LA LADY DI FERRO E’ ANCORA VIVA ED ESCE TRA GLI APPLAUSI

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1 - LONDRA È DELLA THATCHER LA PROTESTA FA FLOP NEL GIORNO DELL'ADDIO
Claudio Gallo per "la Stampa"

Prima arrivano le guardie reali, giubba rossa e «bearskin», il cappello di pelliccia. Si posizionano ai lati della strada, sbattendo forte a terra le scarpone nere sberluccicanti. La gente si assiepa sulle sponde di Fleet Street, in attesa del feretro della baronessa Margaret Thatcher trainato su un affusto di cannone da tre coppie di cavalli. C'è polizia ovunque, tra il pubblico e in mezzo alla strada coi mitra HK53 imbracciati. Partecipano 700 militari in alta uniforme. Del funerale di Stato manca solo il nome.

Jonny Bucknell, rubizzo, sulla cinquantina, guarda in direzione dello Strand torreggiando col suo mezzo cilindro da cui svetta l'Union Jack. È consigliere di circoscrizione conservatore a Camden. Dice radioso: «Grande Maggie, ci ha liberato dai comunisti e dai socialisti».

Appoggiata alla transenna Emma Hartwick, 30 anni, bionda, occhi azzurri, osserva un ufficiale fare il saluto con la spada. «Lei cominciò a governare che non ero ancora nata - dice - per me è stata un esempio di volontà e forza politica. È poi un formidabile esempio per le donne». Patapàm, le scarpone a specchio con la punta rotonda pestano per terra.

In uno stretto vicolo scuro dove sta seduto un barbone con lo sguardo assente, quattro agenti hanno fermato due ragazzi di un collettivo di squatter, Arthur e Kyle. Arthur filma con l'iPhone il poliziotto che lo sta interrogando. Fuori calmo, il Bobby dentro ribolle, si vede. Un altro parla con Kyle, nero, barbuto, enorme, che protesta: «Non ho fatto niente di illegale, sono qui solo a testimoniare il mio cordoglio». Vuole strafare. L'agente appunta su un notes: «afro, barba e cappuccio». Dopo averli registrati li lasciano andare.

All'incrocio circolare con Farringdon Street, i primi contestatori. Saranno meno di cento, molti del Partito Socialista dei Lavoratori. I manifesti del loro controfunerale ricordano altre storie: i minatori, le Falkland, la Poll Tax, Bobby Sand. «Ora seppelliamo il thatcherismo» è lo slogan più gentile. «Tory stronzi», quello meno. Maschere da diavolo, da Guy Fawkes (V per vendetta...), bandiere arcobaleno. Simon, 29 anni, cuffia di lana, vende «The Socialist». Promette: «Appena appare la bara le mostro la schiena». I quattro dissidenti calamitano la torre di Babele dei reporter a caccia di «colore».

Giornalisti tv seguiti dal codazzo di tecnici fendono la folla col malcelato senso di superiorità di chi dà la notizia il giorno prima: qualche inquadratura, un paio di cliché ed è fatta, abbiamo la protesta! Poco distante c'è un tizio distinto col cappotto e il «Times» sotto braccio. Guarda schifato, no non vuole parlare. Però da dietro a lui spunta la signora Judith che dice sprezzante: «Non capiscono la storia, quelli».

Ma ecco, le musiche e in fondo alla via i cavalli. Arriva. Alla cattedrale di Saint Paul stanno entrando la regina, alcuni leader mondiali e tutto il governo. Il Cancelliere Osborne non tratterrà una lacrima durante l'omelia. La bara passa avvolta nella bandiera, gli anti si girano di schiena e scandiscono: «Che spreco di soldi questo funerale». Una signora bionda in soprabito grida dal marciapiede «zitti, pezzi di merda». Gli applausi hanno il sopravvento.

Appoggiata al muro del ristorante Leon, sotto alla targa che ricorda la nascita nel 1702 del «Daily Courant», primo quotidiano di Londra, l'anziana Mrs Chambers, («Posso chiederle l'età? Nooooo»), non sembra emozionata: «Fece del suo meglio - dice - È stata la più grande dai tempi di Churchill». A pochi passi c'è Maggie, sfila per l'ultima volta tra il popolo che tanto l'ha amata e odiata.


2 - ESEQUIE DI STATO È STATA LA REGINA A DIRE DI NO
Vittorio Sabadin per "la Stampa"

Si è detto che Margaret Thatcher non ha voluto funerali di Stato per non gravare di altre spese i contribuenti inglesi, ma è una pietosa bugia. È poco probabile che il Parlamento li avrebbe approvati, come è chiamato a fare, ma è sicuro che Elisabetta non avrebbe dato il suo consenso.

Il solo primo ministro al quale è stato attribuito questo onore è stato Winston Churchill e, sovrani a parte, gli inglesi sepolti con funerali di Stato non sono più di una decina. Tra questi, l'ammiraglio Nelson e Lord Wellington, lo scienziato Isaac Newton e il padre della Royal Navy, Robert Blake.

Per quanto di buono possa avere fatto per il Paese nei suoi 11 anni a Downing Street, la Thatcher non era considerata da Buckingham Palace degna di fare parte di questo ristretto Olimpo. Equipararla a Churchill sarebbe poi stata certamente una smaccata esagerazione. Il sangue, il sudore e le lacrime della Seconda Guerra Mondiale furono condivisi dall'intera popolazione; quelli degli anni del Thatcherismo solo dalle fasce più deboli ed emarginate.

Proprio su questo ci furono ampie divergenze di vedute fra la Lady di Ferro e la Regina, che rese palese il proprio disappunto per l'elevato costo sociale delle riforme. La Thatcher, ha ricordato ieri la storica Kate Williams, rispose affermando che Elisabetta era a suo giudizio «un po' troppo a sinistra», quel tipo di persona che, se avesse potuto, avrebbe votato per la Sdp, il partito socialdemocratico.

Le differenze tra un funerale di Stato e il Royal Cerimonial funeral con il quale è stata sepolta ieri Margaret Thatcher non sono poi molte, e dunque non si tratta di un problema di costi. Il funerale di Stato deve essere approvato dal Parlamento e l'affusto che porta il feretro deve essere trainato da marinai invece che da cavalli, tutto qui. La sfilata militare è solo leggermente più pomposa, ma il resto non cambia e ogni cosa è decisa da tempo, nei minimi particolari.

Anche nel 1965, quando si svolsero le esequie di Winston Churchill, il corteo funebre passò lungo Fleet Street verso la cattedrale di St Paul, con la banda delle Guardie che eseguiva la marcia al tempo di 70 passi al minuto, battuti sull'asfalto con la precisione di un cronometro.

Come ieri, la Regina e Filippo di Edimburgo salirono insieme la gradinata della Cattedrale poco prima dell'arrivo del feretro, ma in un clima di commozione ben diverso. Decine di migliaia di persone si erano assiepate lungo le strade, a manifestare la grande partecipazione dell'intero Paese. La salma fu portata su una imbarcazione lungo il Tamigi, dove ricevette il tributo di 19 colpi di cannone (due in meno di quelli che toccano ai re) e il saluto delle sirene di tutte le navi all'ancora.

L'addio alla Thatcher è stato invece un po' la rappresentazione del suo modo di governare: molti applausi, ma anche fischi e schiene voltate al passaggio del feretro. Non ha mai cercato di essere amata da tutti, non poteva certo pretenderlo al suo funerale.

 

PROCESSIONE DEL FERETRO DELLA THATCHER IL PASSAGGIO DEL FERETRO DI MARGARET THATCHER il feretro di thatcher arriva al crematorium FUORI DAI FUNERALI DI MARGARET THATCHER CAMERON IL PRINCIPE FILIPPO E LA REGINA ELISABETTA AI FUNERALI THATCHER IL FERETRO DI THATCHER LASCIA LA CATTEDRALE DI SAINT PAUL LA REGINA ELISABETTA AI FUNERALI DI THATCHER LA REGINA ELISABETTA SALUTA I FAMILIARI DI MARGARET THATCHER