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CHE MI VENGA UN GOLFO: QUEI PARACULI DEI SOVRANI ARABI ORA FRIGNANO PER GLI ATTACCHI IRANIANI, MA FINO A SABATO PRIVATAMENTE FACEVANO PRESSIONE SU TRUMP PER COLPIRE L’ODIATO KHAMENEI – IL COMUNICATO CONGIUNTO: “GLI ATTACCHI SONO INTOLLERABILI, NON POSSONO ESSERE LASCIATI SENZA RISPOSTA” – ATTACCANDO TUTTI I PAESI DEL GOLFO, L’IRAN PERÒ SI STA AUTO-CONDANNANDO: FA CREDERE CON I FATTI DI ESSERE UNA VERA MINACCIA, AL PUNTO CHE VENGONO RISPOLVERATI GLI ACCORDI DI ABRAMO E UN POSSIBILE INGRESSO DEI SAUDITI, CHE SANCIREBBE L’ISOLAMENTO DEFINITIVO DI TEHERAN NEL MONDO MUSULMANO...

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donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 7

PAESI ARABI DEL GOLFO, 'ATTACCHI IRAN INTOLLERABILI, PRONTI A RISPOSTA'

(ANSA) – I paesi arabi del Golfo alleati degli Stati Uniti si dicono uniti nel valutare ipotesi di risposta militare all'Iran in nome del diritto all'autodifesa dopo gli attacchi iraniani nei loro rispettivi territori.

 

Lo riferisce la tv panaraba al Jazira, che riporta le dichiarazioni, tra gli altri, del portavoce del ministero degli esteri del Qatar, secondo cui gli attacchi iraniani in corso "non possono essere lasciati senza rappresaglia".

 

In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti affermano "il diritto di autodifesa" contro questi attacchi per "difendere i nostri cittadini"

 

hotel fairmont the palm colpito dai BOMBARDAMENTI iraniani

COLPENDO I SUOI VICINI, L’IRAN HA RAFFORZATO LA DETERMINAZIONE DEL GOLFO A REAGIRE

Traduzione di un estratto dell’articolo di Yaroslav Trofimov per www.wsj.com

 

Il regime iraniano, decapitato nelle prime ore della campagna congiunta statunitense-israeliana iniziata sabato, ha risposto colpendo almeno nove Paesi in tutto il Medio Oriente, scatenando una guerra di portata realmente regionale.

 

Il calcolo apparente era che, prendendo di mira le ricche monarchie del Golfo Persico, influenti presso l’amministrazione Trump, Teheran potesse costringere Washington e Israele a una rapida de-escalation.

 

L’aspettativa iraniana era che, comprimendo il traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz e interrompendo il traffico aereo, avrebbe inflitto un dolore insostenibile alle nazioni del Golfo, fortemente dipendenti da lavoratori espatriati, turismo e commercio internazionale.

 

trump con netanyahu con i ministri degli esteri di bahrein e emirati arabi uniti

Finora, questo calcolo sembra essersi ritorto contro. Gli Stati del Golfo, scossi da ondate di droni e missili iraniani diretti contro hotel, porti e aeroporti, stanno concludendo che la minaccia iraniana debba essere affrontata. Piuttosto che cercare una via d’uscita, l’umore prevalente nel Golfo — almeno per ora — è che al regime iraniano non possa essere consentito di farla franca dopo un’offensiva senza precedenti contro i vicini.

 

«L’Iran si sta presentando ai Paesi e ai popoli del Golfo dicendo: “Sapete, in realtà sono la vostra minaccia numero uno”. Questo ha implicazioni di lungo periodo, a prescindere da chi sia effettivamente al potere in Iran», ha dichiarato in un’intervista Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti. «Colpire gli Stati del Golfo è completamente irrazionale e molto miope».

 

[…]

STRETTO DI HORMUZ

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, impegnati fino al weekend in un aspro confronto diplomatico, hanno accantonato per ora le divergenze, mostrando un fronte unito contro l’Iran.

 

[…]  I principali Stati del Golfo hanno rapidamente spostato la loro politica estera da una linea di riavvicinamento con l’Iran a qualcosa che rasenta l’accettazione dell’idea che un cambio di regime a Teheran potrebbe essere auspicabile. […]

 

LO SCUDO DEL GOLFO CONTRO IL REGIME DELL'IRAN

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 2

[…] Il linguaggio del Medio Oriente ha dei codici precisi e quando a gennaio i sauditi dicevano che avrebbero negato agli americani lo spazio aereo per agire contro l’Iran in realtà stavano soltanto imbellettando la loro immagine di potenza che crede nelle soluzioni diplomatiche.

 

Sotto al belletto, invece davano agli americani gli stessi consigli che sussurravano gli israeliani. Il Washington Post ha raccontato delle frequenti telefonate di Bin Salman con Trump, una fonte israeliana vicina all’intelligence ha confermato al Foglio che Israele non ha mai creduto che Riad potesse essere un freno all’azione.

 

meme sulla morte di khamenei

La Repubblica islamica dell’Iran ha reso possibile l’impossibile, ha fortificato una coalizione che fino a qualche anno fa era non soltanto inesistente, ma assurda da concepire, e ha ridotto le distanze fra Israele e l’Arabia Saudita.

 

Israele e gli Stati Uniti hanno atteso prima di colpire, cercavano il momento perfetto, la riunione più affollata, l’effetto sorpresa ideale. La campagna di bombardamenti che ha ucciso la Guida suprema Ali Khamenei, decapitato il regime, colpendolo nella sua struttura politica, militare, religiosa, di polizia, non lascia nulla al caso.

 

hotel fairmont the palm colpito dai BOMBARDAMENTI iraniani

Dall’altra parte invece la Repubblica islamica […] ha lanciato missili e droni non soltanto contro Israele, dove finora sono morte nove persone; non soltanto contro gli americani, i soldati uccisi sono cinque; ma anche contro i paesi del Golfo. Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Giordania, Arabia Saudita e anche Qatar e Oman si sono dovuti difendere dai colpi dell’Iran, che ha attaccato non solo obiettivi militari. Il grosso delle armi della Repubblica islamica è stato intercettato, c’è stata una vittima ad Abu Dhabi.

 

Dopo gli Accordi di Abramo, in Medio Oriente ha iniziato a disegnarsi una coalizione nuova, fatta di paesi che all’ideologia preferivano gli affari, quindi alle tensioni preferivano l’istituzione di relazioni normali con Israele.

 

meme sulla morte di khamenei

Il piano è un prodotto della prima Amministrazione Trump, il presidente Joe Biden ne comprese la portata rivoluzionaria e continuò a lavorarci. Per tutti il coronamento ideale era e rimane l’ingresso dei sauditi nell’intesa: Biden chiese al suo segretario di stato di lavoraci.

 

Anthony Blinken ci provò, poi arrivò il 7 ottobre che fu anche un tentativo di uccidere la stagione degli accordi. Non avvenne: i sauditi hanno continuato a lavorare dietro le quinte, mentre chi era entrato negli Accordi di Abramo c’è rimasto.

 

In questi giorni, la rivoluzione è diventata ancora più importante, perché l’attacco dell’Iran contro i paesi del Golfo sancisce la nascita di una coalizione che fino a sabato non esisteva. Teheran l’ha creata, ha sparato su tutto il Golfo, attaccando simultaneamente paesi che non aveva mai etichettato come  una minaccia al regime, ha tirato paesi neutrali al di fuori della loro neutralità, li ha messi tutti dalla stessa parte, contro se stesso. […] Ha reso infrangibili gli Accordi di Abramo già esistenti. Ha dato ragioni in più a chi continua a esplorare l’intesa da anni. Ha avvicinato chi non voleva sentirne neppure parlare.

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO CHE HA DISTRUTTO IL QUARTIER GENERALE DI ALI KHAMENEI bombardamenti iraniani a dubai 4donne iraniane al voto nel 2021influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 10hotel burj al arab colpito dai droni iranianibombardamenti iraniani a dubai 5bombardamenti iraniani a dubai 1bombardamenti iraniani a dubai 3trump bin salman casa bianca 1