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Paolo Bracalini per “il Giornale”
Il canone Rai diventa una tassa in bolletta, e non pagarlo diventa un reato penale. Come già anticipato dal Giornale giorni fa la riforma del finanziamento della Rai, oltre all' inserimento preventivo del canone nella fattura elettrica, contempla anche l' inasprimento delle sanzioni: non solo una multa, ma addirittura una denuncia penale per falsa dichiarazione a pubblico ufficiale, punibile con la reclusione fino a due anni.
Sorte che, per ora soltanto in teoria, spetterebbe a chi attesta di non avere nessun televisore in casa, pur possedendone uno. La nuova norma infatti parte dal presupposto che ogni italiano che abbia la corrente elettrica in casa sia, ipso facto , anche uno spettatore dei programmi Rai. Abbonati fino a prova contraria.
La prova, appunto, la deve fornire il singolo titolare di utenza elettrica, scrivendo al suo gestore, oppure alla Rai, o forse all' Agenzia delle entrate (non è ancora definito), autocertificando di non avere televisori e dunque di essere esentato dal pagamento. Se poi in un «blitz» di un incaricato Rai o del Fisco si scopre che nel salotto troneggia invece un 32 pollici, e dunque la dichiarazione era falsa, scatta il procedimento penale.
Sulla multa, inizialmente fissata a «cinque volte» la somma evasa, quindi almeno 500 euro in caso di mancato pagamento di un' annualità, si dovrebbe tornare alla precedente formulazione, più elastica ma non meno inquietante: multa da due a sei volte il canone non pagato (cioè da 200 a 600 euro). Il ministero dello Sviluppo economico, intanto, conferma che chi in casa ha soltanto una connessione internet, e non un televisore, non dovrà pagare il canone Rai in bolletta.
Il governo punta a far partire il nuovo canone con le bollette di febbraio prossimo. Per la Rai si potrebbe tradurre, col recupero dell' evasione ora stimata al 27%, in mezzo miliardo di euro in più. Un bottino per la nuova Rai che ha in mente il premier Renzi, con un direttore generale con poteri da amministratore delegato: capacità autonoma di spesa, libertà di manovra sul piano industriale, nomina dei dirigenti. Sono i punti salienti (insieme alla riduzione del cda da 9 a 7 membri, due di nomina governativa) della riforma della governance Rai già approvata ieri alla Camera alla velocità della luce con 295 sì. Ora il ddl torna al Senato.
Il canone Rai viaggia parallelamente, nella legge di Stabilità. Si vedrà quali modifiche verranno fatte ad una novità maldigerita da molti. Intanto, aperto il varco delle nuove tasse in bolletta, l' Anci suggerisce di infilarci dentro anche la Tari, la tassa rifiuti. Una superbolletta piena di tasse.
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