POSTA FLASH! – RICCARDO CHIABERGE: “CARO DAGO, CACCIARI L’AVEVA GIÀ DETTO NEL MAGGIO 1968, QUANDO…
MUSK 1 – BERLUSCONI 0 – IL TRIBUNALE DI MILANO HA RESPINTO L’ISTANZA CAUTELARE PROPOSTA DAGLI AVVOCATI DI MEDIASET E FININVEST, CHE AVEVANO CHIESTO A “X” DI CANCELLARE I POST IN CUI I FRATELLI BERLUSCONI VENGONO APOSTROFATI CON OGNI CONTUMELIA (“ASSASSINI”, “MAFIOSI”, “KILLER”, “PERVERTITI”, “PEDOFILI”, “SATANISTI”, “NAZISTI”, “SGOZZA BIMBI”, “COCAINOMANI”) – GLI AVVOCATI SOSTENEVANO L’EQUIPARAZIONE TRA IL SOCIAL NETWORK E UN MEZZO D'INFORMAZIONE TRADIZIONALE, MENTRE PER IL TRIBUNALE MANCHEREBBE LA PROVA DELLA CAPACITÀ DI FARE “FILTRO” DA PARTE DELLA PIATTAFORMA DI MUSK (CHE COMUNQUE RIMUOVEREBBE SEMPRE TEMPESTIVAMENTE I CONTENUTI...)
Estratto dell’articolo di Leo Amato per “il Fatto quotidiano”
Il fu Twitter, ribattezzato X dal nuovo patron Elon Musk, non può essere obbligato a censurare in via preventiva gli insulti a Marina e Pier Silvio Berlusconi, oltre che al compianto padre e alle aziende di famiglia. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano respingendo l’istanza cautelare proposta in via d’urgenza dagli avvocati delle società presiedute dai germani di Arcore, Mediaset e Fininvest.
I legali avevano evidenziato il proliferare di post in cui i fratelli Berlusconi vengono apostrofati in ogni modo possibile (“assassini”, “mafiosi”, “killer”, “pervertiti”, “pedofili”, “satanisti”, “nazisti”, “sgozza bimbi”, “cocainomani”) e avevano chiesto a X di cancellare tutto e “di attivarsi per inibire la prosecuzione e ripetizione degli illeciti accertati, impedendo ogni futura memorizzazione, indicizzazione e pubblicazione, in qualsiasi modo o forma, di contenuti identici e/o equivalenti a quelli dichiarati illeciti”.
A fondamento della sua richiesta, la squadra di legali capeggiata da Stefano Previti (figlio di Cesare), aveva sostenuto l’equiparazione tra il social network e un mezzo d'informazione tradizionale, quanto a responsabilità per la diffusione di contenuti illeciti, qualificandolo come un “hosting provider attivo”.
[...] Di diverso avviso il Tribunale, per cui allo stato mancherebbe la prova di questa attività di “filtro” effettuata dalla piattaforma di Musk, e comunque i contenuti illeciti sarebbero stati sempre rimossi “tempestivamente”.
Eccezion fatta per un primo post di ottobre 2024 rimasto in Rete per 15 giorni. “Il problema è che, anche dopo le rimozioni, lo stesso soggetto continuava e continua a ripubblicare contenuti identici o analoghi aprendo sistematicamente nuovi account, aggirando di fatto i blocchi della piattaforma”. Questo il commento al Fatto di Fininvest e Mediaset: “Si tratta di una decisione provvisoria, che impugneremo nel giudizio di merito, ma che pone un tema sempre più urgente: la tutela concreta di chi diventa bersaglio di campagne diffamatorie seriali nel mondo digitale. Perché una situazione del genere può capitare a chiunque. Anche a chi non ha gli strumenti e le risorse per difendersi”.
pier silvio marina berlusconi
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
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