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UN MIRACOLO CHE SI CHIAMA OBAMA - RAMPINI A ''CIRCO MASSIMO'': "LA VITTORIA DI BIDEN HA DEL MIRACOLOSO, ERA DATO PER MORTO. ORA LA RINCORSA DI SANDERS DIVENTA COMPLICATA, ANCHE PERCHÉ LA MAGGIORANZA DEM È MODERATA. MA PER SOSTENITORI DI SANDERS, BIDEN È COME TRUMP. PROSSIME TAPPE IMPORTANTI, NEW YORK E MIDWEST" - L'INTERVENTO DI BARACK SU BUTTIGIEG E KLOBUCHAR È STATO DETERMINANTE. L'ESTABLISHMENT PER MANCANZA DI MIGLIORI ALTERNATIVE SI È COMPATTATO SULL'EX VICEPRESIDENTE. CHE PERÒ HA ANCORA TUTTI I PROBLEMI CHE LO AVEVANO DATO PER SPACCIATO FINO A 7 GIORNI FA
Da Circo Massimo - Radio Capital
Il Super Tuesday consacra la rinascita di Joe Biden. Dato da tutti per spacciato, l’ex vice di Obama ha confermato il suo ritorno in pista, vincendo in nove stati e candidandosi ora nel ruolo di anti-Trump. Una scalata che rappresenta “una clamorosa sorpresa - spiega il corrispondente di Repubblica negli States Federico Rampini a Circo Massimo, su Radio Capital - era dato per defunto, dopo una serie di performance disastrose nei dibattiti televisivi e un inizio pessimo nelle primarie. La sua rinascita ha del miracoloso”.
Un miracolo dovuto anche ai ritiri di Pete Buttgieg e Amy Klobuchar. “Il partito democratico ha avuto la capacità di imporre una disciplina e di far convergere i voti su Biden” aggiunge il giornalista, intervistato da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto, che ora rende “molto complicata la rincorsa di Bernie Sanders, perché la maggioranza del partito è moderata e c'è una gran voglia di ritorno alla normalità”.
elizabeth warren bernie sanders joe biden
Secondo Rampini, “Biden non è uno che fa sognare, non è carismatico ma rappresenta un vecchio modo di fare politica, basato sul buonsenso e sull'esperienza e conoscenza dei dossier". Al contrario di Sanders: "Fa sognare, promette la socialdemocrazia, ma parte dei democratici teme che le riforme radicali da lui proposte (sanità pubblica, università gratuita, super tasse sui ricchi) possano portare alla sconfitta contro Trump”, fa notare il corrispondente di Repubblica.
Anche perché, continua Rampini, “Biden è un po’ diverso da Hillary Clinton, ha una storia da famiglia operaia. Per i colletti blu del Midwest, decisivi nell’elezione di Trump nel 2016, è più semplice identificarsi con lui rispetto alla Clinton. Sulla carta Biden è il candidato giusto per sconfiggere Trump ma una sfida così polarizzata porta il rischio che una parte dei seguaci di Sanders non vada a votare, soprattutto i giovani. Per loro avere Biden è come avere Trump".
Fra le prossime tappe "la più importante di tutte è il 28 aprile, quando si voterà a New York e in una serie di stati nel nordest", spiega Rampini, "Prima, a metà strada, c'è il voto in Midwest, che sarà ocmunque molto importante. Ma ce ne sarà una a settimana".
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