DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA,…
IL NERO DI BERLINO: LA GERMANIA NON SI È MAI RIUNIFICATA – IL DRAMMA DELL’ASCESA DEI POST-NAZISTI DI AFD È L’ESITO NATURALE DEL FALLIMENTO DELLA RIUNIFICAZIONE: COME NELL’ITALIA RISORGIMENTALE, ANCHE IN GERMANIA C’È STATA L’ANNESSIONE DELLA PARTE PIÙ POVERA DEL PAESE DA PARTE DI QUELLA PIÙ RICCA – HELMUT KOHL, CHE OLTRE A IMPORRE IL CAMBIO 1 A 1, CHE DISTRUSSE L’ECONOMIA DELL’EX DDR, FORZÒ LE IMPRESE A PRIVATIZZARSI (SENZA POTER COMPETERE IN UN MERCATO APERTO) E LA POPOLAZIONE A EMIGRARE – RISULTATO? DOPO TRE DECENNI E MEZZO, C’È CHI RIMPIANGE L’EPOCA SOVIETICA, CON LA RETORICA DEL “ERAVAMO POVERI, MA NON CI MANCAVA NIENTE”. UNA NARRAZIONE CHE AFD SFRUTTA, AGGIUNGENDO UNA SPRUZZATA DI NAZIONALSOCIALISMO (ALLA FINE, I REGIMI SONO TUTTI UGUALI) – TOCCA RIVALUTARE QUEL CHE DICEVA ANDREOTTI NEL 1984: "AMO TALMENTE TANTO LA GERMANIA CHE PREFERISCO CE NE SIANO DUE"
LA SALVEZZA È L’EUROPA
Estratto dell’articolo di Mario Margiocco per “il Messaggero”
adolf hitler e la vittoria di afd in sassonia anhalt – vignetta di vukic
Geografia ed economia, oltre alla Storia, fanno della Germania un caso centrale in Europa e la netta vittoria […] dell'AfD nel voto in Sassonia-Anhalt suggella come mai finora la fine della Germania nata dalle macerie dell'era Hitler.
Una Germania che Konrad Adenauer volle renana europea e occidentale, cosa che la Germania […] non era mai stata. Per la maggioranza dei tedeschi c'erano, 150 anni fa […] tre realtà cultural-politiche, l'Occidente che voleva dire essenzialmente Gran Bretagna e Francia, l'Est della disprezzata Russia, e la Germania, né Est soprattutto, ma nemmeno Ovest. […]
DAI PROF ANTI EURO ALLE MARCE CONTRO I MIGRANTI LA SCALATA IN 13 ANNI
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
afd vince le elezioni in Sassonia Anhalt
[…] Com’è avvenuto che una formazione politica senza storia alle spalle sia arrivata al successo cavalcando posizioni sempre più radicali e apertamente in contrasto con la Costituzione, scimmiottando un lessico inconfondibilmente mutuato dal nazismo, accarezzando ogni pulsione xenofoba, razzista e antidemocratica?
[…] nel 2015 al Congresso di Essen […] vinse Frauke Petry, eletta a maggioranza assoluta, sull’onda di parole d’ordine anti-immigrati e anti-islamiche. Fu la prima a invocare l’uso di armi da fuoco contro gli attraversamenti illegali delle frontiere.
Ma la vera svolta avvenne pochi mesi dopo, […] quando Merkel decise di non chiudere le frontiere a 1 milione di profughi siriani venuti dalla rotta balcanica, forse la decisione più coraggiosa e suicida dei suoi sedici anni al potere. Qui la storia e le sorti di AfD si intrecciarono con un movimento spontaneo, nato a Dresda e diffusosi come un incendio in tutto l’Est del Paese: alle marce serali di Pegida contro l’immigrazione e l’islamizzazione partecipavano decine di migliaia di tedeschi.
joerg meuthen alexander gauland alice weidel frauke petry
[…] Fu lì che AfD capì che il suo destino si compiva a Oriente, nel deserto privo di società civile che erano diventate le regioni della ex Ddr, dopo la riunificazione, o meglio l’annessione: nessuna fedeltà ai partiti tradizionali, niente sindacati, chiese, associazioni o gilde.
L’oggetto del desiderio erano i Länder come la Sassonia, la Turingia, la Sassonia-Anhalt, di fatto colonizzati da una classe politica in gran parte importata da Ovest. Rimasti indietro su tutto: disoccupazione più alta, salari più bassi, svuotati tranne poche eccezioni della loro base industriale.
Invecchiati e impoveriti da una fuga generazionale, che ha visto partire centinaia di migliaia di giovani verso le ricche regioni occidentali. E questo a dispetto di centinaia di miliardi di euro investiti nelle infrastrutture, che hanno sicuramente modernizzato le regioni dell’Est senza tuttavia mai avviare un meccanismo virtuoso di crescita.
Ma probabilmente il terreno più fertile per AfD è stata la negazione della memoria. «Ci hanno fatto vergognare perfino delle musiche della nostra gioventù», mi disse Katharina Witt, leggendaria pattinatrice sul ghiaccio, due volte medaglia d’oro olimpica per la Ddr, che pure ebbe successo e carriera anche nella Germania riunificata. È su questo vuoto culturale e identitario, quello che fa sentire i cittadini dell’Est «tedeschi di seconda classe», che AfD ha costruito il suo successo. […]
UOMINI, OPERAI, PERSONE ECONOMICAMENTE DISAGIATE E CON UN’ISTRUZIONE BASSA: ECCO CHI HA VOTATO AFD
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per www.repubblica.it
La Germania si è risvegliata sotto shock. Una valanga blu - colore dell’Afd - ha travolto la Sassonia-Anhalt. Il 43,8% ha votato l’ultradestra, la Cdu è precipitata di venti punti rispetto a cinque anni fa, al 17,2%.
La Spd è riuscita a recuperare rispetto ai pessimi sondaggi della campagna elettorale ed è il terzo partito, al 9,3%, i Verdi sono quarti e raggiungono l’8,9% mentre la Linke scivola all’8,6%. Dopo settimane di incertezza, il partito di Sahra Wagenknecht è riuscito a superare la soglia si sbarramento ed è al 5,3%.
il consenso elettorale di afd in germania
Tradotto in seggi: l’Afd ne conquista 39 ed è dunque a tre scranni dalla maggioranza assoluta. Il partito di Wagenknecht ha già detto che è pronto a fare da stampella all’ultradestra con i suoi cinque seggi. Ma stando alle dichiarazioni dei big, l’Afd spera piuttosto nei possibili transfughi della Cdu.
[…] Dai primi dati sui flussi elettorali emergono molti dati interessanti. A parte a Halle, i mandati diretti sono stati conquistati tutti dall’Afd. E guardando ai flussi, la stragrande maggioranza delle preferenze che sono andate all’ultradestra viene da persone che non votavano: 170mila.
Dalla Cdu sono migrati all’Afd 83mila elettori, dai liberali della Fdp 17mila, dalla Linke 12mila, dalla Spd 6mila e dai Verdi 2mila. Interessante anche un movimento opposto che potrebbe segnalare il tatticismo di qualche elettore di destra: 2000 persone che votavano Afd hanno scelto Wagenknecht. Perché rischiava di non entrare nel parlamentino regionale e di non poter fare da stampella all’ultradestra.
Ma chi ha votato l’Afd? Soprattutto uomini, operai, persone economicamente disagiate e con un’istruzione bassa. Tra gli operai della Sassonia-Anhalt il 59% ha fatto la crocetta sul simbolo blu, il 65% di chi versa in cattive condizioni finanziarie idem. E tra chi ha un basso livello di istruzione il 57% ha scelto l’ultradestra (mentre è solo il 30% di chi ne ha un titolo di studio superiore).
Alice weidel Ulrich Siegmund - afd
Guardando al genere, il 50% degli uomini ha votato Afd, contro il 39% delle donne. Infine, se si guarda all’età, l’ultradestra è prima con il 52% soprattutto tra i 35-59enni, ma è primo partito in tutte le fasce anagrafiche. Solo gli ultrasettantenni hanno votato al 31% per i ‘blu’ e al 30% per la Cdu.
Un’indagine Infratest Dimap ha elencato i motivi per cui gli elettori hanno scelto Afd: la sicurezza interna (24%), l’immigrazione (18%), la sicurezza sociale (18%), l’economia (14%), la pace in Europa (13%), l’istruzione e la scuola. E alla domanda “sono preoccupato perché” il 91% ha risposto “così tanti stranieri vivono in Germania”, l’89% “i prezzi salgono talmente tanto che non riesco a pagare le bollette” e l’85% “sta cambiando troppo il modo in cui si vive in Germania”.
In un sondaggio più ampio sui cosa pensano gli elettori della Sassonia-Anhalt dell’Afd, al primo punto (67%), figura chi sostiene che “ha capito meglio di altri partiti che molte persone non si sentono più al sicuro”.
Al secondo posto (59%) chi dice che “gli altri partiti non hanno un atteggiamento corretto con l’Afd” - sono irritati dunque per il cordone sanitario anche se non votano necessariamente per i ‘blu’.
Al terzo e quarto punto (rispettivamente 58% e 57%) risulta chi ritiene che l’Afd abbia successo perché “vuole limitare l’immigrazione di più rispetto ad altri partiti” - in un land dove i migranti sono al 9% - e “vuole interrompere l’invio di armi all’Ucraina”. Da notare anche un 43% di elettori è convinto che il partito “fa in modo che noi tedeschi dell’Est possiamo finalmente essere di nuovo orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto”.
INGO SCHULZE - «HANNO RIEMPITO TUTTI I VUOTI A EST DEFINIRLI FASCISTI NON SERVE A NIENTE»
Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”
«L’AfD vede nell’Est una Germania originaria, senza stranieri», dice Ingo Schulze. […] Con l’Est, o meglio con la Ddr, Schulze è associato da sempre, fino a essere lo scrittore più rappresentativo uscito da quelle terre. […]
[…] «[…] La cosa pericolosa è soprattutto che nessun altro partito è riuscito ad appropriarsi positivamente della tradizione dell’Est, o forse non lo ha nemmeno voluto. Inoltre l’AfD è l’unico che pretende di avere una visione del futuro, un’alternativa allo status quo. Per alcuni questo rappresenta un orizzonte che altrove non trovano. Bisognerebbe prenderne atto». […]
MASCHI, BIANCHI, ARRABBIATI: L’IDENTIKIT DEI TEDESCHI AMMALIATI DALL’ULTRADESTRA
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”
[…] sui social impazza un video della grande scrittrice della Ddr Monika Maron: «Piano piano ci stiamo dimenticando che mucchio di rottami fosse la Germania Est nel 1990. Le fabbriche erano distrutte, le strade erano distrutte - mentre se vai oggi nelle città dell’Est sembrano uscite da un catalogo». […]
LA GERMANIA EST IN MANO AI NAZISTI DI AFD - 2025
Eppure, nella memoria collettiva della Sassonia-Anhalt sembra essere sopravvissuto solo il ricordo di cosa accadde dopo: il polo chimico fu smantellato, un quarto dei 900mila lavoratori della regione finì in mezzo a una strada, l’area fu ripulita dalle scorie tossiche ma perse […] anche quella di importante centro industriale.
Non è un caso, insomma, che nella propaganda dell’Afd la “Ostalgie” sia una cifra costante. Un paio di settimane fa lo spitzenkandidat Ulrich Siegmund è stato pizzicato mentre cantava l’inno della Ddr. E in campagna elettorale scorrazzava spesso con il motorino Simson o una macchina Trabant ai suoi comizi, parlando della cara “vecchia” Germania, vagheggiando un ritorno a tempi che tanti, troppi, hanno trasformato in un paradiso perduto.
[…] Se l’Afd è al 40%, dunque, non è soltanto per ragioni economiche, ma per quella che il politologo Ivan Krastev ha definito la «paura demografica». Dalla caduta del Muro di Berlino la Sassonia-Anhalt ha perso un quarto della sua popolazione, circa 750mila persone. In nessun altro land c’è stata una tale, drammatica emorragia.
Un combinato disposto della fuga di centinaia di migliaia di persone a Ovest e di un invecchiamento della popolazione rapidissimo. I giovani non solo sono scappati a Ovest: quelli che sono rimasti, hanno smesso di fare figli. E oggi la Sassonia-Anhalt è il land con la popolazione più vecchia della Germania (48,5 anni, in media). Non solo: gli uomini sono molto più numerosi delle donne, anche tra i giovani. Tra i 18-29enni gli uomini sono 120.240, contro 103.117 donne.
GERMANIA - ESTREMISTI DI DESTRA
Una «mascolinizzazione demografica», come la chiama il sociologo Steffen Mau in un libro illuminante su Germania Est e Ovest, “Ungleich vereint” (Riunificati in modo diseguale) che ha anche conseguenze politiche, che rafforza gli umori «antidemocratici, razzisti e di destra». Una disparità tra uomini e donne, insomma, che crea l’“angry white man” pronto a votare l’Afd. Peraltro Mau fa notare che esiste ormai un forte senso identitario, a Est. Un’”ossificazione” (da “Ossi”, cittadino dell’Est) che riguarda anche i giovani, anche chi è nato ben dopo la caduta del Muro di Berlino.
[…]
GERMANIA, IL MURO INVISIBILE
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per www.repubblica.it – 14 giugno 2018
[…] Carola Vulpius […] non è certo un’elettrice di destra, ha l’Europa nel cuore, ma è un attenta lettrice delle lettere che appaiono sui giornali locali, dove da trent’anni tornano sempre gli stessi temi.
Torna la rabbia verso la Treuhand, l’Agenzia per la privatizzazione, e la feroce e frettolosa operazione di smantellamento della vecchia industria della Germania est che provocò un’ondata di disoccupazione senza precedenti. Contribuendo allo spopolamento di vaste aree delle vecchie regioni dell’Est.
La Treuhand è una ferita aperta, a est dell’Elba. Nel 1990, l’anno della Riunificazione delle due Germanie, l’Agenzia fu istituita per inglobare le oltre 8.000 aziende statali della Ddr, e all’inizio furono proclamate ottimistiche proiezioni sui possibili introiti.
Invece, dopo aver privatizzato due terzi e liquidato un terzo di ciò che sopravviveva del sistema industriale disastrato della vecchia Germania comunista, la Treuhand chiuse i battenti nel 1994 con un bilancio devastante.
Disoccupazione a due cifre in tutti i Land della vecchia Ddr e un esodo di massa verso l’Ovest. E, come ricorda il politologo Markus Boeick, a fronte di un incasso magrissimo, circa 70 miliardi di vecchi marchi, l’agenzia ne spese 340 per risanare, cancellare debiti o recuperare terreni inquinati. Chiuse con un debito-monstre di circa 250 miliardi di marchi.
Come scrisse Michael Jürgs nel libro Die Treuhändler del 1997, gli ex amministratori continuano a essere «odiati dai tedeschi dell’Est come “rulli compressori” che distrussero le loro esistenze, e ad essere disprezzati dai tedeschi dell’Ovest perché hanno sprecato i loro soldi da contribuenti.
Helmut Kohl ha fatto la Riunificazione, ma ad amministrarla ha chiamato altri, i Treuhändler», gli amministratori dell’Agenzia per la privatizzazione di un intero sistema in bancarotta.
Ma leggendo le lettere che arrivano ai giornali locali, sottolinea Vulpius, tornano spesso anche lamentele per i rapporti deteriorati con la Russia, che molti tedeschi orientali vorrebbero invece più stretti. E poi, annuisce finendo il suo caffè americano, c’è il tema dell’immigrazione, certo. […]
GERMANIA - ESTREMISTI DI DESTRA ANTI ISLAM
afd
PROTESTE CONTRO AFD
HANS WEIDEL - IL NONNO NAZISTA DI ALICE WEIDEL
germania est 1
DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA,…
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