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NESSUNO PUO’ METTERE BIBI IN ANGOLO! – NETANYAHU, SEDOTTO E ABBANDONATO DA TRUMP, TEME IL CROLLO NEI SONDAGGI E MANDA AVANTI I SUOI: “RESTEREMO NELLE ZONE DI SICUREZZA IN LIBANO, A GAZA E IN SIRIA A TEMPO INDEFINITO” - GLI AMERICANI CERCANO DI RASSICURARE GERUSALEMME SUGLI AVAMPOSTI IN TERRITORIO ARABO, CHE NON VERRANNO SMANTELLATI, MA I SOLDATI SUL FRONTE LIBANESE RACCONTANO CHE TUTTE LE OPERAZIONI SONO GIA’ STATE FERMATE, COME IMPOSTO DA TRUMP SU RICHIESTA DEGLI IRANIANI - L'ACCORDO CON L'IRAN È UN BOOMERANG INTERNO: SIA L'ULTRADESTRA CHE I PARTITI MODERATI (E IN GENERALE L'OPINIONE PUBBLICA ISRAELIANA) LO GIUDICANO UN "DISASTRO TOTALE"

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1. ISRAELE, L'AVVERTIMENTO A TRUMP «NON CI RITIRIAMO DAL LIBANO»

Estratto dell'articolo di Davide Frattini per il "Corriere della Sera"

 

Gli inglesi lo chiamano «choc da granata», quando esplode così vicino, inaspettata, che oltre alla paura tocca riprendersi dallo stupore quasi sdegnato: «Perché proprio a me?». Ci si blocca ammutoliti e senza parole sembra rimasto almeno per ventiquattro ore Benjamin Netanyahu. 

 

benjamin netanyahu 1

>Quelle pubbliche, quelle che un primo ministro dovrebbe trovare per spiegare al Paese che cosa sta succedendo. Invece manda avanti Israel Katz, il ministro della Difesa, per avvertire che «resteremo nelle zone di sicurezza in Libano, a Gaza e in Siria a tempo indefinito. Il primo ministro ha espresso questa posizione molto chiaramente al presidente Donald Trump. Non accetteremo compromessi sulla sicurezza dei cittadini. Se l’Iran ci attacca per quello che succede in Libano, risponderemo a tutta forza». Fonti americane provano a rassicurare il governo a Gerusalemme che per ora gli avamposti dentro il territorio arabo non verranno smantellati. [...] 

 

benjamin netanyahu donald trump foto lapresse

[...] Allo stesso tempo — spiega Ben Caspit sulla testata digitale Al Monitor — Netanyahu non aveva scelta: «Perdere Trump o la sua base elettorale». Il voto si avvicina e già ieri i sondaggi indicavano che gli israeliani vorrebbero come primo ministro l’ex capo di stato maggiore Gadi Eizenkot, mentre le preferenze per Bibi sono crollate. 

 

BENJAMIN NETANYAHU E YOAV GALANT - GABINETTO DI GUERRA

Il premier stava zitto ma ha tolto la museruola ai commentatori più accaniti, che arrivano a insultare Trump e i suoi consiglieri: «Il presidente è un perdente. Sotto la pressione dei due ebreucci Witkoff e Kushner che il Qatar ha comprato con un sacco di soldi e hanno venduto i loro fratelli in Israele» attacca Ynon Magal. Insulti anche per il vice JD Vance: isolati per isolati, sembrano pensare i consiglieri di Netanyahu, tanto vale farci isolazionisti, costruire quella Sparta autosufficiente di cui lo stesso capo del governo ha parlato qualche mese fa. 

 

 

 

BENJAMIN NETANYAHU

I soldati sul fronte libanese raccontano che tutte le operazioni sono state fermate, come imposto da Trump su richiesta degli iraniani. Gli abitanti che erano fuggiti dalle battaglie stanno ritornando, allo stesso tempo ci sarebbe confusione perché fino a ieri l’esercito diffondeva volantini per indicare le «zone proibite» ai civili, adesso c’è il rischio che i libanesi si ritrovino sotto il fuoco. Ad andare avanti sarebbero le demolizioni delle case nella fascia lungo il confine, i cubi di cemento non intonacato che i militari considerano «infrastrutture terroristiche». 

 

2 - ISRAELE, NETANYAHU CON LE SPALLE AL MURO. ESTREMA DESTRA IN RIVOLTA

Estratto dell'articolo di Davide Lerner per “Domani” 

 

Per Benjamin Netanyahu l’annuncio del nuovo accordo degli Usa con l’Iran è una doccia fredda. Senza attendere di conoscerne i dettagli, lunedì i suoi rivali politici in Israele hanno fatto a gara per criticarlo. 

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH

  

Oltremare, l’intesa appare emblematica di come il suo ascendente sulla Casa Bianca risulti ormai in caduta libera. Interpretando le ragioni del disappunto israeliano, David Patrikarakos, autore della prima storia esaustiva del programma nucleare iraniano, dice a Domani: «Al momento, questa sembra essere una capitolazione quasi totale di Trump nei confronti degli iraniani. Più che rappresentare un accordo di pace storico, rimanda le questioni più spinose.  

 

[...] Trump sembra aver accettato una versione edulcorata di quello stesso accordo sul nucleare che un tempo aveva condannato, mentre l’Iran si appresta a guadagnare miliardi grazie all’alleviamento delle sanzioni. [...] In particolare, Israele, il più stretto alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente, viene lasciato solo ad affrontare un Hezbollah sempre più determinato». 

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

[...] Sono settimane, infatti, che le traiettorie politiche scelte da Trump in Medio Oriente hanno creato un divario inconciliabile con la sua agenda guerrafondaia. L’accordo era nell’aria. «I rapporti fra Netanyahu e Trump stanno peggiorando. Il presidente americano potrebbe gettarlo sotto le ruote di un autobus da un momento all’altro senza battere ciglio», aveva avvertito pochi giorni fa Ben Caspit, commentatore israeliano e biografo del premier.  

 

[...] A pochi mesi da uno degli appuntamenti elettorali più cruciali della storia del paese – la data più probabile sembra al momento quella del 20 ottobre – i sondaggi dicono che Bibi non avrebbe i numeri per restare al governo. Il cosiddetto “blocco di Netanyahu” si attesta intorno ai 50 seggi, al massimo 52, avrebbe cioè una decina di deputati in meno rispetto a quelli necessari per avere una maggioranza alla Knesset. 

 

“L’ACCORDO CON L’IRAN È UN DISASTRO”. INTERVISTA A BENNY MORRIS

Estratto dell’articolo di Giulio Meotti per “il Foglio”

 

BENNY MORRIS

[…] Benny Morris, storico e intellettuale israeliano, commenta […] al Foglio l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran […] con lo scetticismo proprio di chi perora il regime change da vent’anni.

 

“Sembra che l’America sia disposta a concedere molte cose: l’arricchimento dell’uranio resterà in Iran, il materiale fissile già prodotto rimarrà in Iran e così via. Dal punto di vista israeliano, l’accordo è un disastro totale.

 

L’Iran al momento non minaccia l’esistenza degli Stati Uniti, ma minaccia l’esistenza di Israele e dichiara apertamente di volerlo distruggere. Per Netanyahu è una sconfitta terribile, ma a me non interessa Netanyahu: a me interessa Israele. E per Israele questa è una situazione molto grave.

TRUMP E NETANYAHU

 

Inoltre nessuno parla del programma di missili balistici iraniani, che abbiamo visto essere un pericolo concreto nei recenti scontri, lanciati non solo su obiettivi militari ma anche civili. Trump ha fatto marcia indietro. L’idea iniziale, di Trump e Netanyahu, era di rovesciare il regime. Pensavano che i colpi inferti fossero sufficienti a farlo cadere. Non ha funzionato”.

 

[…]. 

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH

benjamin netanyahu donald trump mar a lago.