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Stefano Montefiori per “il Corriere della Sera”
L'organismo antifrode dell' Ue (Olaf) chiede all'eurodeputata Marine Le Pen di restituire 339 mila 946 euro, fondi europei usati per pagare due assistenti che avrebbero lavorato con lei non a Strasburgo né a Bruxelles ma a Nanterre, nella sede del Front National.
Da quando le forze contrarie a Bruxelles sono cresciute in quantità e influenza, l' Unione europea vive nel paradosso di finanziare generosamente deputati che militano per la sua scomparsa. Anche questa è democrazia, ma la Ue preferirebbe almeno non pagare persone che al Parlamento europeo non mettono piede. Per questo il 30 settembre Marine Le Pen ha ricevuto una lettera firmata dal segretario generale del Pe, Klaus Welle, nella quale si chiedono indietro i circa 340 mila euro serviti per pagare l' assistente Catherine Griset dal 2010 al 2016, e la guardia del corpo Thierry Légier da ottobre a novembre 2011.
Griset aveva un contratto di assistente parlamentare di Marine Le Pen a tempo pieno, in virtù del quale ha ricevuto 298.392 euro. «La vostra assistente non ha rispettato alcuni obblighi contrattuali e statutari - si legge nella lettera a Le Pen diffusa da Challenges -, tra i quali l' obbligo di assistenza diretta nei locali del Parlamento nell' esercizio del suo mandato». Negli stessi anni la donna era presente nell' organigramma del Front National come segretaria e poi direttrice di gabinetto di Marine Le Pen, e in questa qualità ha trascorso il suo tempo a Nanterre, più che nelle istituzioni europee.
Légier, per vent' anni guardia del corpo del fondatore Jean-Marie Le Pen, è stato messo brevemente sotto contratto nell' ambito delle attività di eurodeputata della figlia, ma con una retribuzione - 64 euro all' ora - «estremamente elevata rispetto ai 39 euro di un contratto precedente per compiti simili», si legge nella lettera. Il Parlamento europeo ha quindi pagato Légier oltre 40 mila euro per due mesi di lavoro.
L' avvocato di Marine Le Pen, Marcel Ceccaldi, sostiene che «è impossibile separare il lavoro di assistente di un deputato europeo dalle sua attività di presidente di un grande partito politico. Le questioni europee e i temi sociali francesi, come i flussi migratori o lo spazio Schengen, sono intimamente legati».
La leader del Front National per adesso non è intervenuta in prima persona, ma lo ha fatto per lei il vice Florian Philippot, che ha denunciato l'«arbitrarietà» dell' Unione europea nel chiedere il rimborso a Marine Le Pen e dare allo stesso tempo il via libera all' ex presidente della Commissione José Manuel Barroso per il suo nuovo lavoro alla banca d' affari Goldman Sachs. Anche Jean-Marie Le Pen è stato colpito da un' azione dell' organismo anti-frode: nel giugno scorso gli sono stati chiesti indietro 320 mila euro.
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