DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI…
LETTA E’ NEI GUAI: HA TROPPI CULI DA ACCOMODARE - SONDAGGI ALLA MANO, TRA CAMERA E SENATO, I POSTI A DISPOSIZIONE DEL PD SARANNO DIFFICILMENTE PIÙ DI 110: POCHISSIMI PER L'AFFOLLATA TRIBÙ DEM - ECCO PERCHE’ L’ACCORDO CON CALENDA, FRATOIANNI, BONELLI E DI MAIO FA STORCERE IL NASO: TOGLIE SEGGI AI TANTI AMBIZIOSI DEL PD - “MOLTI DI NOI SI CHIEDONO QUALE SIA L'APPORTO REALE DI ALCUNE SIGLE, DAI SOCIALISTI A DEMOS: SI RISCHIANO DI SACRIFICARE CANDIDATURE NOSTRE ECCELLENTI PER FARE POSTO A CHI NON SI SA BENE QUANTI VOTI PORTI…”
Estratto dell’articolo di F. Mal. per “il Messaggero”
enrico letta foto di bacco (4)
«Qualunque cosa faccia scontenta qualcuno». A sintetizzare la difficile posizione di Enrico Letta in questi giorni è un big del Nazareno. Il malumore tra i dem infatti, inizia a diventare consistente.
Del resto a guardare l'ultima settimana del segretario del Pd con gli occhi degli aspiranti candidati si vedrebbe un accordo chiuso con Carlo Calenda con una formula del 70/30 (quando le proiezioni dei sondaggisti stimavano una rilevanza di Azione/+Europa al 18%), le promesse a Roberto Speranza e Articolo1 (almeno 5 posti nelle liste Pd), i rimbrotti di Luigi Di Maio (che rifiuta il diritto di tribuna e spinge per 3 o 5 posizioni buone) e una probabile intesa con Sinistra Italiana ed Europa Verde in nome di qualche ulteriore spartizione. Tutte soluzioni […] che decimano […] le ambizioni di volti […] dem.
Anche perché il segretario è stato chiaro in direzione nazionale: ci saranno diverse new entry. […] In altri termini, sondaggi alla mano, tra Camera e Senato i posti a disposizione saranno difficilmente più di 110. Pochi, pochissimi per l'affollato proscenio dem.
Tant'è che ancora ieri, poco prima che Letta incontrasse Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il timore reale che serpeggia nel Partito Democratico non è una loro possibile fuga d'amore con il Movimento 5 stelle - non ci crede realmente nessuno - ma il costo di questa operazione. […]
Le perplessità sono le stesse che arrivano dai territori. «Molti di noi si chiedono quale sia l'apporto reale di alcune sigle, dai socialisti a Demos...Si rischiano di sacrificare candidature nostre eccellenti, personalità di esperienza, per fare posto a chi non si sa bene quanti voti porti», è la riflessione di diversi dem. Le ultime indiscrezioni infatti parlano di uno schema che vedrebbe un paio di eletti sicuri nei listini anche per socialisti (uno certo per il segretario Enzo Maraio), altrettanto per Demos (a partire dal leader Paolo Ciani).
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