alfredo mantovano comitato del no referendum

E MENO MALE CHE MATTARELLA HA CHIESTO DI ABBASSARE I TONI! – IL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO VA ALL’ATTACCO DELLE TOGHE: “L’ANM È PIÙ RIGIDA DELLA FIOM E IL CSM NON PUÒ CONTINUARE A ESERCITARE IL RUOLO DI TERZA CAMERA” – SE ANCHE IL CURIALE MANTOVANO UTILIZZA PAROLE COSÌ DURE, VUOLE DIRE CHE IL “CERCHIO MAGICO” MELONIANO È PREOCCUPATO DI PRENDERE UNA SCOPPOLA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – SCOPPIA UN CASO PER UN EVENTO DELL’ANM ORGANIZZATO A VILLA SPADA, IL CIRCOLO DEGLI UFFICIALI DELLA FINANZA, PER RACCOGLIERE FONDI PER IL COMITATO DEL “NO”. DOPO LE POLEMICHE DELLA DESTRA, ALLA FINE L’INCONTRO È STATO ANNULLATO…

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1 - EVENTO DELL’ANM ALLE FIAMME GIALLE È SCONTRO SULLA CAMPAGNA DEL NO

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

CESARE PARODI E CARLO NORDIO

Pomeriggio ad altissima tensione ieri sul referendum. Un evento dell’Anm ha scatenato un nuovo scontro fra governo e sindacato dei magistrati, con al centro la Guardia di Finanza. Alla fine l’ha spuntata il fronte del Sì riuscendo a far annullare la manifestazione. […]

 

Bisogna partire però da Villa Spada, il circolo degli ufficiali della Finanza. L’invito, sotto bacche, fiori e rametti colorati, era invitante: «Vi aspettiamo alla prima festa del distretto, mercoledì 4 marzo 2026, ore 20.30. Con buffet e dj set». Il costo dell’ingresso era indicato: 60 euro. A firmare l’invito l’Associazione nazionale magistrati del Lazio.

 

Andrea de Gennaro

Inequivocabile la motivazione dell’evento: «Il ricavato sarà devoluto al Comitato GiustodireNo», quello fondato dal sindacato dei magistrati per condurre la battaglia referendaria. Ma non è piaciuta ai sostenitori del Sì la location individuata: Villa Spada.

 

Così, mentre il comandante generale della GdF, Andrea De Gennaro, era in volo, il suo cellulare si è riempito di messaggi di protesta di esponenti del governo per la raccolta fondi autorizzata in una sede ufficiale delle Fiamme Gialle.

 

[…]  Un mese fa una sala di Villa Spada era stata effettivamente richiesta con una mail che parlava solo di «serata conviviale con dj set e buffet». Nessun accenno alla causale elettorale o di raccolta fondi. Due punti incompatibili con il regolamento «che vieta eventi politici o associazionistici» e così l’evento è stato annullato.

 

«Di questo proprio non ne sapevo nulla», ha assicurato il presidente dell’Anm, Cesare Parodi. All’oscuro si è detto anche il suo predecessore, Giuseppe Santalucia, tentando di spegnere anche le polemiche seguite alla protesta dei penalisti contro manifesti per il No apparsi nel Tribunale di Reggio Calabria: «Stop all’uso sistematico delle aule di giustizia» — attaccano i penalisti — per la propaganda dell’Anm. «Teppismo elettorale», secondo il forzista Giorgio Mulè.

 

manifesti del comitato del no al referendum sulla riforma della giustizia

«Le leggi vanno rispettate soprattutto da chi le applica», rimarca il ministro FdI Tommaso Foti che sottolinea: «I toni alti si possono evitare anche quando si sventola la Costituzione». Santalucia ridimensiona: «Non starei a vedere chi parla e quanto parla.

 

Gli avvocati faranno una maratona oratoria davanti alla Corte di Cassazione. Vincerà chi ha buoni argomenti», dice, senza fidarsi dei sondaggi. Quello di Youtrend per Start di Giovanna Pancheri su SkyT g24 ieri dava al 50% i Sì e i No in caso di affluenza alta, e al 53% i contrari in caso di pochi elettori. Conteranno molto gli indecisi. […]

 

2 - L’AFFONDO DI MANTOVANO: «IL SINDACATO DELLE TOGHE PIÙ RIGIDO DELLA FIOM»

Estratto dell’articolo di Andrea Senesi per il “Corriere della Sera”

 

SERGIO MATTARELLA ALFREDO MANTOVANO

«L’Anm è più rigida della Fiom» e il Csm «che non può continuare a esercitare il ruolo di terza Camera». Alfredo Mantovano dimentica per un attimo i toni morbidi e colpisce di sciabola contro l’associazione sindacale delle toghe e il suo organo di autogoverno.

 

Metti un venerdì sera a Milano, metti una sala strapiena, 850 persone, per una volta senza curve contrapposte. E metti due giuristi che affrontano il tema referendum rimanendo nel merito delle questioni.

 

Mantovano appunto, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ed Enrico Grosso, costituzionalista a capo del comitato che difende le ragioni del No alla riforma Nordio.

L’Auditorium del Leone XIII segue il confronto organizzato dalla Compagnia delle Opere senza tifare, anche se dal palco si spiega che la stessa Cdo è schierata per la riforma Nordio.

 

alfredo mantovano voto al senato sulla riforma della corte dei conti foto lapresse 4

[…] Grosso insiste soprattutto su un punto: il Csm deve essere un organo di autogoverno e per rimanerlo non può che essere elettivo. «I cittadini hanno tutto da perdere ad avere dei giudici che hanno paura delle conseguenze negative nel caso prendessero una decisione sgradita». Timidi applausi.

 

Mantovano replica leggendo l’articolo 104 della Costituzione riformulato, dove si ribadisce l’indipendenza e l’autonomia delle toghe. «Mettere in dubbio questo principio si chiama processo alle intenzioni». «Gli italiani — continua — hanno perso fiducia nella magistratura e questa riforma punta a rafforzarne la percezione di imparzialità».

 

Ancora applausi. «Hanno voluto cambiare la Costituzione per togliere la funzione disciplinare al Csm affidandola a un organo terzo», insiste Grosso.

 

comitato per il no al referendum sulla giustizia - enrico grosso e antonio diella

«È inconfutabile che l’appartenenza a una corrente ha costituito in maniera crescente la principale assicurazione di avanzamento di carriere e immunità per il magistrato sciatto e inadempiente», l’attacco del sottosegretario. E poi l’affondo «sul merito e sulla professionalità» di alcuni membri del Csm.

 

L’attacco più duro è quello riservato all’Anm. “Si sono seduti a a palazzo Chigi dicendo che questa riforma era inemendabile. Un tasso di rigidità superiore persino a quello della Fiom». Ma subito dopo ecco il ramoscello d’ulivo: «Se la riforma venisse confermata dal referendum ci sarà da scrivere la legge attuativa e siamo pronti ad aprire un tavolo con loro».

comitato per il no al referendum sulla giustizia - enrico grosso e antonio diellaALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSEalfredo mantovano sergio mattarella enrico grosso