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IL MIRAGGIO DEL BALLOTTAGGIO - IL DOPPIO TURNO ALLE PROSSIME POLITICHE NON GARANTIREBBE UNA VITTORIA CERTA AL CENTRODESTRA: I VOTI CHE VENGONO ATTRIBUITI DAI SONDAGGI A FUTURO NAZIONALE (CIRCA IL 7%) POTREBBERO FINIRE NELL’ASTENSIONISMO E NON GARANTIRE IL SUCCESSO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI SUL “CAMPO LARGO” - LORENZO PREGLIASCO: “BUONA PARTE DEGLI ELETTORI DEL GENERALE AL BALLOTTAGGIO VOTERANNO PER LA COALIZIONE CHE SENTONO 'PIÙ VICINA', QUINDI PER MELONI. IPOTIZZIAMO PERÒ CHE UN ELETTORE SU TRE DI VANNACCI NON TORNI AL SEGGIO, PERCHÉ QUEL VOTO È IN PARTE UN VOTO DI PROTESTA"
Estratto dall’articolo di Mariolina Iossa per il “Corriere della Sera”
Il ballottaggio non è una garanzia per il centrodestra. È questo un aspetto della riflessione, dati attuali alla mano, dell’analista e sondaggista politico Lorenzo Pregliasco, cofondatore del centro studi YouTrend.
Anche se, evidentemente, approvando una legge elettorale con doppio turno e premio di maggioranza, «la coalizione punta sul carisma di Giorgia Meloni, e sulla percezione che gli elettori possono avere sul secondo turno, come una sorta di sistema presidenziale, c’è però il rischio di un effetto boomerang».
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
Partiamo dai dati: «Oggi –—spiega Pregliasco — il centrodestra, senza Vannacci, che è al 7%, si attesta al 42%. Il centrosinistra al 44%, senza Calenda, che è attorno al 3,5%. Parliamo naturalmente di intenzioni di voto che non tengono conto dell’eventualità del ballottaggio, di cui si discute in questi giorni.
Ma, ipotizzando questi numeri, il problema per il centrodestra potrebbe essere quello di perdere elettori tra il primo e il secondo turno». Per Pregliasco, le Comunali offrono un terreno di studio significativo.
roberto vannacci alla versiliana 2
«Storicamente, alle Comunali il centrodestra perde elettori al secondo turno perché il suo è un elettorato meno militante, con un interesse per la politica medio-basso. Se è una bella giornata di sole, magari va al mare, tanto per intenderci.
Se ipotizziamo quindi che tra primo e secondo turno il centrodestra perdesse il 3 per cento, a quel punto, con i dati di oggi, quasi non basterebbe neppure tutto l’elettorato di Vannacci, se confluisse interamente nel centrodestra. Tra perdita e acquisto di punti percentuali, l’attuale compagine governativa si attesterebbe al 46%».
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
D’altra parte, ragiona Pregliasco, il centrosinistra, oggi al 44%, «potrebbe giovarsi al secondo turno di un 2% raccolto tra una parte degli elettori di Calenda, che restano nell’area di centrosinistra, e altre formazioni politiche, come liste civiche e altre formazioni come Potere al popolo. A quel punto siamo al 46% per entrambe le coalizioni. Con il premio di maggioranza, basta un voto in più a decidere la vittoria dell’una o dell’altra». [...]
roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo
«Naturalmente buona parte degli elettori del generale al ballottaggio voteranno per la coalizione che sentono “più vicina”, quindi per Meloni — argomenta Pregliasco —. Ipotizziamo però anche qui che un elettore su tre di Vannacci non torni al seggio, perché quel voto è in parte un voto di protesta, a cui non interessa che vinca Meloni». La sfida per il centrodestra, quindi, ma anche per il centrosinistra, sarebbe di convincere tutti i loro elettori a non disertare il doppio turno.
«Sì, il ballottaggio, che il centrodestra vuole in funzione anti Vannacci, per entrambe le coalizioni porta con sé il rischio di una erosione di punti». Sembra comunque difficile fare previsioni finché non si conosceranno meglio le intenzioni di voto degli elettori nel momento in cui il ballottaggio dovesse diventare legge, spiega. [...]
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