L’ULTRADESTRA FA PAURA (PER UNO STRANO INCIDENTE DELLA STORIA, IL PARTITO CHE HA FATTO CLAMORE PER LE SUE RADICI NEONAZISTE SI CHIAMA “DEMOCRATICI”) - FINORA L’ESTREMA DESTRA SVEDESE HA FORNITO SUPPORTO ESTERNO AL GOVERNO. UNA FOGLIA DI FICO CHE HA CONSENTITO AL LEADER DEI MODERATI, IL PREMIER KRISTERSSON, DI POTER GUIDARE UNA COALIZIONE CON CRISTIANO-DEMOCRATICI E LIBERALI - I SOCIALDEMOCRATICI LANCIANO L’”ALLARME RUSSO”: “ CI SONO SOSPETTI SERI CHE MOSCA ABBIA INFILTRATO L’ALTRA COALIZIONE”

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FRANCESCA DE BENEDETTI per Domani - Estratti

 

«Siate pronti a superare le linee rosse», ha detto ieri – rivolgendosi ai / partiti svedesi – Andreas Norlén, il presidente del Parlamento, il Riksdag, per il rinnovo del quale si vota proprio questa domenica. L’invito nasce dalla consapevolezza che serve una coalizione per poter poi governare la Svezia, ma quella raccomandazione di esser pronti a «superare le linee rosse» pare pure abbastanza ironica, se non sfacciata, dato che a Stoccolma la più dirimente delle linee rosse è già stata superata, e proprio dal partito di Norlén, il Moderaterna.

jimmie akesson

 

A dispetto del nome, il Partito moderato ha aperto all’estrema destra l’uscio del governo, già nel 2022, alla precedente tornata. Da allora la dinamica politica di Svezia non è più la stessa, e ogni partito – persino i socialdemocratici di Magdalena Andersson, che guidano l’opposizione – deve di fatto tener conto del ruolo dei Democratici svedesi, Sverigedemokraterna (anche in questo caso il nome trae in inganno, trattandosi di un partito che ha fatto clamore per le sue radici neonaziste).

 

Nell’autunno del 2022, mentre a Bruxelles già era stata avviata l’alleanza tattica tra i Popolari europei e l’estrema destra di Giorgia Meloni, che si apprestava a diventare premier, a Stoccolma la declinazione locale dei Popolari – il Partito moderato di cui sopra – ufficializzava a sua volta l’alleanza tattica con l’estrema destra svedese di Jimmie Åkesson, col quale il leader di Moderaterna – l’attuale premier Ulf Kristersson – interloquiva già dal 2021 (come del resto il Ppe con Fratelli d’Italia in Ue).

 

È dalle scorse elezioni che in Svezia sono state «superate le linee rosse», per parafrasare Norlén. Mentre l’Europa discute (e in larga parte si scandalizza) per l’ascesa di Alternative für Deutschland in Germania, e mentre la presidente della Commissione europea fa l’equilibrista con le destre estreme, a Stoccolma, capitale della Svezia ma per lungo tempo anche una capitale della socialdemocrazia, l’estrema destra ha già sfondato.

 

ulf kristersson

Il 13 settembre, ma soprattutto nei giorni successivi, in cui i negoziati per la coalizione di governo saranno dirimenti, sapremo se la Svezia correggerà almeno in parte la rotta, oppure sbanderà a destra ancor più che ora.

 

Gli scenari possibili Finora l’estrema destra svedese ha fornito supporto esterno al governo. Una foglia di fico che ha consentito al leader dei moderati, il premier Kristersson, di poter guidare ufficialmente una coalizione con Cristiano-democratici e Liberali, che però da sola non aveva la maggioranza. Il governo di minoranza era di fatto esteso al supporto dei Democratici svedesi, concordato con tanto di patto ufficiale nelle stanze del castello di Tidö a metà ottobre di quattro anni fa.

 

Già all’epoca, l’estrema destra aveva superato elettoralmente i Moderati di quasi due punti percentuali (circa il 21 contro circa il 19 per cento). E vale inoltre la pena ricordare che pure nel 2022, come è atteso anche nelle elezioni di questa domenica, i socialdemocratici si erano attestati come primo partito (quattro anni fa presero un abbondante 30 per cento).

 

Questa volta Sverigedemokraterna non si accontenta di fare la parte dell’amante, vuole una relazione politica con tutti i crismi e soprattutto – Åkesson lo ha messo in chiaro – con dei nomi nel governo. Finora l’estrema destra non ha espresso ministri.

jimmie akesson 45

 

Certo è che i “moderati”, sempre più svuotati, hanno già fatto il patto col diavolo e accetterebbero pure il patto col diavolo 2.0, (...)

 

Ieri Kristersson, in un’intervista a Politico, il bollettino di riferimento della bolla brussellese, ha agitato il fantasma del “Nato-scetticismo” dei partiti in coalizione con Andersson.

 

In realtà fu proprio lei, quando era premier, ad avviare l’ingresso della Svezia nella Nato. Ma il leader di destra deve aver mal digerito l’intervista che la socialdem aveva a sua volta rilasciato a Politico in settimana, lanciando l’”allarme russo”: «Kristersson faccia chiarezza sulla sicurezza a rischio, ci sono sospetti seri» che la Russia abbia «infiltrato la sua coalizione». La propria è tormentata anzitutto dalle divisioni.

magdalena andersson