FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA,…
LA LEGGE ELETTORALE TARGATA MELONI È UN PASTICCIO COSTITUZIONALE! – DIVERSI ESPERTI AVANZANO DUBBI SUL PREMIO DI 35 SENATORI, ASSEGNATO DALLO "STABILICUM" ALLO SCHIERAMENTO CHE OTTERRA' PIU’ VOTI SU BASE NAZIONALE E NON REGIONALE – GAETANO AZZARITI, PROFESSORE DI DIRITTO COSTITUZIONALE ALLA "SAPIENZA": “LA CONSULTA HA RICHIAMATO L'ARTICOLO 57 E LA NECESSITÀ DI UN RIPARTO REGIONALE DEI SEGGI” – ALFONSO CELOTTO, RICORDA CHE “IL PRESIDENTE CIAMPI CHIESE DI MODIFICARE IL PORCELLUM, PROPRIO PERCHE’ PREVEDEVA UN PREMIO NAZIONALE PER IL SENATO” – LA MAGGIORANZA POTREBBE TENTARE DI AGGIRARE IL PROBLEMA CON UN ESCAMOTAGE…
Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “la Stampa”
I potenziali punti di frizione con la Costituzione non mancano. Ma ce n'è uno, nella nuova legge elettorale, che suscita qualche perplessità anche tra gli addetti ai lavori del centrodestra. Una questione tecnica che ha a che fare con il premio di maggioranza e la diversa modalità di elezione di deputati e senatori: su base nazionale in primi, mentre i secondi, come stabilisce l'articolo 57 della Costituzione, vengono scelti su base regionale.
In teoria, quindi, il premio di maggioranza dovrebbe scattare in due modi diversi: alla Camera sul risultato elettorale conseguito dalla coalizione in tutto il Paese, mentre per il Senato si dovrebbero considerare i numeri ottenuti in ciascuna regione. Con l'alta probabilità di veder assegnare il premio al centrodestra in alcune e al centrosinistra in altre, mettendo a rischio la costruzione di una maggioranza stabile a Palazzo Madama.
Un problema che gli ideatori della legge hanno pensato di risolvere con un escamotage, prevedendo cioè di suddividere il premio di 35 senatori (tetto massimo fissato dalla legge) in dei listini circoscrizionali in ogni regione. Ma, alla fine, tutti i singoli bonus regionali andranno a chi fa il risultato migliore a livello nazionale.
In questo modo, solo per fare un esempio, se pure il centrosinistra dovesse prevalere, in termini di voti, in Campania o in Puglia (dove ha vinto le elezioni regionali), ma il centrodestra ottenesse più voti complessivamente in Italia, il premio dei senatori campani e pugliesi lo incasserebbe Giorgia Meloni. [...]
Gaetano Azzariti, professore di Diritto costituzionale dell'università La Sapienza di Roma, non nasconde le sue perplessità e ricorda come la Consulta abbia «costantemente richiamato l'articolo 57 e la necessità di un riparto regionale dei seggi».
Con l'impostazione scelta si pone «un bel rompicapo» dal punto di vista giuridico e anche un ulteriore elemento di tensione all'interno degli schieramenti politici: «Se il listino è di coalizione, non potrà tenere conto dei risultati regionali dei singoli partiti – spiega - e, probabilmente, penalizzerà soprattutto la Lega al Nord e il M5s al Sud».
Secondo Michele Ainis, «il rischio di un vulnus costituzionale c'è, ma potrebbero provare ad aggirarlo – spiega il costituzionalista – spalmando il premio non in modo omogeneo, ma in base ai risultati ottenuti dalla coalizione nelle singole regioni».
Il collega Stefano Ceccanti, ex parlamentare del Pd, lo bolla invece come un «falso problema» e invita a rileggere la parte finale della sentenza della Consulta del 2017 sull'Italicum (la legge elettorale voluta da Matteo Renzi): «Lì c'era l'invito a rendere il più possibile simili i sistemi elettorali di Camera e Senato, per garantire maggioranze stabili», spiega.
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A questa raccomandazione della Corte costituzionale rimanda anche Francesco Clementi, ordinario di Diritto pubblico alla Sapienza, convinto che sia «legittimo un premio di maggioranza nazionale anche al Senato, per mantenere una coerenza di attribuzione del premio tra i due rami del Parlamento».
Il punto è che «il Senato non va inteso come un Camera federale, l'articolo 57 non dice questo – sottolinea – poi il premio ha senso solo se garantisce la governabilità e per farlo deve essere omogeneo». Per Clementi il problema più serio è, semmai, l'entità del premio di maggioranza così congegnato, perché «se eccede il 55%, altera il bilanciamento tra rappresentanza e governabilità e rischia di essere incostituzionale».
Alla sentenza sull'Italicum, un altro costituzionalista, Alfonso Celotto, oppone un riferimento storico-politico: «Si ricorda che il presidente Ciampi chiese di modificare il Porcellum, proprio perché prevedeva un premio nazionale per il Senato? - domanda -. Capisco che ci sia l'esigenza di rendere omogenee le due Camere, ma non lo si può fare falsando i risultati a livello regionale. Ci sarebbe un effetto distorsivo e i dubbi di costituzionalità sono più che motivati».
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
Il consiglio di Celotto suona come una battuta, ma non lo è: «Già che ci sono, modifichino anche l'articolo 57 della Costituzione e via».
SIMULAZIONE BY YOUTREND DELLA RIPARTIZIONE DEI SEGGI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE STABILICUM
SIMULAZIONE BY NOTO DELLA RIPARTIZIONE DEI SEGGI CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE STABILICUM
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