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“MARINE LE PEN STAVOLTA PUO’ FARCELA A DIVENTARE PRESIDENTE DELLA FRANCIA” – ALDO CAZZULLO: “GLI ANTILEPENISTI NON SONO UNITI E NON HANNO UN CANDIDATO ADATTO A RIUNIRLI. IN QUESTO MOMENTO MARINE VINCEREBBE AL BALLOTTAGGIO SIA CONTRO JEAN-LUC MÉLENCHON CHE CONTRO IL CENTRISTA ÉDOUARD PHILIPPE, EX PRIMO MINISTRO DI MACRON. E LA SINISTRA RIFORMISTA? È DIVISA TRA IMPROBABILI CAVALLI DI RITORNO, COME GLI EX CONIUGI SÉGOLÈNE ROYAL E FRANÇOIS HOLLANDE, E IL GIOVANE RAPHAËL GLUCKSMANN, IL CANDIDATO PERFETTO PER LE ÉLITES PARIGINE, NON PER LA PANCIA DEL PAESE…
Lettera a Aldo Cazzullo pubblicata dal Corriere della Sera
Caro Aldo, come tutti sanno, i sondaggi fatti un anno prima delle elezioni lasciano il tempo che trovano e ingrossano solo il portafoglio di chi li elabora.
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE - FOTO LAPRESSE
Ma un fatto emerge con chiarezza: l’Europa sembra destinata a cambiare decisamente verso, con la destra che sta conquistando favori e preferenze che, se confermati, porterebbero grossi cambiamenti politici.
In Francia, per esempio, Le Pen, nonostante la recente condanna, è in testa per le elezioni presidenziali. Lei crede davvero che diventerà presidente?
LA RISPOSTA DI ALDO CAZZULLO
Cara Cristina, sì, per la prima volta Marine Le Pen può diventare presidente della Francia.
Le dirò di più: se si votasse adesso, Marine diventerebbe presidente. Troppo forte al primo turno, per essere rimontata nel secondo. Tanto più che gli antilepenisti non sono uniti e non hanno un candidato adatto a riunirli.
Secondo l’ultimo sondaggio Ifop, realizzato per il Figaro (il quotidiano che fino a un certo punto ha sostenuto con maggior convinzione Macron e che ora invece guarda decisamente a destra), Marine Le Pen avrebbe al primo turno il 36% di voti (...) In questo momento lo stesso sondaggio dà Marine Le Pen vincente al ballottaggio contro qualsiasi candidato. Sicuramente contro Jean-Luc Mélenchon. Ma anche contro il centrista Édouard Philippe, ex primo ministro di Macron, da cui però ha preso le distanze.
Questo perché Philippe al secondo turno non farebbe certo il pieno di voti a sinistra: ha un profilo più di destra rispetto a Macron, è stato il portavoce di Alain Juppé, già primo ministro di Chirac. Certo, era un’altra destra, nazionalista e popolare ma anche europeista, insomma non aveva perso completamente la testa, non si era illusa — come si illudono i lepenisti — che la Francia possa fare da sola.
(...)
Ovviamente non è detto che finisca così. Paradossalmente, la condanna penale ha fatto crescere le sue quotazioni, che potrebbero anche scendere. La strategia di Philippe, più che raccogliere attorno a sé tutti gli antilepenisti, è di svuotare Marine Le Pen. Purtroppo non ha cominciato la campagna elettorale con il piede giusto, puntando tutto sulla riforma delle pensioni; che è necessaria, ma non è esattamente in cima alle priorità degli elettori.
E la sinistra riformista? È divisa tra improbabili cavalli di ritorno, come gli ex coniugi Ségolène Royal e François Hollande, e il giovane Raphaël Glucksmann, figlio del filosofo più intelligente della seconda metà del Novecento, André; che però è il candidato perfetto per le élites parigine, non per la pancia del Paese.
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