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MATTARELLA FIRMERA’ LA LEGGE SULLA SCUOLA? NELLE PRIME BOZZE DEL GOVERNO ERANO PREVISTE MISURE DRACONIANE (O MEGLIO VANNACCIANE): SI PREVEDEVA ADDIRITTURA DI TOGLIERE LA PATRIA POTESTÀ AI GENITORI DEGLI ALUNNI STRANIERI CHE NON AVESSERO OSSERVATO L'OBBLIGO DI STUDIARE L'ITALIANO – POI, GRAZIE AI CONSIGLI DEL QUIRINALE, LE NORME ESTREME SONO SALTATE: VIA ANCHE LE MULTE AI GENITORI CHE SI PRESENTANO COL NIQAB AI COLLOQUI - È STATO ACCOLTO ANCHE UN ALTRO DEGLI INVITI DI MATTARELLA: GARANTIRE PROSSIMITÀ AGLI STUDENTI STRANIERI CHE NON RIENTRANO NEL TETTO DEL 30 PER CENTO - OGGI IL VAGLIO DEL TESTO FINALE...

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Concetto Vecchio per “la Repubblica” - Estratti

 

Alla fine il diritto allo studio prevale ancora sull'istinto vannacciano. È quello che il Quirinale aveva chiesto, ovvero di rispettare lo studente prima di tutto, e ora la formula compare più volte nella legge sulla scuola. Ma quanta fatica. Quanta pazienza costituzionale.

giorgia meloni - sergio mattarella - foto lapresse

 

Le prime bozze governative erano molto più draconiane di come il testo è poi uscito ieri pomeriggio dal Consiglio dei ministri. Nella prima si prevedeva addirittura il ricorso al tribunale dei minorenni, tramite i servizi sociali, per togliere la patria potestà ai genitori degli alunni stranieri che non avessero osservato l'obbligo di studiare l'italiano. In un'altra bozza si era arrivati a minacciare il mancato rinnovo del permesso di soggiorno. 

 

Chi è stato emigrato nella Svizzera degli anni Sessanta e Settanta, sa che solo pochi genitori parlavano davvero lo schwiizerdutsch, o il tedesco: si presentavano ai colloqui accompagnati dai figli perfettamente bilingue ed erano poi i ragazzi a fare da tramite con le maestre e i professori.

 

Consapevoli di questa memoria nazionale - siamo da sempre un Paese di emigrati - alla fine queste norme draconiane sono saltate. Il Quirinale ha anche suggerito di togliere le multe ai genitori che si presentano col niqab ai colloqui.

 

giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse

E per una doppia ragione, che rappresenta l'essenza del pensiero di Sergio Mattarella: non solo perché avrebbe leso l'identità religiosa di un adulto, ma anche perché avrebbe finito per allontanarlo dalla scuola, sottraendolo al dialogo con l'istituzione, emarginandolo, col rischio di innescare derive estremistiche. Anche un altro degli inviti di Mattarella è stato accolto, quello di garantire comunque prossimità agli studenti stranieri che non rientrano nel tetto del 30 per cento. Non si può sradicare un ragazzo dalla sua zona di residenza solo per un fatto ideologico. 

 

Queste sono alcune delle deroghe che faticosamente si è riusciti a far passare. Le scappatoie però sono così tante che ci si chiede se questo decreto sarà mai applicabile nel concreto. Il presidente lo firmerà?

 

sergio mattarella giorgia meloni

È tornato ieri sera alle 19 da Torino, dov'era in visita, e solo da oggi lo esaminerà nella sua forma approvata. La sensazione è che, considerata l'intensa interlocuzione con Chigi, alla fine il via libera arriverà. Il fatto che il governo vi abbia messo dei soldi per attuare la riforma, 17 milioni solo sul potenziamento linguistico, giustificherebbe l'urgenza del decreto legge, anche perché i corsi partirebbero subito. E poi le misure richiedono laboriosa pianificazione per il prossimo anno scolastico. 

 

Un costituzionalista come Alfonso Celotto non ha nascosto le sue perplessità sotto il profilo della costituzionalità, a cominciare dalla questione delle alunne con burqa e niqab e della «multa fino a mille euro per i genitori». Secondo il docente ordinario di Diritto costituzionale all'Università Roma Tre sul divieto di utilizzabilità nelle aule scolastiche della veste che copre interamente il corpo e il volto, si apre un «enorme problema di reciprocità».

meloni mattarella