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IL MELONELLUM COSTRINGERA' LA SINISTRA A CORRERE VERSO LE PRIMARIE - LA LEGGE ELETTORALE, CHE STA PER ESSERE APPROVATA DAL PARLAMENTO, OBBLIGA LE COALIZIONI AD INDICARE, NEL PROGRAMMA DA DEPOSITARE AL VIMINALE, IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER DA PROPORRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. E CHI NON LO FA, NON POTRA' PRESENTARE LE LISTE! - LA NORMA INSERITA SOTTOTRACCIA DALLA MAGGIORANZA E’ UN CALCIONE AL "CAMPO LARGO", CHE FATICA A DARSI UN LEADER (E ANCORA NON HA UN PROGRAMMA...)
Estratto dall’articolo di V. Pic. per il “Corriere della Sera”
Voto aula senato legge elettorale
Per la maggioranza è lo Stabilicum che dà governabilità. Per l’opposizione è il Melonellum che aggira la Costituzione e introduce il premierato per legge ordinaria. [...] Ma cosa prevede davvero il testo della legge elettorale licenziato dal Senato che attende ora il passaggio definitivo alla Camera?
Ogni formazione dovrà obbligatoriamente indicare il nome del proprio candidato presidente del Consiglio favorito nel programma al momento della presentazione del simbolo, pena l’inammissibilità delle liste.
Dovrà essere lo stesso in caso di coalizione. Non comparirà sulla scheda elettorale e sarà solo una proposta, viene specificato nel testo, con un richiamo all’articolo 67 della Costituzione che prevede l’assenza di vincolo di mandato e uno all’articolo 92 sulla prerogativa del capo dello Stato di nomina del presidente del Consiglio. [...]
protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse
La nuova legge è un sistema misto. È un proporzionale corretto da un sostanzioso premio di maggioranza: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, con un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori.
Ogni coalizione presenterà un listone nazionale con i candidati al premio di governabilità che rispetta l’equilibrio di genere (60-40%). I candidati devono essere, obbligatoriamente, anche candidati come capilista o tra quelli da scegliere con le preferenze.
Vince chi ottiene più voti, ma solo se ha superato la soglia del 42% in entrambe le Camere. Se non la si raggiunge, oppure in caso di esiti diversi tra Camera e Senato, scatta il proporzionale puro senza premio di governabilità.
Dopo un acceso scontro, esterno e interno alle coalizioni, la legge reintroduce le preferenze, assenti dal ’93. Ma con un meccanismo misto. I capilista saranno bloccati. [...]
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
Per i capilista non c’è, come nel Rosatellum, la quota di genere minima (60%-40%). Nelle preferenze in lista invece si esprimono fino a tre preferenze con l’alternanza. Senza, ne è concessa una sola.
Sale da 1.500 a 6 mila il numero minimo di firme per collegio che chi non ha rappresentanza in Parlamento deve raccogliere per presentarsi alle elezioni. Esentato chi ha due gruppi in Parlamento o chi ne ha almeno uno formato entro il 31 dicembre 2025 (come Italia viva e Azione).
nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (5)
Per chi, come +Europa o FnV di Roberto Vannacci, ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento, resta la richiesta di 1.500-2 mila firme a collegio. [...]
Resta la soglia di sbarramento al 3% per le liste, ma viene ripescato il primo tra chi non la supera. Per le coalizioni resta la soglia del 10%. Nessuno sbarramento invece per contribuire al computo generale e al premio di maggioranza. [...]
Elly Schlein e Giuseppe Conte
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
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