javier milei motosega

MILEI, PESSIMO DIREI – IL PRESIDENTE ARGENTINO VUOLE ABROGARE GLI "ESTATUTOS", METTENDO FINE ALLA STABILITÀ DEL GIORNALISMO PROFESSIONISTA NEL NOME DELLA “FLESSIBILITÀ” LAVORATIVA. VIA IL TETTO ORARIO SETTIMANALE DI 36 ORE, COSÌ COME LA GIUSTA REMUNERAZIONE PER STRAORDINARI E TURNI NOTTURNI. PREVISTE GIORNATE LAVORATIVE FINO A DODICI ORE E SI APRE AL PAGAMENTO IN NATURA FINO AL 100% DELLO STIPENDIO, CON ALIMENTI, ABITAZIONE, SERVIZI O VALUTA ESTERA - IL GOVERNO MILEI VUOLE INOLTRE LEGARE LO STIPENDIO ALLA PRODUTTIVITÀ E…

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Estratto dell'articolo di Estefano Tamburrini per www.ilfattoquotidiano.it

 

javier milei elezioni di meta mandato

La motosega si abbatte contro la stampa  […] È già in agenda, a Buenos Aires, l’abrogazione degli Estatutos che dal 1946 tutelano i diritti dei giornalisti professionisti e degli impiegati amministrativi degli editori […]

 

L’eliminazione delle norme – che fanno da scudo per la categoria – è prevista nell’articolo 194 del progetto di legge di Modernizzazione del lavoro, che dal 11 febbraio sarà discussa al Senato, dove il presidente Javier Milei sostiene di contare su più di 40 voti, superando il quorum, poiché i senatori sono 72. […]

javier milei dopo la vittoria alle elezioni di meta mandato 5

 

l’abrogazione degli Estatutos metterebbe fine alla stabilità del giornalismo professionista nel nome della “flessibilità” lavorativa. Via il tetto orario settimanale di 36 ore, così come la giusta remunerazione per straordinari e turni notturni. Previste invece giornate lavorative fino a dodici ore e si apre al pagamento in natura fino al 100% dello stipendio, con alimenti, abitazione, servizi o valuta estera. Il governo Milei vuole inoltre legare lo stipendio alla produttività, senza specificare oltre e generando ulteriore incertezza tra gli addetti ai lavori. […]

javier milei con donald trump

 

Con la riforma sparisce anche il preavviso di sei mesi in caso di licenziamento. Inoltre, ai datori di lavoro costerà di meno interrompere il rapporto lavorativo, con tredicesime, vacanze e premi esclusi dall’indennizzo.

[…]

Secondo Fopea, Foro de periodismo argentino, il 2025 è stato un anno nero per la libertà di stampa nel Paese, con 278 attacchi – aggressioni fisiche, querele temerarie e insulti – subiti dai giornalisti per ragioni politiche: +55% rispetto al 2024 e +139% se paragonato al 2023. Buona parte degli attacchi riconducono allo stesso Milei, che dal 2023 al 2025 avrebbe pubblicato 113.649 post offensivi contro i comunicatori, chiamandoli “delinquenti”, “scimmie”, “terroristi”.

Javier Milei canta allo stadio Movistar Arena di Buenos Aires

 

Il climax è stato raggiunto il 12 marzo 2025, quando Pablo Grillo, fotoreporter indipendente, è stato violentemente colpito alla testa da una cartuccia di gas lacrimogeno sparata da un agente di polizia. Grillo ha subito una lesione cerebrale, ed è ancora in fase di recupero. Nel giro di un anno le violenze fisiche contro gli sono aumentate del 66%: quasi tutti gli episodi sono riconducibili alle Forze dell’ordine.

 

JAVIER MILEI - GIORGIA MELONI

“Non odiamo abbastanza i giornalisti”, si legge in un post pubblicato il 15 giugno 2025 sull’account X @JMilei (immagine sopra). Persino Human Rights Watch si dice preoccupata della situazione, spiegando – nel suo dossier annuale – che l’atteggiamento di Milei “fa male alla democrazia argentina”, perché impiega una “retorica ostile per stigmatizzare i giornalisti”.

javier mileiJAVIER MILEI