gli avamposti di israele nella striscia di gaza benjamin netanyahu

BIBI CI RIPENSA – DOPO L’INIZIALE OPPOSIZIONE AL PIANO IN 15 PUNTI PER GAZA, NETANYAHU AVREBBE DETTO A JARED KUSHNER DI ESSERE DISPOSTO A DARE UNA POSSIBILITÀ AL PROGETTO (CHE PREVEDE ANCHE IL DISARMO DI HAMAS) PROPOSTO DA TRUMP: LE FORZE DI DIFESA ISRAELIANE (IDF) SI STANNO RITIRANDO SULLA LINEA GIALLA - L'ACCORDO SBANDIERATO DALLA CASA BIANCA PREVEDE CHE IL GRUPPO ISLAMISTA PALESTINESE RESPONSABILE DEL MASSACRO DEL 7 OTTOBRE CONSEGNI LE ARMI, LEGGERE E PESANTI, A UN'ENTITÀ PALESTINESE, E CHE LE TRUPPE DI ISRAELE SI RITIRINO IN MODO PROGRESSIVO DALLA STRISCIA – L’ESITAZIONE DI NETANYAHU E’ DOVUTA ALLA DESTRA RADICALE E MESSIANICA, I CUI VOTI SARANNO INDISPENSABILI PER TENTARE DI NON PERDERE LE ELEZIONI DEL 27 OTTOBRE…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

trump netanyahu

MEDIA, NETANYAHU DÀ UNA CHANCE A PIANO GAZA, IDF SI STA RITIRANDO

Il premier israeliano lo avrebbe detto a Kushner, esercito torna sulla Linea Gialla

(ANSA) - ROMA, 10 AGO - Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, e le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla Linea Gialla. Lo scrive su X il Jerusalem Post.

 

Il Jerusalem Post, citando un report di Axios, ha successivamente specificato che la conversazione tra Benyamin Netanyahu e Jared Kushner in cui il premier di Israele avrebbe detto al funzionario Usa di essere disposto a dare una possibilità al piano per Gaza sarebbe avvenuta "la scorsa settimana".    La testata israeliana è tornata a ricordare la posizione pubblica presa invece ieri dal premier, sottolineando la posizione della Casa Bianca di "non preoccupazione" rispetto a tali dichiarazioni confermando "un graduale ritorno alla Linea Gialla a Gaza" e una interruzione degli attacchi contro la Striscia".

GAZA RIVIERA - DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

JIHAD ISLAMICO DELLA PALESTINA, 'NETANYAHU VUOLE MANIPOLARE IL PATTO'

'Abbiamo il diritto di chiederci a cosa serva il Board of Peace'

(ANSA) - ROMA, 10 AGO - Il movimento Jihad Islamico della Palestina ha condannato l'opposizione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu al piano dei 15 punti per Gaza, definendola una chiara negazione dell'accordo di cessate il fuoco e una netta opposizione al piano americano.

 

Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Irna, citando la rete Al Mayadeen. L'opposizione di Netanyahu è un'opposizione diretta e esplicita al piano americano, affermano, e il primo ministro israeliano, insieme ai membri del suo governo, sta cercando di manipolarne i contenuti.    Il movimento Jihad Islamico ha inoltre affermato che il popolo palestinese ha il diritto di interrogarsi sull'efficacia del cosiddetto Board of Peace di Gaza e sul suo ruolo, soprattutto se questo Consiglio non è in grado di attuare un accordo.

valico di rafah 1

 

NETANYAHU CONTRO TRUMP SUL NUOVO PIANO PER GAZA “ISRAELE NON SI RITIRA”

Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

Non aveva mai detto un no così netto all'amico Donald. Segno che per Netanyahu i sondaggi pre-elettorali sono preoccupanti. «Israele respinge il documento in 15 punti», scandisce il primo ministro durante l'ultima riunione di gabinetto, tenutasi ieri. Documento che, non più tardi di dieci giorni fa, il presidente americano aveva annunciato con clamore e definito «accordo storico per Gaza».

 

Ma Netanyahu deve tenere a bada la destra radicale e messianica, i cui voti saranno indispensabili per tentare di non perdere le elezioni del 27 ottobre. Quindi, per rassicurarla, mette in chiaro che non ritirerà nessun soldato dalla Striscia «finché Hamas non sarà effettivamente disarmata».

bibi netanyahu

 

È il nodo cruciale che mesi di interlocuzioni, durante la tregua fragile cominciata nell'ottobre 2025, non sono riusciti a sbrogliare. Chi disarma Hamas, quando, come. L'accordo in 15 punti sbandierato da Trump prevede che il gruppo islamista palestinese responsabile del massacro del 7 Ottobre consegni le armi, leggere e pesanti, a un'entità palestinese, e che le truppe di Israele si ritirino in modo progressivo dalla Striscia.

 

Spesso, però, nei negoziati in Medio Oriente chi fa la prima mossa perde, e infatti nessuna delle due parti intende farla: Hamas si è detta favorevole all'idea di smilitarizzare solo dopo che l'Idf se ne sarà andato (al momento controlla un'area superiore alla metà della Striscia), il governo dello Stato ebraico non vorrebbe scontentare l'alleato americano ma non può permettersi di lasciare le armi ai miliziani. A maggior ragione ora che il suo principale rivale nella corsa elettorale, Gadi Eisenkot, ha definito la fase due dell'accordo per Gaza «un fallimento» rispetto agli obiettivi prefissati all'inizio della guerra, che erano, disse Netanyahu, la «vittoria totale» e l'eliminazione di Hamas.

bezalel smotrichnetanyahu hamasvalico di rafah

[…]