pini salvini

LA LEGA SI È SLEGATA - LA DURISSIMA NOTA DEL CARROCCIO CONTRO UN GRUPPO DI EX PARLAMENTARI E SEGRETARI PROVINCIALI CHE VUOLE IL CONTROLLO DELLA VECCHIA "LEGA NORD": "HANNO RISCHIATO DI UCCIDERLA E ORA SI RIFANNO VIVI IN CERCA DI UNA POLTRONA" - FRA GLI ORGANIZZATORI DEL COMITATO CHE CHIEDE IL CONGRESSO C'E' GIANLUCA PINI, EX DEPUTATO, E ANCORA MEMBRO DEL CONSIGLIO FEDERALE DELLA "LEGA NORD", STRUTTURA RIMASTA IN VITA PER PAGARE I 49 MILIONI CHE DEVE RESTITUIRE ALLO STATO - PER SALVINI QUESTO E' UN ALTRO FRONTE DI ”GUERRA" RISPETTO A QUELLO APERTO DAI GOVERNATORI DEL NORD - L'INCONTRO TRA ATTILIO FONTANA E MATTEO SALVINI AL GRAN PREMIO DI MONZA

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LA LEGA ALLA BRACE: LA VEC­CHIA CON­TRO LA NUOVA DI SAL­VINI. A RISCHIO IL SIM­BOLO

Estratto dell'articolo di Carmelo Caruso per "il Foglio"

 

Gianluca Pini

Più che fare male a Sal­vini, col­pi­scono chi lo vuole cac­ciare. Sono un gruppo di reduci della Lega Nord, li capeg­gia l’ex depu­tato Gian­luca Pini, chie­dono di scon­ge­lare il vec­chio par­tito, anche se il vero effetto è la caciara, e il miglior esito il tri­bu­nale. E’ un para­dosso. Sono altri, non c’entrano nulla con l’hidalgo Atti­lio Fon­tana, con Zaia, Fedriga, Romeo, ma fanno male a entrambi. Fanno male a una comu­nità che prova con dispe­ra­zione a sosti­tuire il capo.

 

Ricor­date la car­cassa, quella Lega nord affos­sata da 49 milioni di debiti, che la nuova sta pagando, quella vec­chia Lega che è rima­sta in vita come spo­glia? Ebbene, c’è chi ancora versa con­tri­buti come Cal­de­roli e Gior­getti, e c’è chi ancora ne fa parte, ne è iscritto. Esi­ste anche un segre­ta­rio fede­rale che è Igor Iezzi, amico di Sal­vini, il custode. Ci sarebbe per­fino il pre­si­dente fede­rale, che è morto: Bossi.

 

ATTILIO FONTANA - MATTEO SALVINI

Sul sito appare ancora l’elenco dei mem­bri del con­si­glio fede­rale (tra que­sti Lorenzo Fon­tana, Gianni Fava e per­fino il depu­tato Erik Pretto, che è pas­sato in Forza Ita­lia). Uno dei vec­chi iscritti, Pini (in verità, ricor­dano i depu­tati di Sal­vini, espulso) annun­cia adesso la nascita di un comi­tato che chie­derà il con­gresso della Lega Nord. Chiede Pini: “Il nostro comi­tato nasce per sbloc­care il sim­bolo e scon­ge­lare il vec­chio par­tito”.

 

Il con­gresso non si tiene da nove anni per­ché quella Lega è solo di carta, una bad com­pany man­te­nuta in vita come simu­la­cro. E’ un modo per cer­care spa­zio, per inqui­nare ancora il clima, già inqui­nato, tanto che anche Atti­lio Fon­tana deve pre­ci­sare: “Ho sen­tito anche io di que­sta ini­zia­tiva ma non c’entra asso­lu­ta­mente niente con il discorso che stiamo por­tando avanti noi con Sal­vini”. [...]

 

Erik Pretto

Sal­vini a giorni con­vo­cherà una riu­nione, una nuova, con Zaia, Fedriga, Fon­tana e Romeo. Vale a dire che ria­pre la trat­ta­tiva come fanno in Rai i piloni della reda­zione di Report (dice Iovene, l’Ales­san­dro Morelli di Ranucci: “Il dia­logo riprende con la rinun­cia di Pre­sutti e Pier­vin­cenzi”). Vogliono scon­ge­lare la vec­chia Lega e non si accor­gono che sono già alla brace.

 

LEGA, I VERTICI A MUSO DURO CONTRO I NORDISTI DEL «COMITATO PER IL CONGRESSO»: «CERCANO SOLO UNA POLTRONA». FONTANA: «NOI NON C’ENTRIAMO»

 

Estratto dell'articolo di Marco Cremonesi per il "Corriere della Sera"

Gianluca Pini

 

«Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona». La nota leghista è tagliente, durissima: «Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?».

 

Un riferimento alla vicenda giudiziaria di Gianluca Pini, l’organizzatore del comitato che chiede il congresso. Nel comunicato non c’è più nulla del tono leggero che aveva in mattinata un salviniano doc: «Ci sono ex che si accontentano di restituire le chiavi di casa. E poi ci sono quelli che, anni dopo la separazione, si ripresentano a chiedere il divano».

attilio fontana matteo salvini - meeting cl rimini

 

La raccolta di firme lanciata da Pini in teoria è cosa diversa dalle richieste del governatore lombardo Attilio Fontana. Lo dice lui stesso: «Ho sentito anche io di questa iniziativa, ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini». [...]

 

Certo, sia Fontana che Salvini domenica saranno al Gp di Monza: «Cerchiamo di fare combaciare le agende. Domenica speriamo di festeggiare insieme il Gran Premio». Ma poi chissà. Il faccia a faccia tra i nordisti guidati da Fontana non sembra in cima all’agenda del segretario. E se il confronto partorisse un topolino, per molti sarebbe difficile respingere il richiamo dei «congressisti» guidati da Pini.

UMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINI CON LA MAGLIETTA NO TAV

 

Nel dubbio, i salviniani impallinano anche Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo per dimostrare lo scarso seguito delle iniziative nordiste. Nelle chat ricordano la contestazione dei due alla Versiliana, diffondono le foto dell’appuntamento di Brugherio con scarsissima partecipazione di pubblico, sottolineano le critiche pubbliche della segretaria di Desenzano. 

 

gli schieramenti nella lega

Ma sullo sfondo rimane l’ipotesi meno confermata e più temuta: che la raccolta di firme arrivi addirittura sul prato di Pontida il 20 settembre. Dove peraltro i riferimenti a «Salvini premier» dovrebbero essere assenti, così come nelle amministrative più recenti.

 

Per il momento, la Lega vuole coprire anche il fronte degli avversari interni: «Il Nord chiede soluzioni, risposte e concretezza, che il governo sta dando anche grazie alla spinta della Lega e dei suoi cinque ministri lombardi». [...]

 

La Lega Nord fino a qui è apparsa come la «bad company» per pagare allo Stato i milioni imposti dall’inchiesta sui rimborsi elettorali, il guscio giuridico che paga ancora i debiti di famiglia. Certo, contiene anche il simbolo di partito. Ma più che quello, a disturbare i salviniani è l’inquinamento acustico delle polemiche perennemente sullo sfondo, di cui questa volta è difficile accusare i «pennivendoli». 

 

I «congressisti» saranno pure soltanto militanti, come giura Pini stesso escludendo di avere big di partito alle spalle. Ma la durezza della reazione suggerisce che il vero bersaglio non sia la vecchia Lega Nord: è il fatto che la parte più importante del partito, senza cui non può esistere neppure la Lega Sud, continui a suonare.

 

umberto bossi

Il malessere è alto, chi ha parlato con Zaia lo ha trovato poco propenso a ripetere l’exploit delle Regionali anche alle Politiche 2027. E non esclude che non decida di gettare la spugna. Per ora, Salvini fa finta di non sentire il campanello. [...]

gianluca pini