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IL MIRACOLO DI NORDIO SUL PNRR! – IL GUARDASIGILLI HA ANNUNCIATO IL RAGGIUNGIMENTO DI TUTTI GLI OBIETTIVI DEL RECOVERY SULLA GIUSTIZIA, COMPRESO QUELLO CHE FINO A POCHI MESI FA SEMBRAVA IRRAGGIUNGIBILE: LA RIDUZIONE DELLA DURATA DEI PROCESSI CIVILI, CALCOLATA ATTRAVERSO LA FORMULA “DISPOSITION TIME”, CHE MISURA IL TEMPO TEORICO DI SMALTIMENTO DI UNA CAUSA NEI TRE GRADI DI GIUDIZIO. L’UE CI CHIEDEVA DI ABBATTERLO DEL 40%, E L’ITALIA È ARRIVATA ADDIRITTURA AL 50% – UN EXPLOIT CHE LASCIA SORPRESI: IN SOLI SEI MESI, DA DICEMBRE A GIUGNO, IL TAGLIO DEI TEMPI È SCHIZZATO DAL 28,8% AL 50% – “IL FATTO”: “OVVIAMENTE L’ANOMALIA STATISTICA NON BASTA A SUGGERIRE CHE I DATI NON SIANO ATTENDIBILI: ACCERTARE LA LORO VERIDICITÀ SPETTERÀ ALLA COMMISSIONE UE…”
Estratto dell’articolo di P. Fros. per “il Fatto Quotidiano”
FABIO PINELLI, VICEPRESIDENTE DEL CSM, E CARLO NORDIO
In questo 2026 avaro di soddisfazioni – il referendum perso, le carceri fuori controllo, la sua “zarina” Giusi Bartolozzi costretta a dimettersi – Carlo Nordio ha potuto festeggiare almeno un successo: il raggiungimento di tutti gli obiettivi del Pnrr sulla giustizia, compreso quello che fino a pochi mesi fa sembrava assolutamente fuori portata. Parliamo della riduzione della durata dei processi civili, calcolata attraverso una formula chiamata disposition time, che misura il tempo teorico di smaltimento di una causa nei tre gradi di giudizio.
Nel 2019 l’indicatore ammontava a 2.512 giorni, quasi sette anni: l’Europa ci chiedeva di abbatterlo del 40%, portandolo a 1.507 giorni – quattro anni circa – entro il 30 giugno del 2026. E a fine luglio il ministro, insieme al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Fabio Pinelli, ha annunciato trionfante che il target è stato addirittura sfondato di dieci punti, tagliando i tempi del 50% [...]
Eppure l’exploit ha stupito chiunque abbia seguito l’evoluzione del Pnrr giustizia. I risultati intermedi pubblicati ogni semestre, infatti, finora mostravano un disposition time che faticava parecchio a scendere, e a un certo punto aveva persino ricominciato a salire: al 31 dicembre 2024 la riduzione era ferma al 20,1%, appena la metà del necessario.
Nel 2025 il dato migliora, ma non quanto servirebbe: al 31 dicembre eravamo a -28,8%. Insomma, per farcela serviva un miracolo. E il miracolo puntualmente accade: da dicembre ’25 a giugno ’26 la riduzione schizza dal 28,8% al 50%, con un balzo di 21,2 punti in sei mesi che porta la durata attesa dei processi (sulla carta) a “soli” 1.250 giorni.
[...]
Ovviamente l’anomalia statistica non basta a suggerire che i dati non siano attendibili: accertare la loro veridicità spetterà alla Commissione europea. Ma lo sprint dell’ultimo semestre ha obiettivamente del clamoroso.
Per spiegarlo, ministero e Csm valorizzano una serie di misure straordinarie adottate nell’estate 2025: su tutte il cosiddetto “cottimo”, cioè il “prestito” di giudici ai tribunali più in difficoltà per smaltire pacchetti di sentenze a pagamento. Eppure l’adesione a quel meccanismo era stata deludente: il governo cercava 500 toghe volontarie, ma era riuscito a reclutarne meno della metà.
Tra le toghe qualcuno suggerisce che il boom sia frutto di altre misure, come l’introduzione di un meccanismo di risoluzione semplificata delle controversie previdenziali, capace di drogare le statistiche in tempi rapidissimi.
Ma c’è anche chi ricorda l’allontanamento di Giuliana Palumbo, dirigente di Bankitalia e dal 2018 a capo della Direzione generale di statistica del ministero, cacciata da Bartolozzi la scorsa estate, subito prima dei mesi decisivi. A dire l’ultima parola sul “miracolo italiano” sarà Bruxelles. Nel frattempo Nordio, per una volta, può festeggiare.
giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse
CARLO NORDIO
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