emergenza caldo sylvie goulard

IL PARADOSSO DELL'AMBIENTALISMO: DANNEGGIA I PIÙ POVERI, MA SE LO POSSONO PERMETTERE SOLO I RICCHI - SYLVIE GOULARD, EX EUROPARLAMENTARE ED EX MINISTRA CON MACRON, PARLA DELL'ONDATA DI CALDO TORRIDO CHE INVESTE LA FRANCIA: "I PRIMI A SOFFRIRE SONO I MENO ABBIENTI, QUELLI CHE A PARIGI ABITANO IN POCHI METRI QUADRATI NEI SOTTOTETTI CALDISSIMI, NON CERTO LE ÉLITE". BENE, BRAVA: ALLORA COMINCIAMO AD ABBASSARE I PREZZI ALLE AUTO ELETTRICHE, RENDIAMO ACCESSIBILI LE ENERGIE ALTERNATIVE E I CIBI A KM 0?

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Estratto dall’articolo di Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera” 

 

SYLVIE GOULARD

Sylvie Goulard è copresidente di International Advisory Panel on Biodiversity Credits (Iapb), l’iniziativa globale indipendente, istituita da Francia e Regno Unito, per promuovere la creazione di prodotti finanziari finalizzati a proteggere la natura. [...]

 

Che cosa è andato storto, dopo l’ottimismo degli accordi di Parigi del 2015? 

«L’uomo crede ancora di essere la misura di tutto e spera che la natura si adatterà ai suoi bisogni quando stiamo già consumando più di ciò che è disponibile.

 

Le nostre società hanno preso l’abitudine di affrontare problemi legati alla natura a brevissimo termine e senza vedere il loro carattere sistemico: clima, acqua e salute sono legati. Dopo il Covid, siamo tornati allo stesso sistema economico, estrattivo, ossessionato dalla competitività a breve termine, che crea pericoli per la salute. Adesso più aspettiamo, e più la transizione sarà costosa». 

 

L’Europa è spesso dipinta come un’entità ingenua davanti alle grandi potenze predatrici. Invece è una questione di cinismo? 

sylvie goulard 3

«Sì, più che ingenuità, c’è cinismo ovunque, anche in Europa: i cambiamenti sono assolutamente necessari secondo la scienza, e ne vediamo già, in questi giorni, la dimostrazione con i 40 gradi sotto la Tour Eiffel.

 

Ma troppi centri di potere fanno resistenza: governi, Commissione, manager. Senza denunciare gli accordi di Parigi come ha fatto Donald Trump, vogliono comunque smantellarne gli strumenti: il Green Deal europeo, il mercato Ets (lo scambio di quote di emissione, ndr ), le regole sui pesticidi. Ogni categoria ignora l’interesse generale». [...]

 

Le preoccupazioni ambientali sembrano un lusso riservato alle élite benestanti, mentre ai cittadini comuni si attribuiscono bisogni più concreti e irrinunciabili, come fare il pieno di carburante per andare al lavoro. È tornata la vecchia contrapposizione tra fine del mondo e fine del mese? 

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«Sì, ma è una falsa contrapposizione. I primi a soffrire sono i meno abbienti, quelli che a Parigi abitano in pochi metri quadrati nei sottotetti caldissimi, non certo le élite. 

 

E con le guerre la dipendenza dal gas rende le bollette più care. Chi lo aveva capito meglio degli altri è stato papa Francesco, con la sua enciclica Laudato Si’ e l’esortazione apostolica Laudate Deum , invitando a passare a uno sviluppo integrale, nel quale produzione, sostenibilità e rispetto della dignità umana sono indissociabili». 

 

La transizione energetica prometteva di rilanciare al contempo l’economia. 

ondata di caldo a parigi

«Sì, ma questo richiederebbe una “distruzione creativa”, grazie all’innovazione. A metterla in pratica alla fine è stata la Cina, con una scelta strategica che risale a 20 anni fa, e che poi con il dumping ha messo fuori gioco gli attori europei, per esempio per i pannelli fotovoltaici. [...]

 

È la rivolta contro la cosiddetta ecologia punitiva? 

«Questa formula è indecente. Se un oncologo consiglia la chemioterapia per salvare il paziente dal tumore, non vuole certo punirlo. Se oggi tutti gli esperti indicano che occorre agire al più presto, non lo fanno per punire qualcuno, ma perché è necessario. Non vedo che cosa propongano invece, concretamente, i grandi maestri di demagogia che parlano così». 

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