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Ignazio Ingrao per "Panorama"
Per un mese e mezzo gli investigatori hanno ascoltato le conversazioni dell'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, e dei suoi più stretti collaboratori dopo l'aggressione del 4 novembre 2011 in Curia, per la quale è finito in carcere il pregiudicato Elio Baschini. Dialoghi privati, a volte molto personali, spesso in codice perché gli intercettati sospettavano di essere ascoltati dalla polizia. Ora i brogliacci di queste conversazioni sono stati depositati insieme con l'avviso di chiusura delle indagini.
E si scopre che il cardinale Betori il 2 dicembre va in udienza dal Papa e si lamenta di essere finito sotto la lente degli inquirenti. Benedetto XVI, secondo quanto riferisce lo stesso Betori all'amico Carlo in una telefonata dal 4 dicembre, gli avrebbe dato «rassicurazioni in merito alla vicenda» e avrebbe promesso di «sistemare la cosa». à sempre Betori a lamentarsi con un suo collaboratore il 22 novembre per essere stato convocato dalla polizia «senza avere concordato data e ora». Ed è irritato per il fatto che «gli inquirenti non demordono dall'idea di una sua reticenza riguardo alla rappresentazione dei fatti».
Nelle intercettazioni è finito anche il segretario di Betori, don Paolo Brogi, ferito dall'attentatore, mentre commenta l'accaduto con un'amica. Ed è finito anche Daniele Rialti, per 17 anni viceparroco della Chiesa di San Giovanni evangelista a Empoli e figura simbolo delle comunità neocatecumenali fiorentine. Don Rialti (sul quale poi la procura ha aperto un fascicolo per presunti abusi sessuali) viene ascoltato dagli inquirenti mentre parla con un giovane albanese e con una brasiliana.
Dall'avviso di chiusura delle indagini emerge anche un particolare inedito: poco dopo l'attentato, da una cabina vicina alla curia è partita una chiamata al cellulare del rettore della Basilica di Santa Croce, Antonio Di Marcantonio. Gli inquirenti annotano la stranezza tempistica della telefonata. Ma il religioso, interpellato da Panorama, dice di non essere mai stato interrogato e di non ricordare quella telefonata. Chiuse le indagini, resta il mistero di una chiamata che forse avrebbe potuto essere d'aiuto per l'inchiesta.
Giuseppe Betori
PADRE GEORG E RATZINGER
HENRY MOORE A FIRENZE
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