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«Non è colpa solo della Grande Recessione se l' Italia con il suo 18% di crediti deteriorati lordi rispetto agli impieghi del sistema bancario resta la maglia nera d' Europa». Su Affari & Finanza in edicola domani con Repubblica, Massimo Giannini ripercorre errori, omissioni, lentezze e scontri che mettono Banca d' Italia e Consob, ma anche il governo e le forze politiche tra gli imputati del disastro bancario.
Il "processo alla vigilanza" parte dallo scarso controllo sull' operato dei manager degli istituti, fino alle informazioni fuorvianti fornite a soci e obbligazionisti. Mps, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Carife, Banca Marche e Carichieti, e poi Cassa di Cesena Rimini e Popolare di Bari. La lista delle banche in difficoltà è lunga e molte di quelle "salvate" sono ancora "sommerse".
«Se dopo 30 miliardi di ricapitalizzazioni dilapidate solo per quella sporca dozzina - spiega Giannini - e uno scudo da 20 miliardi creato a fine 2016, gli analisti stimano un ulteriore fabbisogno di capitali tra 40 e 55 miliardi vuol dire che nella politica qualcosa non ha funzionato. Solo nel "triangolo delle Bermuda" Mps-Popolare Vicenza-Veneto Banca sono scomparsi 65 miliardi di depositi in 5 anni, e un milione e mezzo di risparmiatori ci ha rimesso quasi 15 miliardi.
Certo, i "furbetti del credito" hanno anche rubato. Ma i controllori non hanno controllato. Tutti hanno un pezzo di colpa, nella via crucis bancaria di questi anni. Ora la politica, con la sua cattiva e tardiva coscienza, ha inventato un ridicolo Golgota finale: la commissione parlamentare d' inchiesta, che non scoprirà un bel niente (come tutte le commissioni d' inchiesta, da Ustica a Bnl Atlanta). Sarà un inutile ricettacolo di veleni e di vendette».
protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 7
Ad esempio su Mps, caso principe del disastro del credito, la Banca d' Italia e i vari governatori che si sono succeduti da Antonio Fazio a Mario Draghi hanno permesso prima le acquisizioni di Banca 121 e Antonveneta, poi la Consob non si è accorta che il bilancio della banca veniva progressivamente "intossicato" da contratti derivati insostenibili.
Ma a Siena il groviglio è sempre stato anche politico, tra faide interne al Pd e l' ultimo capitolo di fine 2016 con il governo Renzi convinto di poter arrivare ad un salvataggio privato guidato da Jp Morgan.
Così come ancora via Nazionale e Consob non sono riuscite a fermare manager come Berneschi (Carige), Bianconi (Marche) Zonin (Popolare Vicenza) e Consoli, tutti finiti nella maglie della magistratura per i disastri delle loro gestioni. Ma anche il ministero del Tesoro non è esente da colpe, accusato di aver negoziato in posizione di debolezza dal 2013 al 2015 le condizioni del bail in e della direttiva di "burden sharing" che si è tramutata in un salasso per piccoli soci e obbligazionisti dalla Toscana alle Marche al Veneto.
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