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MATTONI E SOLDONI! – MENTRE FA FATICA A TENERE A BADA I MALUMORI INTERNI ALLA LEGA, MATTEO SALVINI CONTINUA A ELARGIRE POLTRONE “RICCHE” E DI PRESTIGIO. SUL “PIANO CASA” (CHE OGGI HA VUTO IL VIA LIBERA ALLA CAMERA) HA OTTENUTO LA NOMINA A COMMISSARIO STRAORDINARIO DI FELICE SQUITIERI, ARCHITETTO E GIÀ DIRIGENTE DELLA LEGA NEL LAZIO: UN INCARICO CON UNO MAXI-STIPENDIO DA 311MILA EURO LORDI L’ANNO (PER QUESTI MESI DEL 2026 SONO PREVISTI 181.800 EURO) – NON È ANCORA CHIARO COSA FARÀ DI CONCRETO SQUITIERI, LA CUI NOMINA È STATA CALDEGGIATA DA DURIGON…
1. PIANO CASA: VIA LIBERA ALLA CAMERA CON 165 SÌ, PASSA AL SENATO
matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse
(LAPRESSE) - L'Aula della Camera ha approvato il decreto Piano Casa con 165 sì, 117 no e 5 astenuti.Il provvedimento passa al Senato.
2. PIANO CASA PER SALVINI: ECCO IL MAXI STIPENDIO AL COMMISSARIO LEGHISTA
Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per www.editorialedomani.it
Fa fatica a tenere a bada i malumori interni, ma Matteo Salvini continua a elargire poltrone ricche e di prestigio. Sul Piano casa ha ottenuto quanto voleva: la nomina a commissario straordinario – fino al dicembre 2027 – di Felice Squitieri, architetto di professione, già dirigente della Lega nel Lazio, prima responsabile dei Castelli romani e poi a capo del dipartimento Energia e sviluppo della Lega regionale.
In attesa di capire cosa farà di concreto, è stato preparato un maxi stipendio nel decreto ministeriale firmato qualche giorno fa: 181.800 euro (lordi) all’anno, e cassa di previdenza se dovute (perché l’incarico parte con l’anno iniziato). Mentre per il 2027 il compenso è di 311.658 euro annui.
Il profilo è molto caldeggiato dal vicesegretario, Claudio Durigon, che ha il controllo del partito nel Lazio e resta il regista delle nomine. Un segnale anche ai nordisti del partito: finché ci sarà Salvini, i nomi vengono scelti da Durigon. E non dal settentrione.
Squitieri, che è già componente delle commissioni tecniche Via e Vas al ministero dell’Ambiente, avrà a disposizione l’indicazione di esperti e una struttura dal costo di almeno mezzo milione di euro.
Il vicepremier leghista ha messo la propria impronta con un suo uomo. Ora, d’altra parte, non avrà più alcun alibi in caso di ritardo sul Piano casa. [...]
Il vicepremier vuole dare le carte anche nel confronto con gli alleati. A cominciare dalla candidatura a sindaco di Milano con lo sguardo rivolto alla regione Lombardia. Le due competizioni vanno in parallelo, almeno per i nomi della coalizione di centrodestra.
matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse
Un fatto è chiaro: non vuole fare passi indietro. Per questo ha celebrato la prima riunione della “cabina di regia”, ufficialmente denominata tavolo di coordinamento. Al di là delle etichette è il modo per coinvolgere i presidenti di regione e gli amministratori per dialogare e spaccare il fronte nordista.
Secondo i consiglieri del leader leghista, l’anello più debole, o quantomeno più ragionevole, della catena è il governatore del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga, più disposto al confronto.
L’ala più vicina al presidente del Consiglio regionale in Veneto, Luca Zaia, è invece convinta che servirebbe un cambio di leadership. Prima possibile. Con lo scopo di rifare una Lega stile “vecchio Carroccio”, radicata al settentrione senza velleità nazionali. L’incontro, con tutti i convocati, è stato interlocutorio.
L’operazione-gazebo a Milano è stata organizzata da Salvini per dare un segnale di controllo sul partito. I numeri sono stati forniti dalla macchina leghista, ci sarebbero stati 10mila votanti e più della metà a favore del vicepremier come primo cittadino ideale milanese. «Sto facendo il ministro, conto di fare il ministro», ha detto, gongolando comunque per la consultazione informale tra gli iscritti.
L’iniziativa, come preventivato, è servita a garantire una piattaforma alla vicesegretaria Silvia Sardone, indicandola come possibile candidata a Milano: è stata seconda più votata ai gazebo, davanti al sottosegretario Alessandro Morelli.
L’attuale eurodeputata non ha nascosto la propria ambizione: «Mi candiderei alle primarie di coalizione». L’investitura di Sardone è pure una risposta a chi la indicava in avvicinamento a Roberto Vannacci. L’impegno su Milano di Salvini, che ha chiesto una scelta veloce, «prima dell’estate».
matteo salvini e silvia sardone
Lasciando aperta la porta a Maurizio Lupi, guida di Noi Moderati, ma che è notoriamente il candidato di Ignazio La Russa. «Finché non ci sediamo al tavolo a discutere, più che ascoltare i milanesi non possiamo fare», ha sottolineato Salvini.
La partita per la città abbraccia quella più ampia per le regionali in Lombardia. Il vicepremier è consapevole di non poter cedere a cuor leggero la candidatura a Fratelli d’Italia per il dopo-Fontana, come previsto dal patto non scritto che ha concesso ai leghisti di proporre Alberto Stefani in Veneto. [...]
Maurizio Fugatti - Luca Zaia - Attilio Fontana - Massimiliano Fedriga
ZAIA - GIORGETTI - FONTANA - CALDEROLI - SALVINI - FEDRIGA
CLAUDIO DURIGON
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