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Anais Ginori per “la Repubblica”
Christine Lagarde direttore del Fondo Moneteario internazionale
La maledizione del Fmi colpisce ancora. Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, è da ieri indagata ufficialmente per «negligenza » nell’affaire sul megarisarcimento versato al faccendiere Bernard Tapie, quando lei era ministro dell’Economia. Dopo Dominique Strauss-Kahn, un altro francese alla guida dell’organismo di Washington finisce nella tempesta.
Nel 2011, Lagarde aveva preso il posto del socialista, arrestato dalla polizia americana con l’accusa di aver stuprato una cameriera dell’albergo Sofitel. L’affaire in cui è coinvolta l’ex fedelissima di Nicolas Sarkozy, brillante avvocato d’affari, è di tutt’altra natura. «È un’accusa priva di fondamento », ha commentato Lagarde che ha escluso le dimissioni. Ascoltata dai magistrati per quindici ore, la direttrice del Fmi è tornata ieri a Washington e ha annunciato che informerà presto il board della vicenda.
La Corte della Giustizia della Repubblica, competente per eventuali reati commessi da membri del governo, sospetta Lagarde di non aver vigilato abbastanza nell’arbitrato che nel 2008 ha concesso 400 milioni di euro a Tapie per chiudere un lungo contenzioso sul prezzo che lo Stato — parte in causa in quanto proprietario della “bad bank” del Crédit Lyonnais dopo la sua nazionalizzazione — aveva pagato all’imprenditore per comprare la Adidas. Sotto osservazione c’è la decisione del ministro di affidare la questione a un arbitrato, invece che alla giustizia ordinaria, e di non fare poi ricorso contro l’onerosa sentenza.
Il reato di «negligenza» prevede fino a 1 anno di prigione e 15mila euro di ammenda. Si tratta di un reato minore rispetto a quello per cui sono indagate altre cinque persone nell’affaire, sospettate di truffa in concorso. «Dopo tre anni di procedimento, la sola accusa rimasta è che per imprudenza o imperizia non sarei intervenuta per bloccare l’arbitrato», ha sottolineato la direttrice del Fmi che ha sempre sostenuto di non essere informata dei fatti. «Avrei dovuto fidarmi meno», avrebbe detto ai giudici in un interrogatorio. Nel corso dell’inchiesta, è stata più volte contraddetta, in particolare da Stephane Richard, il suo allora capo di gabinetto e oggi numero uno di Orange.
Prima donna ministro dell’Economia, dicastero che ha guidato tra il 2007 e il 2011, Lagarde, 58 anni, ha fatto una carriera folgorante. Dopo la laurea in legge è entrata nel 1981 in uno dei maggiori studi legali americani. Vegetariana, campionessa di nuoto e assidua praticante di yoga, ha una vita privata morigerata.
Non beve e non fuma. Dopo lo scandalo Strauss-Kahn, il suo intenso lavoro al Fmi è stato apprezzato anche se la vicenda giudiziaria francese ha continuato a perseguitarla, in particolare per la sua stretta relazione con Sarkozy, amico personale di Tapie. Un anno fa, i giudici hanno ritrovato un misterioso bigliettino destinato all’allora presidente in cui Lagarde scriveva: «Usami per il tempo che ti serve».
L’avviso di garanzia rende più fragile la poltrona di Lagarde, spesso critica con l’austerità made in Europe e con il ruolo della Bce, colpevole di aver sottovalutato l’allarme deflazione. Lagarde ha fatto ricorso e per ora non potrà più essere convocata dai magistrati parigini.
Quando, nel maggio 2013, era stata ascoltata la prima volta come “testimone assistito”, il board aveva confermato la fiducia alla direttrice. Ma i nuovi guai giudiziari sono una iattura per la reputazione del Fmi, in una fase particolarmente delicata. Venerdì il Fondo dovrebbe varare nuovi aiuti all’Ucraina, mentre è nella troika che gestisce il salvataggio della Grecia fino al 2016. La nomina del direttore del Fmi spetta per tradizione agli europei.
fondo monetario internazionale
Ma negli ultimi anni i paesi del Brics hanno cominciato a contestare questo automatismo e la vicenda giudiziaria in corso potrebbe essere sfruttata per cambiare gli equilibri di una delle casseforti per lottare contro la crisi mondiale.
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