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IL MONDO BRUCIA E L'EUROPA È PARALIZZATA (SAI CHE NOVITÀ) - PER ARGINARE LA CRISI ECONOMICA CAUSATA DALLA GUERRA DI TRUMP, ALL'EUROGRUPPO LA SPAGNA PROPONE L'EMISSIONE DI NUOVO DEBITO COMUNE PER 850 MILIARDI DI EURO OGNI ANNO -I PAESI "FRUGALI" DICONO "NO" AGLI EUROBOND, ANZI: LE NAZIONI DEL NORD EUROPA SPINGONO PER TAGLIARE I PRESTITI AGLI STATI MEMBRI - IL COMMISSARIO AGLI AFFARI ECONOMICI, DOMBROVSKIS, AMMETTE IMPLICITAMENTE CHE L'UE NON TOCCA PALLA NELLA CRISI IN MEDIORIENTE: "LA SITUAZIONE RIMANE OFFUSCATA DA UN'ELEVATA INCERTEZZA E VOLATILITÀ. IL PIÙ GRANDE INTERVENTO ECONOMICO IN TERMINI DI PREZZI DELL'ENERGIA È LA DE-ESCALATION DEL CONFLITTO"
Estratto dell'articolo di Claudio Tito per "la Repubblica"
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
«L'economia europea si sta dimostrando resiliente di fronte a questo shock dell'offerta di petrolio e gas». Dopo gli ultimi attacchi americani in Iran e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz, l'Unione europea cerca di ridimensionare le difficoltà ma non le nasconde. E anzi durante la riunione dell'Eurogruppo (i ministri finanziari dei Paesi che hanno adottato la moneta unica) il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, ammette che «la situazione rimane offuscata da un'elevata incertezza e volatilità».
VLADIMIR PUTIN E DONALD TRUMP - IL PEGGIOR INCUBO PER L EUROPA- PRIMA PAGINA THE ECONOMIST
È evidente che la prosecuzione del conflitto nel Golfo Persico ha "implicazioni" dirette sulla crisi energetica e quindi sulla salute delle economie del Vecchio Continente. Nello stesso tempo, almeno per il momento, l'Unione non sembra intenzionata a muovere un passo: «Il più grande intervento economico – ripete Dombrovskis – in termini di prezzi dell'energia è la de-escalation del conflitto». Quasi un'ammissione di impotenza.
Nelle settimane scorse è stata concessa più flessibilità attraverso l'estensione della clausola di salvaguardia nazionale per le spese sulla difesa anche a quelle per l'energia. Strumento che non è ancora concretamente disponibile e probabilmente non lo sarà prima del prossimo settembre.
Ma molti Stati membri temono che a questo punto possa comunque non bastare. E infatti la Spagna propone l'emissione di nuovo debito pubblico (come per il Covid). Ma il presidente dell'Eurogruppo, il greco Kyriakos Pierrakakis, l'ha già stoppata facendo notare che si tratta di un'idea che non gode del consenso sufficiente.
STRETTO DI HORMUZ - INGORGO DI IMBARCAZIONI - 23 GIUGNO 2026
L'ipotesi di Madrid è di istituire un Meccanismo europeo per il debito sovrano centralizzando una parte dei 27 debiti pubblici. Idea che trova il sostegno di Roma. «L'Italia vede con favore la proposta spagnola» di emettere un debito comune aggiuntivo Ue fino a 850 milioni l'anno per fornire prestiti ai Paesi membri, hanno fatto sapere fonti del Mef.
Ma i cosiddetti Paesi "frugali" non hanno alcuna intenzione di aprire un dossier di questo tipo. Persino sul prossimo bilancio europeo, gli stessi partner del Nord Europa stanno spingendo per tagliare le risorse.
Per di più è ormai chiaro che l'Iran, insieme all'Oman, puntano a far pagare un pedaggio ai mercantili che attraversano lo stretto di Hormuz. Una pratica che si ripercuoterebbe direttamente sui prezzi di gas e petrolio. [...]
Le borse per ora hanno reagito in maniera neutra (ieri le piazze europee, tranne Londra, hanno chiuso tutte in positivo) ma il timore è che la prossima settimana le ripercussioni possano essere più pesanti. Considerando che Washington non esclude di portare avanti gli attacchi per diversi giorni. Mentre Teheran minaccia di mettere in campo una "risposta schiacciante". E che la responsabilità del blocco è da attribuire esclusivamente agli Stati Uniti. [...]
Valdis Dombrovskis e Giorgia meloni a palazzo chigi
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
donald trump europa
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