
DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA…
Da "Panorama"
1. SAN RAFFAELE, LITE FRA GLI ADVISOR...
Scoppia la lite fra gli advisor mentre il San Raffaele rischia il fallimento. Lo studio Borghesi Colombo di Milano aveva messo a punto il primo piano di salvataggio dell'ospedale con il consigliere d'amministrazione Carlo Salvatori. Ma, con l'arrivo del Vaticano, Borghesi ha perso l'incarico e gli è subentrato il suo vecchio socio, ora concorrente: lo studio Vitale. Così, mentre Borghesi aspetta ancora di essere pagato, Vitale ha redatto il nuovo piano.
Intanto è giallo sull'abbandono di Enrico Bondi, chiamato al capezzale dell'ospedale su iniziativa delle banche creditrici, rappresentate dall'avvocato bresciano Gregorio Gitti. Ufficialmente il manager che ha salvato la Parmalat ha lasciato il San Raffaele lo scorso 31 agosto, dopo avere chiuso lo stato passivo del bilancio. Ma sono in molti a chiedersi il perché del suo abbandono alla vigilia della presentazione del piano in tribunale. Sembra che nella relazione finale Bondi abbia fatto pesanti rilievi sull'operato dei precedenti amministratori, ora al vaglio della procura. (Ignazio Ingrao)
2. I CAPRICCI DI VICTORIA...
La nuova conduttrice di Quelli che il calcio, Victoria Cabello, ha un truccatore esterno alla Rai, privilegio che farà storcere il naso a Milly Carlucci e Antonella Clerici, costrette dalla circolare del dg Lorenza Lei a servirsi, per economizzare, di visagisti e parrucchieri interni. Cabello si è impuntata e Lei ha concesso un contratto di tre mesi al make-up artist. Lo affiancheranno colleghi Rai che poi, per 1.300 euro al mese, si prenderanno cura della conduttrice. (A.P.)
3. IMPRONTE DIGITALI: PER UNA VOLTA TOCCA AI LEGHISTI...
Più che un pellegrinaggio un martirio: ore alla dogana, durante il viaggio tra Israele e Giordania, per le impronte digitali e la scansione delle iridi. Cosa che ha fatto inalberare i parlamentari leghisti sottoposti, con gli altri onorevoli-pellegrini, come per contrappasso, a un trattamento che loro avevano chiesto per i clandestini. «E poi i razzisti eravamo noi!» sbotta con Panorama la deputata del Carroccio Paola Goisis di ritorno dalla visita in Terra Santa. (P.S.)
4. FLI ADDIO, ROSSI FA ROTTA VERSO DI PIETRO...
Nel Fli tira aria di scissione. Lo si comprende dall'umore di Filippo Rossi l, il movimentista animatore del Futurista, che non perde occasione per manifestare insofferenza verso il partito. Non solo, Rossi critica l'appoggio a Michele Iorio in Molise e mette sotto accusa Italo Bocchino. A Rossi insomma il Fli così com'è non piace più. E si parla già dei «circoli» del Futurista e di un movimento che dovrebbe rappresentare lo strappo finiano più intransigente.
Se Fabio Granata è la guida di questa corrente, tocca a lui tastare il polso dei militanti irriducibili. Ma quale sarà l'approdo? Direzione Di Pietro?
5. GUERRA DI SUCCESSIONE AL VERTICE DELLO STATO MAGGIORE...
Una proroga così breve non si era mai vista e non è piaciuta all'interessato: il capo di stato maggiore dell'Esercito, Giuseppe Valotto, 65 anni il 13 ottobre, resterà in carica fino all'8 novembre. Mentre lui sperava che il governo gliene concedesse una molto corposa, infuria la battaglia tra i possibili eredi: Domenico Rossi, attuale sottocapo; Giorgio Cornacchione, al vertice del comando interforze; Rocco Panunzi, comandante logistico; Carlo Gibellino; Francesco Tarricone, che guida le forze operative terrestri. E Claudio Graziano, capo di gabinetto del ministro Ignazio La Russa, che a 58 anni scavalcherebbe i più anziani. (S.V.)
6. ANPI, FESTA BIPARTISAN NELL'«ALTO FRIULI»...
L'arcivescovo e il presidente dell'Anpi, il Quirinale e Palazzo Chigi, l'università e la De Agostini: l'Anpi festeggia i 150 anni dell'unità d'Italia con una celebrazione bipartisan, un convegno e una mostra sulla prima repubblica partigiana. L'iniziativa, voluta dall'imprenditore Giovanni Spangaro, si svolge fino al 25 settembre ad Ampezzo (Udine), capitale della ex «Zona libera della Carnia e dell'Alto Friuli». (E.B.)
7. VLADIMIR «VERDININ» SCRIVE AL PREMIER...
Si firma Vladimir Il'icUl'janov, detto «Verdinin» perché «ho letto Lenin e su certe cose avremmo molto da imparare da lui». Così scrive Denis Verdini al Cavaliere in una lettera riservata sulla manovra economica. «Sono il rivoluzionario Verdini» dice il deputato del Pdl. «Dismettere il patrimonio dello Stato»: questa per Verdini-Lenin sarebbe «una misura concreta di rivoluzione liberale» che gli italiani si aspettano, senza scomodare Marat e Bakunin.
8. I «PROBLEMI PERSONALI» DI LOMBARDO...
Sapeva già , Giorgio Napolitano, che il governatore siciliano, Raffaele Lombardo, sarebbe stato processato per voto di scambio? La domanda è legittima perché durante la recente visita a Palermo il capo dello Stato ha incontrato Lombardo solo in maniera riservata, in albergo, dopo che il governatore non lo aveva accolto nell'isola per «problemi personali».
Una settimana dopo, il 14 settembre, il leader del Mpa è stato rinviato a giudizio per presunti reati elettorali evitando l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Sull'assenza di Lombardo circola però anche un'altra spiegazione: la profonda inimicizia che nutre verso Enrico La Loggia, figlio di uno dei padri dell'autonomia siciliana, celebrato a Palermo dal capo dello Stato. (R.A.)
9. CAMERA NASCOSTA...
ONOREVOLI PIPà - Vespasiano della Camera. Mi volto e vedo il presidente della Camera. Gianfranco Fini mi chiede come me la stia passando. Gli rispondo: «Bene, compatibilmente». Lui fa la faccia di circostanza e osserva come gli avvenimenti abbiano preso una brutta piega. Già che ci sono, compio un gesto scaramantico...
D'ALEMA E LA «GRASSA» - Massimo D'Alema segue il mio consiglio e alla buvette ordina un panino con la cotoletta. à contento del mio suggerimento, però me la dà vinta solo a metà perché aggiunge che nella «mia» Bologna si mangia troppo pesante. Che sia colpa di Pier Luigi Bersani?
BARANI IN MUTANDE - Ho colto in fallo Lucio Barani (Pdl) che, notoriamente, si presenta sempre con un garofano rosso nel taschino della giacca. Per la prima volta, l'ho scoperto senza il trofeo floreale che testimonia la militanza socialista. Dove? Nella piccola palestra della Camera: era in mutande. (Giancarlo Mazzuca, parlamentare Pdl)
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